Da dicembre 2025 il mondo delle chiusure vetrate leggere ha un nuovo punto di riferimento. La UNI 11998:2025 introduce infatti un quadro tecnico condiviso per i sistemi vetrati amovibili, le cosiddette VEPA, sempre più diffuse in ambito residenziale, commerciale e turistico. La loro popolarità è cresciuta di pari passo con la richiesta di soluzioni capaci di trasformare balconi, logge, terrazzi e dehors in spazi ibridi, fruibili tutto l’anno senza creare nuovi volumi edilizi permanenti. Un settore dinamico, ma spesso frenato da norme frammentate e interpretazioni discordanti.
La nuova norma tecnica, entrata in vigore l’11 dicembre 2025, nasce proprio per colmare questo vuoto. Elaborata all’interno dell’UNI con il contributo di operatori industriali e tecnici del settore, definisce in modo organico caratteristiche, prestazioni e criteri di classificazione delle VEPA, riducendo le ambiguità che negli anni hanno complicato la vita di progettisti e imprese. Per la prima volta, il mercato può contare su uno standard nazionale che mette ordine e rafforza la qualità complessiva dell’offerta.
Il cuore della UNI 11998:2025 è l’approccio “di sistema”. Non è più il singolo pannello in vetro a determinare la prestazione, ma l’insieme di lastre, profili, meccanismi di scorrimento, ancoraggi e modalità di posa. Una visione che cambia radicalmente il modo di progettare e valutare queste chiusure, perché impone di considerare la risposta del sistema alle sollecitazioni del vento, agli urti accidentali e all’uso continuativo nel tempo. Un salto di qualità che interessa da vicino architetti e progettisti, chiamati a integrare estetica, trasparenza e sicurezza in un’unica logica prestazionale.
Particolarmente rilevante è il capitolo dedicato al vetro. La norma introduce indicazioni più stringenti rispetto alle prassi diffuse, vietando ad esempio l’uso di vetro stratificato senza telaio perimetrale continuo al di sopra dei parapetti, per evitare il pericoloso “effetto lenzuolo” in caso di rottura. Viene inoltre promosso l’impiego di vetro temperato di sicurezza conforme alla UNI EN 12150-1, con un sistema di controlli periodici e prove distruttive sui campioni. Un approccio industriale che punta a garantire la massima tutela dell’utente finale, soprattutto in contesti residenziali e collettivi.
La norma ha ricadute importanti anche sul mercato. In un settore dove spesso le definizioni commerciali non erano omogenee, la UNI 11998:2025 permette finalmente di ancorare le dichiarazioni prestazionali a criteri verificabili, facilitando la redazione dei capitolati e la comparabilità delle soluzioni. Una maggiore trasparenza che si traduce in responsabilità più chiare lungo l’intera filiera.
Sul fronte edilizio, la norma tecnica non sostituisce il quadro legislativo, ma lo affianca. Il riferimento resta il DPR 380/2001, aggiornato dal Decreto Aiuti bis del 2022, che ha inserito le VEPA tra gli interventi di edilizia libera a determinate condizioni. La UNI 11998:2025 aiuta a qualificare il prodotto e a dimostrarne le prestazioni, ma non determina automaticamente la legittimità dell’opera: restano fondamentali le verifiche urbanistiche, i regolamenti locali, i vincoli paesaggistici e le norme condominiali. Per progettisti e committenti, questo significa muoversi su un doppio binario: conformità tecnica da un lato, corretto inquadramento amministrativo dall’altro.
La norma guarda anche all’intero ciclo di vita del prodotto, includendo aspetti come etichettatura, documentazione tecnica, istruzioni di posa, manutenzione e smaltimento. Di particolare rilievo è la dichiarazione di corretta posa, che riconosce l’installazione come parte integrante della prestazione finale del sistema.
In un mercato in piena evoluzione, dove cresce l’attenzione verso la qualità degli spazi abitativi e la valorizzazione degli affacci esterni, la UNI 11998:2025 arriva come un tassello fondamentale. Una norma che non si limita a regolamentare, ma accompagna l’innovazione, offrendo al settore una base solida su cui costruire il futuro delle chiusure vetrate amovibili.