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Incentivi per sostituire le vecchie stufe a biomassa

  • Redazione
  • 29 marzo 2026

Friuli Venezia Giulia apre la strada: contributi fino a 4mila euro e un modello che potrebbe ispirare tutte le Regioni italiane

Il Friuli Venezia Giulia lancia un segnale forte e chiaro al resto d’Italia: la transizione energetica parte dalle case dei cittadini. Con il nuovo “Bando stufe 2026”, la Regione mette in campo una misura concreta per favorire la sostituzione dei vecchi generatori domestici a biomassa, spesso poco efficienti e altamente inquinanti, con apparecchi moderni, performanti e a basse emissioni.

L’obiettivo è duplice: migliorare la qualità dell’aria e ridurre i consumi energetici delle abitazioni. Un intervento che, secondo Marco Bussone, presidente Uncem e AIEL, rappresenta «un’opportunità concreta per rinnovare il sistema di riscaldamento domestico» e un esempio che altre Regioni potrebbero seguire, come già sta facendo il Piemonte.

Il bando si rivolge ai residenti del Friuli Venezia Giulia che siano proprietari, usufruttuari o detentori legittimi dell’immobile in cui si intende intervenire. Le agevolazioni riguardano esclusivamente edifici a uso residenziale e prevedono la sostituzione di generatori a biomassa fino a 35 kW con classe di qualità pari o inferiore a tre stelle, o non classificati, con nuovi apparecchi appartenenti almeno alla classe quattro stelle, come stabilito dal decreto ministeriale del 2017. Un salto di qualità che garantisce un miglioramento significativo sia sul fronte delle emissioni sia su quello del rendimento energetico.

L’entità del contributo varia in base al Comune di residenza. Nelle aree in cui, tra il 2021 e il 2024, sono stati registrati superamenti dei valori obiettivo di benzo-a-pirene, la Regione riconosce fino a 3.000 euro per la sostituzione di stufe e camini e fino a 4.000 euro per le caldaie alimentate a combustibili solidi. Negli altri Comuni, i massimali scendono rispettivamente a 2.000 e 3.000 euro. Una differenziazione che punta a intervenire con maggiore incisività nelle zone più critiche dal punto di vista della qualità dell’aria.

Un aspetto particolarmente interessante del bando è la possibilità di cumulare il contributo regionale con altri incentivi pubblici, come il Conto Termico o le detrazioni fiscali statali, purché non si superi l’importo totale della spesa sostenuta. Una combinazione che può rendere l’investimento molto più accessibile, soprattutto per chi deve sostituire impianti ormai obsoleti.

Per il 2026, la Regione ha stanziato 490.000 euro, ripartiti in base al numero di abitazioni presenti nei territori delle Camere di commercio. Una cifra che, pur non essendo enorme, rappresenta un segnale politico chiaro: la modernizzazione degli impianti domestici è una priorità, e la strada passa anche attraverso incentivi mirati e cumulabili.

Sostituire una vecchia stufa non significa soltanto ridurre le emissioni. Significa consumare meno, risparmiare nel medio periodo e contribuire a un miglioramento tangibile della qualità dell’aria. Il Friuli Venezia Giulia ha deciso di investire in questa direzione, e ora tocca alle altre Regioni raccogliere il testimone.

Tags
  • incentivi fiscali
  • riscaldamento
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