Gli italiani restano un popolo di risparmiatori, anche quando si parla di mattone. Nel primo semestre del 2025 oltre la metà delle compravendite residenziali è stata conclusa senza ricorrere al mutuo: il 51,4% secondo l’ultimo studio Tecnocasa. Una quota leggermente inferiore rispetto al 55% registrato un anno prima, ma comunque altissima, soprattutto in un contesto in cui i tassi di interesse sono tornati a livelli più favorevoli. Il dato conferma una tendenza ormai strutturale: chi può, compra casa in contanti.
La riduzione del costo del credito ha reso il mutuo più appetibile, in particolare per chi cerca la prima abitazione. Eppure, come spiega Fabiana Megliola, responsabile dell’Ufficio Studi Tecnocasa, molti preferiscono non immobilizzare tutti i propri risparmi. Le incertezze macroeconomiche, l’instabilità geopolitica e la prudenza maturata negli ultimi anni spingono una parte degli acquirenti a mantenere liquidità, anche quando il finanziamento sarebbe conveniente.
Il risultato è un mercato immobiliare in cui il “cash buyer” continua a pesare più che in altri Paesi europei.
Tra chi acquista senza mutuo, la motivazione principale resta quella abitativa: il 59% utilizza capitale proprio per comprare la casa in cui vivere. Ma cresce anche la componente legata all’investimento, che sfiora il 30%, mentre l’11% riguarda l’acquisto di seconde case o abitazioni per le vacanze. Rispetto al periodo pre-pandemico, si nota un incremento sia degli acquisti a scopo di investimento sia delle case vacanza, segno che l’immobile continua a essere percepito come un bene rifugio e uno strumento di diversificazione patrimoniale.
Sul fronte delle tipologie, i trilocali dominano la scena con il 31% delle compravendite cash, seguiti dai bilocali, che rappresentano il 23,3% e risultano particolarmente appetibili per chi punta alla locazione. Oltre il 20% degli acquisti riguarda invece soluzioni indipendenti o semi-indipendenti, scelte soprattutto da famiglie con disponibilità economiche tali da evitare il ricorso al mutuo.
L’identikit dell’acquirente che paga in contanti è piuttosto definito: la fascia più rappresentata è quella tra i 45 e i 54 anni, che copre il 24,8% delle operazioni. Gli under 34 si fermano al 17,3%, mentre gli over 65 rappresentano il 16,6%. È la fotografia di una capacità di accumulo che si concentra nella fase centrale della vita lavorativa, quando reddito e risparmi raggiungono il loro picco. Non sorprende, quindi, che il 66% delle compravendite senza mutuo sia concluso da coppie o nuclei familiari, mentre i single rappresentano il 34%.
Un trend in crescita riguarda gli acquirenti stranieri: nel primo semestre del 2025 il 12,2% delle compravendite cash è stato effettuato da cittadini non italiani, in aumento rispetto all’11,1% del 2024 e al 9,9% del 2023. Un segnale che conferma l’attrattività del mercato immobiliare italiano, percepito come conveniente rispetto ad altri Paesi europei dove i prezzi sono più elevati e i rendimenti più bassi.
In un Paese dove la casa resta il bene per eccellenza, la tendenza a comprare senza mutuo continua a essere un tratto distintivo. E anche se i tassi più bassi stanno riportando molti verso il credito, il mattone “pagato cash” rimane una scelta forte, identitaria e profondamente radicata nella cultura finanziaria italiana.