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Prezzi delle case, dove il 2025 ha fatto davvero la differenza

  • Redazione
  • 16 gennaio 2026

Il 2025 ha confermato un dato che in Italia sembra non cambiare mai: la casa resta il bene rifugio per eccellenza. In un anno segnato da un progressivo miglioramento delle condizioni di accesso al credito, le compravendite hanno ripreso vigore mentre il mercato degli affitti ha vissuto una fase di assestamento, pur continuando a crescere in quasi tutte le grandi città. A fotografare l’andamento dei prezzi è l’analisi di Immobiliare.it Insights, la società di data intelligence del gruppo Immobiliare.it, che ha passato al setaccio i valori di vendita e locazione nelle dodici principali città italiane e nei loro quartieri.

Il quadro generale parla di un mercato vivace: i prezzi di vendita sono aumentati in media del 3,3%, mentre gli affitti hanno registrato un +6,4%. Il valore medio al metro quadro ha raggiunto 2.139 euro per le compravendite e 13,9 euro per le locazioni. L’unica eccezione è Milano, dove i canoni hanno segnato una lieve flessione dello 0,5%, un dato che interrompe una lunga serie di rialzi e che potrebbe indicare un primo rallentamento dopo anni di corsa.

Sul fronte delle vendite, Firenze e Verona si sono distinte come le città più dinamiche, entrambe con un incremento del 7,8%, seguite da Roma, che ha messo a segno un +6,8%. Più contenuti, invece, gli aumenti registrati a Palermo, Venezia e Milano, dove i prezzi sono cresciuti tra il 2,1% e il 2,6%. Per gli affitti, il podio è dominato da Genova, che ha visto un balzo del 10,9%, seguita da Bari (+10,3%) e ancora da Roma (+9,6%). Firenze e Bologna, pur in crescita, mostrano rialzi più moderati.

«I numeri del 2025 confermano come il mattone continui a rappresentare un investimento solido e affidabile per gli italiani», commenta Paolo Giabardo, Direttore Generale di Immobiliare.it. «In un contesto economico ancora incerto, la casa si dimostra un bene capace di accrescere il proprio valore nel tempo. Il miglioramento delle condizioni di accesso al credito ha riattivato la domanda e dato nuovo slancio alle compravendite. Anche per il futuro, l’immobiliare resta una scelta strategica, sia per chi cerca stabilità patrimoniale sia per chi punta a un rendimento nel medio-lungo periodo».

Entrando nel dettaglio dei quartieri, emergono differenze marcate. Sul fronte delle vendite, i rialzi più consistenti si sono registrati a Genova, nei quartieri Principe e Carmine, dove i prezzi sono saliti del 25%. Seguono Avesa e Torricelle a Verona (+16,5%) e Firenze Sud (+14,3%). All’opposto, Palermo ha visto cali significativi in diverse zone, con Arenella, Acquasanta e Vergine Maria che hanno perso il 12,6%, mentre a Villagrazia e Olio di Lino il ribasso ha raggiunto il 9,3%. Flessioni anche nelle isole veneziane di Burano, Mazzorbo e Torcello, dove i prezzi sono scesi del 7%.

Per gli affitti, i rincari più forti si sono concentrati a Firenze, nei quartieri Ugnano e Mantignano, dove i canoni sono aumentati del 27,6%. A Bari, cinque quartieri – Japigia, San Giorgio, Torre a Mare, Palese e Santo Spirito – hanno registrato rialzi compresi tra il 25,6% e il 25,8%. I ribassi più evidenti si sono invece verificati a Verona, con Avesa e Torricelle in calo del 10,7%, a Napoli, dove Zona Industriale, Centro Direzionale e Poggioreale hanno perso il 7,2%, e a Palermo, con Lanza di Scalea, Olimpo e Castelforte in diminuzione del 6,2%.

Il 2025 si chiude dunque con un mercato immobiliare in salute, caratterizzato da una crescita diffusa ma non uniforme. Un anno in cui, a seconda della città e del quartiere, comprare casa si è rivelato un affare… oppure un investimento sempre più costoso.

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