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Direttiva RED III: cosa cambia davvero per gli edifici italiani

  • Redazione
  • 24 marzo 2026

Il Governo ha approvato il decreto che recepisce la Direttiva europea RED III sulle energie rinnovabili. Per il settore immobiliare si apre una nuova fase: più obblighi nelle ristrutturazioni, regole più rigide per gli impianti e incentivi mirati per chi sceglie tecnologie pulite.

Ristrutturazioni: arrivano nuovi obblighi di rinnovabili
La principale novità è l’estensione dell’obbligo di integrare le rinnovabili anche nelle ristrutturazioni importanti:
• Primo livello (interventi su oltre il 50% dell’involucro + impianto termico):
almeno 40% dei consumi di acqua calda sanitaria e climatizzazione deve essere coperto da FER.
• Secondo livello (interventi su oltre il 25% dell’involucro):
obbligo ridotto al 20%.
L’obbligo scatta anche quando si rinnova l’impianto termico, salvo impossibilità tecnica o economica da dimostrare nella relazione “ex legge 10”.
Se non si riesce a installare rinnovabili, nelle nuove costruzioni e nelle ristrutturazioni di primo livello bisogna comunque garantire un consumo di energia primaria non rinnovabile inferiore ai limiti di legge.

Edifici pubblici: quote più alte
Gli immobili pubblici devono coprire con rinnovabili:
• 25% dei consumi nelle ristrutturazioni di secondo livello e nei rifacimenti degli impianti termici
• 45% nelle ristrutturazioni di primo livello
Inoltre, la potenza minima degli impianti FER deve essere maggiore del 10% rispetto ai privati.
Regole più rigide per l’installazione degli impianti
Gli impianti rinnovabili possono essere installati sul tetto o nelle pertinenze dell’edificio, ma con vincoli estetici e tecnici:
• sui tetti spioventi devono essere aderenti o integrati e seguire la falda;
• sui tetti piani non possono superare l’altezza della balaustra (o 30 cm se assente);
• il fotovoltaico a terra non vale per soddisfare gli obblighi.

Le deroghe
Sono esonerati dagli obblighi:
• edifici collegati a reti di teleriscaldamento/teleraffrescamento che coprono tutto il fabbisogno;
• edifici temporanei da rimuovere entro 24 mesi;
• immobili pubblici dei corpi armati, quando incompatibile con la loro funzione.

Il ruolo del tecnico
La relazione “ex legge 10” diventa centrale: deve contenere calcoli, verifiche e l’eventuale dichiarazione di non fattibilità.
Il documento va inviato anche al GSE, che monitorerà i risultati nazionali sulle rinnovabili.
Rinnovabili anche nei beni culturali
Gli obblighi si applicano anche a ville storiche, complessi di pregio e nuclei storici.
Se l’installazione altera il valore del bene, il progettista può dichiarare l’impossibilità e l’edificio dovrà rispettare limiti energetici ridotti.

Incentivi: spinta alle pompe di calore
Il decreto introduce incentivi mirati per:
• pompe di calore elettriche conformi ai requisiti europei;
• pompe di calore per sola acqua calda sanitaria in classe A o superiore;
• pompe di calore add-on installate accanto a caldaie recenti.
Nelle ristrutturazioni importanti degli impianti termici, per accedere agli incentivi è obbligatorio installare almeno un sistema ibrido (caldaia + pompa di calore) che copra con rinnovabili almeno il 20% dell’acqua calda sanitaria.

Cosa significa per proprietari e condomìni
La RED III porta più responsabilità ma anche nuove opportunità:
• ristrutturare senza integrare rinnovabili diventa molto difficile;
• gli impianti devono essere progettati con attenzione;
• gli incentivi premiano chi sceglie soluzioni efficienti;
• gli immobili che non si adeguano rischiano di perdere valore.

Tags
  • Direttiva Red III
  • energie rinnovabili
  • pompa di calore
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