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Edilizia efficiente, l’Italia alla prova: la corsa per trasformare 14 milioni di edifici entro il 2050

  • Redazione
  • 12 marzo 2026

L’Italia ha davanti a sé una delle trasformazioni più imponenti della sua storia recente: intervenire su una parte consistente dei 14 milioni di edifici esistenti per renderli energeticamente efficienti, sostenibili e pronti agli obiettivi europei del 2030 e del 2050. Una sfida che non riguarda solo tecnici e imprese, ma l’intero sistema Paese. E che richiede una visione integrata, strumenti innovativi e una politica finalmente stabile.

La spinta dell’Europa e il nodo della Direttiva Case Green
Il miglioramento dell’efficienza energetica è ormai una leva imprescindibile per valorizzare il patrimonio edilizio, ridurre le emissioni e contrastare la povertà energetica. Lo ha ribadito ANCE in Senato, segnalando però un’assenza pesante: nel Ddl di delegazione europea 2025 manca la delega per recepire la Direttiva Case Green, pilastro della strategia UE per un’edilizia più sostenibile.
In attesa del recepimento della nuova Energy Performance Buildings Directive (EPBD), previsto entro fine maggio, il settore deve prepararsi a un cambio di paradigma. «La sfida è recepire le novità senza demolire quanto fatto finora, usando in modo efficiente risorse che dovranno essere ingenti», ha spiegato Roberto Nidasio (CTI Energia e Ambiente).

Un piano nazionale ancora assente e milioni di edifici da trasformare
La EPBD impone agli Stati membri la redazione di un piano nazionale di ristrutturazione edilizia, strumento essenziale per decarbonizzare il patrimonio immobiliare entro il 2050. L’Italia, però, non ha ancora consegnato la bozza richiesta entro dicembre.
Nel frattempo, occorre definire nuovi requisiti minimi energetici, individuare gli edifici più energivori e stabilire se e come introdurre obblighi di ristrutturazione. Senza dimenticare un obiettivo cruciale: aumentare il tasso di ristrutturazioni profonde, oggi troppo basso per incidere davvero.

Dall’edificio al distretto: nasce la città a energia positiva
L’edificio non è più un’entità isolata, ma parte di un sistema urbano integrato. È la visione dei Positive Energy District (PED), infrastrutture che puntano a una gestione energetica attiva e a una migliore qualità della vita. «I PED sono interventi urbani che valorizzano le risorse della comunità e riducono la pressione ambientale», ha spiegato Adriano Bisello (EURAC Research). Un tassello fondamentale verso le future Positive Energy Cities.

Digital twin: la tecnologia che guida le decisioni
La digitalizzazione diventa un alleato strategico. Il Politecnico di Torino ha mostrato come i digital twin urbani, costruiti con dati aerei e satellitari, permettano di pianificare interventi mirati e misurare l’impatto delle azioni. «È una tecnologia abilitante che consente di capire dove intervenire e con quali metriche», ha sottolineato il professor Giovanni De Santi.
I gemelli digitali trovano applicazione anche nella gestione dell’autoconsumo fotovoltaico, come illustrato da SolarEdge, confermando che senza dati e strumenti avanzati non è possibile un vero restyling del patrimonio edilizio.

Efficienza energetica: valore industriale e criticità normative
L’efficienza energetica è «l’elemento fondamentale della transizione energetica», ha ricordato Giorgia Caprioli (Italian Exhibition Group), presentando il progetto Casa Green che debutterà a KEY 2026.
Ma il quadro italiano resta complesso. Stefano Clerici (AGICI) ha evidenziato limiti e frammentazioni normative che ostacolano la pianificazione degli investimenti. Servono obiettivi chiari, stabilità regolatoria e valorizzazione delle competenze nazionali, a partire dal ruolo delle ESCo.

Condòmini e povertà energetica: la sfida sociale
La transizione edilizia non è solo tecnica: riguarda 12 milioni di famiglie che vivono in condominio. «La difficoltà è tradurre la mole di dati in informazioni comprensibili ai residenti», ha spiegato l’ingegnere e amministratrice Anna Porro. Gli amministratori diventano così mediatori tra norme e bisogni quotidiani.
Il tema è urgente anche per contrastare la povertà energetica, che colpisce 2,4 milioni di famiglie. Il progetto Energy Poverty 0, illustrato da Lorenzo Cifariello (R2M Solution), punta a interventi profondi nei quartieri più fragili, combinando efficientamento industrializzato e partecipazione dei residenti.

Una trasformazione inevitabile
La direzione è tracciata: l’Italia non può più rimandare la riqualificazione di un patrimonio edilizio vetusto e energivoro. La digitalizzazione, una governance chiara e una strategia nazionale coerente saranno gli elementi decisivi per trasformare un obbligo europeo in un’opportunità economica, sociale e ambientale.

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  • Direttiva Ue case green
  • edilizia
  • risparmio energetico
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1 comment on “Edilizia efficiente, l’Italia alla prova: la corsa per trasformare 14 milioni di edifici entro il 2050”

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