Un cambio di passo netto per la transizione energetica e il settore dell’edilizia. La prossima Legge di Bilancio 2027 si appresta a riscrivere le regole degli incentivi su casa, imprese e Pubblica Amministrazione. Al centro dei rumor di palazzo c’è il clamoroso ritorno dell’Ecobonus al 65%, pronto a superare l’appiattimento delle aliquote introdotto nel 2025 e a ridare slancio a un mercato che muove oltre 3,6 miliardi di euro all’anno.
I fondi? Circa 14 miliardi di euro di flessibilità di bilancio legati agli obiettivi di decarbonizzazione. Ecco le quattro direttrici principali su cui sta lavorando il Governo.
Casa: la svolta dell’Ecobonus al 65%
Dopo la stretta delle precedenti manovre (che avevano livellato le detrazioni al 50% per l’abitazione principale e al 36% per i secondi immobili), l’esecutivo valuta di ripristinare una reale premialità per chi abbatte i consumi energetici. Il potenziamento al 65% riguarderebbe l’abitazione principale, lasciando aperto il cantiere per l’inclusione di nuove categorie europee, come la ricarica dei veicoli elettrici.
Dove si concentrano gli investimenti stimati:
• Infissi e serramenti: ~2 miliardi di €
• Cappotti e coibentazioni: ~600 milioni di €
• Pompe di calore e condizionatori: ~371 milioni di €
• Schermature solari: ~300 milioni di €
• Sistemi ibridi (pompa di calore + caldaia): ~80 milioni di €
Il punto chiave: L’incertezza normativa continua a pesare sulla programmazione dei lavori, ma il ritorno alla quota del 65% restituirebbe al settore il volano fiscale perso negli ultimi anni.
Comuni e Pubblica Amministrazione: Conto Termico al 100%
Importanti novità in arrivo anche per la riqualificazione degli edifici pubblici, con riflettori puntati su ospedali, università e piccoli enti locali. Per i Comuni sotto i 5.000 abitanti prende forma una misura d’impatto: copertura totale (100%) dei costi per il primo intervento energetico e dell’80% per quelli successivi.
Sostegno alle PMI: garanzie sull’energia e Energy Release
Per scudare le piccole e medie imprese contro il caro-bollette e la volatilità dei prezzi, la manovra punta su due leve strategiche:
• Garanzie statali per i contratti PPA: uno scudo per facilitare l’accesso dei piccoli imprenditori ai contratti di fornitura energetica a lungo termine.
• Estensione dell’Energy Release: l’ipotesi di allargare anche alle PMI (e non solo ai grandi energivori) il meccanismo che anticipa energia a prezzi calmierati in cambio di nuova capacità rinnovabile installata.
Sociale: altri 300 milioni per il Reddito Energetico
Sul fronte dell’inclusione sociale, si fa strada l’ipotesi di un rifinanziamento da 300 milioni di euro destinato al Reddito Energetico. L’obiettivo è dotare del fotovoltaico domestico gratuito altre 30.000 famiglie in condizione di disagio economico (Attualmente la platea ISEE è fissata entro i 15.000 € — o 30.000 € con almeno 4 figli a carico — ma i nuovi requisiti d’accesso saranno confermati solo con il testo definitivo del disegno di legge).