In Parlamento si discute una proposta di legge destinata a cambiare il modo in cui l’Italia immagina e progetta le proprie città. È il disegno di legge n. 1711, promosso dai partiti di maggioranza, che introduce nel dibattito pubblico un concetto nuovo e ambizioso: la “Rinascenza urbana”. Non una semplice evoluzione della rigenerazione edilizia, ma un modello che riconosce l’architettura come bene di interesse pubblico e lega in modo indissolubile la qualità dello spazio costruito al benessere psicofisico dei cittadini.
L’idea di fondo è chiara: la trasformazione urbana non può limitarsi a interventi materiali, ma deve accompagnarsi a un’evoluzione culturale dei luoghi. La città diventa un organismo complesso, in cui progettazione, salute e qualità della vita dialogano alla pari. La “Rinascenza urbana” punta a creare ambienti che non siano solo funzionali, ma capaci di generare benessere, inclusione e identità.
Per rendere operativo questo cambio di paradigma, il ddl introduce due figure inedite nel panorama amministrativo italiano: l’Architetto della città e il Medico della città. Entrambi dovranno essere presenti obbligatoriamente nei comuni capoluogo e in quelli con più di 30.000 abitanti. Il primo avrà il compito di coordinare le politiche urbanistiche e architettoniche, promuovere la qualità dei progetti pubblici e valutarne l’impatto sul benessere abitativo. Il secondo si occuperà invece delle politiche locali per la salute, monitorando qualità ambientale, spazi verdi, mobilità attiva e prevenzione del disagio sociale.
Il disegno di legge prevede anche la creazione del Consiglio nazionale per la qualità dell’architettura e della vita urbana, un organismo che opererà presso il Ministero della Cultura e riunirà rappresentanti istituzionali, ordini professionali ed esperti di architettura, urbanistica, paesaggio e psicologia ambientale. La sua missione sarà quella di orientare le politiche urbane verso un modello che metta al centro la salute e la qualità dello spazio costruito.
Non mancano misure pensate per favorire innovazione e ricambio generazionale. Il testo valorizza i concorsi di progettazione come strumento privilegiato per selezionare idee e progetti, introduce l’obbligo di riservare il 30% degli incarichi sotto soglia europea ai professionisti under 40 e promuove percorsi formativi e premi dedicati ai giovani architetti. È prevista anche una Giornata nazionale per la salute e il benessere nelle città, pensata per sensibilizzare cittadini e amministrazioni sul ruolo dello spazio urbano nella vita quotidiana.
La “Rinascenza urbana” si presenta così come una proposta che ambisce a ridefinire il rapporto tra città e cittadini. Un tentativo di superare la logica dell’intervento edilizio isolato per abbracciare una visione più ampia, in cui architettura, salute e cultura diventano strumenti di coesione sociale e di crescita collettiva. Se approvata, potrebbe segnare l’inizio di una nuova stagione per le città italiane, chiamate a ripensarsi non solo come luoghi da abitare, ma come spazi che contribuiscono attivamente al benessere di chi li vive.