L’Italia ha ufficialmente recepito la Direttiva europea RED III con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Decreto Legislativo 5/2026. Dal 4 febbraio 2026, data di entrata in vigore, cambiano le regole per la produzione di energia da fonti rinnovabili e, soprattutto, per chi intende riqualificare un edificio.
Il nuovo quadro normativo introduce infatti l’obbligo di integrare sistemi FER (Fonti Energetiche Rinnovabili) in tutte le operazioni di riqualificazione: dal 15% al 60% dei consumi dovranno essere coperti da rinnovabili, a seconda che si tratti di ristrutturazioni di secondo livello, di primo livello o di nuove costruzioni.
Una scelta che, secondo Cortexa, rischia di complicare – e in alcuni casi rendere impossibili – proprio quegli interventi che dovrebbero essere prioritari: l’efficientamento energetico dell’involucro edilizio.
Il nodo delle ristrutturazioni minori: “Così molti interventi non partiranno”
La Direttiva europea lasciava ai singoli Stati membri la possibilità di escludere le ristrutturazioni minori dagli obblighi di adeguamento impiantistico. L’Italia ha scelto di non farlo.
Il risultato, osserva Cortexa, è che anche gli interventi di secondo livello – spesso mirati proprio all’isolamento termico – dovranno prevedere investimenti significativi sugli impianti. Un costo che molte famiglie non sono in grado di sostenere e che potrebbe bloccare interventi fondamentali per ridurre i consumi.
Gli edifici italiani consumano troppo: “Prima eliminare gli sprechi, poi cambiare le fonti”
I numeri parlano chiaro: il patrimonio edilizio nazionale assorbe oltre il 40% dei consumi energetici del Paese, e il 69% di questi è legato a riscaldamento e raffrescamento.
Per Cortexa, la priorità non può che essere una: intervenire sull’involucro per ridurre la dispersione energetica. “Non esiste energia più sostenibile di quella risparmiata”, ribadisce l’associazione, che da anni promuove interventi integrati basati su Sistemi a Cappotto certificati, progettati e installati secondo le norme UNI TR 11715 e UNI 11716.
Deri (Cortexa): “Sì agli interventi integrati, ma senza dimenticare il principio europeo EEF”
“In questa fase di transizione verso un’edilizia più efficiente e sostenibile, è fondamentale garantire interventi realmente efficaci e duraturi”, afferma Stefano Deri, Presidente di Cortexa.
Deri ricorda come l’associazione, fin dalla sua nascita nel 2007, investa in formazione e informazione per qualificare progettisti e installatori e promuovere sistemi certificati e performanti.
Ma l’appello alle istituzioni è netto: “Siamo favorevoli agli interventi integrati, ma non a quelli che non agiscono in prima battuta sull’eliminazione degli sprechi. Chiediamo un programma di riqualificazione che rispetti il principio europeo EEF (Energy Efficiency First): prima ridurre i consumi, poi investire in nuovi impianti”.