Nel 2026 le famiglie italiane si troveranno davanti a un sistema di aiuti sulle bollette profondamente rinnovato. Il decreto Energia, approvato dal Consiglio dei Ministri il 18 febbraio e pubblicato in Gazzetta Ufficiale due giorni dopo, ridisegna infatti la mappa dei beneficiari introducendo un doppio binario: da un lato un rafforzamento del bonus sociale, dall’altro un nuovo sconto opzionale che divide già opinioni e aspettative.
La misura più immediata riguarda i nuclei con ISEE fino a 9.796 euro, i cosiddetti “vulnerabili”. Per loro il bonus sociale viene potenziato con un incremento di 115 euro, un valore leggermente superiore rispetto alle prime anticipazioni. In totale, per una famiglia numerosa, lo sconto potrà arrivare a circa 315 euro. L’erogazione resta automatica: basta presentare l’ISEE e sarà l’ARERA a riconoscere l’agevolazione.
Molto più complesso, e potenzialmente controverso, il secondo intervento. Il decreto prevede infatti un bonus fino a 60 euro per chi ha un ISEE superiore alla soglia del bonus sociale e non oltre i 25.000 euro. Ma qui la logica cambia radicalmente: non si tratta di un aiuto finanziato dallo Stato, bensì di uno sconto che i venditori di energia potranno decidere se applicare o meno. In cambio riceveranno un’attestazione dell’ARERA, spendibile a fini commerciali.
Il meccanismo, che sarà valido nel 2026 e nel 2027, si applicherà solo ai clienti con forniture attive al 1° gennaio o entro il primo bimestre dell’anno, e comunque non oltre il 31 maggio. Non tutti, però, potranno accedervi: il decreto impone limiti precisi ai consumi, che non dovranno superare 0,5 MWh nel bimestre osservato e 3 MWh nei dodici mesi precedenti.
Resta ora da capire come i fornitori individueranno i clienti idonei, un passaggio che l’ARERA dovrà definire entro 30 giorni. È un nodo cruciale, perché da questa scelta dipenderà la reale portata di un bonus che, a differenza del contributo sociale, non è garantito ma rimesso alle strategie commerciali delle aziende.
Il 2026, insomma, si apre con un sistema di aiuti a due velocità: certo e automatico per i più fragili, discrezionale e condizionato per chi si colloca nella fascia intermedia. Un equilibrio che promette di far discutere ancora.