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Il tesoro immobiliare dell’Inps

  • Redazione
  • 30 giugno 2026

L’Inps non è soltanto il principale ente previdenziale italiano: è anche uno dei più grandi proprietari immobiliari del Paese. Un patrimonio vasto e stratificato, costruito nel tempo attraverso acquisizioni, donazioni, lasciti e l’incorporazione di enti previdenziali soppressi.

A ricordarlo è stato il presidente Gabriele Fava, durante un’audizione alla commissione parlamentare di controllo sugli enti previdenziali, nell’ambito dell’indagine sulle politiche di investimento e valorizzazione degli asset immobiliari.

Il cuore del patrimonio è diviso in due grandi blocchi. Da un lato ci sono gli immobili strumentali, quelli che ospitano le sedi dell’Istituto e i servizi rivolti agli utenti. Sono 614 in tutta Italia, di cui 199 di proprietà e 415 utilizzati in locazione o attraverso altre forme di godimento. Il loro valore netto a bilancio, aggiornato al 31 dicembre 2024, sfiora i 390 milioni di euro, includendo anche le strutture sociali ex Inpdap. Solo nel 2024 l’Inps ha investito circa 55 milioni in manutenzioni, riqualificazioni e riconversioni funzionali, mentre il costo annuo delle locazioni passive si aggira sui 48 milioni. Un impegno che si inserisce in un percorso di razionalizzazione logistica che, tra il 2021 e il 2024, ha permesso di ridurre del 36% la spesa per affitti, anche grazie a nuovi acquisti immobiliari per oltre 128 milioni. E il piano non si ferma: tra il 2026 e il 2028 sono previsti ulteriori investimenti per 220 milioni.

L’altro grande capitolo è il patrimonio da reddito, un universo composto da oltre 23.000 unità immobiliari distribuite in tutta Italia, con una concentrazione particolarmente elevata nel Lazio e in Lombardia. Si tratta per lo più di immobili provenienti dalle cartolarizzazioni degli anni passati, spesso rimasti invenduti e poi retrocessi all’Istituto. Il loro valore netto supera gli 1.125 miliardi di euro, anche se quasi la metà è costituita da pertinenze e magazzini. Più della metà di questo patrimonio risulta oggi libero, mentre il resto è occupato a vario titolo.

Sul fronte economico, il rendimento operativo mostra segnali di crescita: il reddito lordo è passato da 54,5 milioni nel 2022 a 66 milioni nel 2024, mentre quello netto è raddoppiato, salendo da 10,1 a 20,5 milioni.

Tuttavia, il risultato finanziario complessivo resta negativo, complice il peso delle imposte e dei costi gestionali. La gestione del patrimonio è interamente affidata a Romeo Gestioni, che nel 2024 ha curato interventi straordinari per circa 1,9 milioni.

Accanto agli immobili, l’Inps detiene anche quote in fondi di investimento immobiliare, gestiti da diverse Sgr, frutto sia di sottoscrizioni dirette sia dell’eredità degli enti incorporati. Un mosaico complesso, che racconta la trasformazione dell’Istituto in un attore immobiliare di primo piano, chiamato oggi a coniugare efficienza gestionale, sostenibilità economica e tutela del proprio ruolo pubblico.

Tags
  • Inps
  • patrimonio immobiliare
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