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Firenze: nuovi alloggi popolari entro il 2026

È in programma entro il 2026 la costruzione di 56 nuovi alloggi di edilizia popolare nel territorio dell’Empolese Valdelsa. L’investimento pianificato sfiora i sei milioni e 800 mila euro di finanziamenti pubblici tra Stato e Regione. Gli interventi, si legge in una nota, sono previsti nei territori comunali di Castelfiorentino (Firenze), Certaldo (Firenze), Empoli (Firenze), Fucecchio (Firenze) e Montespertoli (Firenze).
Gli edifici di nuova costruzione saranno tutti in classe energetica A e quelli di recupero dell’esistente in classe B, in modo da contenere i costi dei consumi energetici di luce e gas.
La realizzazione dei 56 alloggi, di proprietà dell’Unione dei Comuni Empolese Valdelsa e gestiti da Publicasa, si affianca a un più vasto piano di investimenti che comprende, tra i vari capitoli, 3,2 milioni di euro da destinare a dieci azioni di efficientamento energetico e un intervento di domotizzazione di 161 edifici finanziati con le risorse del Programma innovativo nazionale per la qualità dell’abitare; un altro milione di euro di manutenzioni straordinarie di alloggi Erp e 2,4 milioni per migliorare l’utilizzo di riscaldamento ed elettricità di 28 edifici, finanziati con le risorse del Pnrr.

Fonte: Agenzia Ansa

Una guida per le diagnosi energetiche nel settore dell’incenerimento dei rifiuti

È stata presentata la guida operativa realizzata da ENEA e Utilitalia per le diagnosi energetiche nel settore dell’incenerimento dei rifiuti. Consultabile e scaricabile online, la pubblicazione è il quinto prodotto della collana ‘Quaderni dell’efficienza energetica’, realizzata nell’ambito dell’Accordo di Programma per la Ricerca di Sistema Elettrico 2019-2021, finanziato inizialmente dal Ministero dello Sviluppo Economico e ora in capo al Ministero della Transizione Ecologica.
Oltre a svolgere il compito di incenerimento, gli impianti appartenenti al settore utilizzano l’energia generata dalla combustione dei rifiuti per produrre sia energia elettrica da immettere in rete che termica per il teleriscaldamento. L’analisi delle diagnosi energetiche pervenute finora – appartenenti a 26 impianti su 37 presenti a livello nazionale – ha evidenziato un potenziale di efficientamento dei consumi energetici, per questi siti, di quasi 4.000 tep/annui (con una incidenza variabile tra il 20 e il 40% sulla produzione di energia elettrica). Vista la peculiarità del settore, il risparmio energetico conseguito si trasforma automaticamente in un miglioramento della capacità nella produzione di energia elettrica e termica con un beneficio immediato in termini di autoproduzione energetica del Paese. Qualora venissero realizzati tutti gli interventi, si potrebbe sopperire a una richiesta energetica aggiuntiva pari a quella dei consumi energetici annui di circa 20 mila persone.
All’interno della linea guida il processo viene suddiviso nelle sue fasi principali (alimentazione rifiuti, generatore di vapore, ciclo termico e depurazione fumi). L’analisi delle diagnosi evidenzia come l’intero ciclo di incenerimento assorba per il proprio funzionamento circa l’11% dell’energia elettrica prodotta dall’impianto stesso. In particolare, il consumo elettrico legato alla depurazione dei fumi ricopre circa un terzo dei consumi totali di stabilimento, i restanti due terzi sono imputabili principalmente al generatore di vapore e al ciclo termico e, solo in minima parte, alla movimentazione dei rifiuti.
Oltre a fornire alle aziende e ai professionisti le informazioni necessarie per svolgere una diagnosi energetica di qualità, la guida offre un’ampia e dettagliata analisi degli indici di prestazione energetica specifici del settore, un database dei possibili interventi di efficientamento energetico corredato da un’analisi costo/efficacia degli interventi energetici realizzati e proposti dalle imprese nei precedenti cicli di diagnosi.
“La collana dei Quaderni dell’Efficienza, realizzata con la collaborazione delle più importanti associazioni di categoria, come Utilitalia, rappresenta uno degli strumenti più importanti che ENEA mette a disposizione del mondo delle imprese e di tutti gli stakeholders coinvolti”, afferma Ilaria Bertini, Direttrice del Dipartimento Efficienza Energetica di ENEA. “Una corretta linea guida operativa, infatti, garantisce una diagnosi energetica di qualità, conforme anche al Decreto Legislativo 102/2014; questo aiuta le imprese, soprattutto in un momento storico come quello attuale caratterizzato da elevati costi delle forniture energetiche, a individuare più facilmente gli interventi di efficienza energetica da implementare per diventare più efficienti”, sottolinea Bertini.
“Il settore dell’incenerimento dei rifiuti con recupero di energia – commenta il vicepresidente di Utilitalia, Filippo Brandolini – ricopre un ruolo fondamentale nel rispetto della gerarchia di gestione dei rifiuti nel percorso verso il raggiungimento degli obiettivi del Green Deal europeo. Riteniamo che questo documento, al quale abbiamo collaborato fattivamente, potrà rappresentare un utile strumento per la corretta analisi e monitoraggio dei consumi energetici di un sito di termovalorizzazione e di quantificazione dei risparmi conseguibili, per questi impianti che sono produttori netti di energia. Fornendo una panoramica delle principali soluzioni tecnologiche per l’incremento dell’efficienza energetica nelle varie fasi di processo, potrà inoltre indirizzare le scelte delle imprese nell’adozione di una vasta gamma di tecnologie. Per Utilitalia è anche motivo di soddisfazione poter collaborare con un ente di comprovata competenza tecnica e scientifica come ENEA e infine va menzionato il contributo fondamentale fornito dalle imprese associate che gestiscono impianti di termovalorizzazione”.
“Abbiamo accolto con piacere la proposta di ENEA e Utilitalia di presentare la guida operativa per le diagnosi energetiche nel settore dell’incenerimento dei rifiuti presso il termovalorizzatore di Torino”, ha dichiarato Alessandro Battaglino, presidente di TRM, la società del Gruppo Iren che gestisce l’impianto torinese. “Non solo perché il nostro termovalorizzatore è una best practice del settore a livello nazionale e internazionale, ma perché in quest’epoca costellata da molteplici crisi gestire i rifiuti e produrre da quella frazione che non può essere utilizzata in altro modo gas ed energia può contribuire a risolvere qualcuna delle emergenze che stiamo vivendo. Poter condividere con una platea così qualificata gli elementi distintivi della nostra esperienza industriale e mettere a fattor comune le strategie per un futuro sempre più sostenibile è motivo di soddisfazione e di orgoglio”.

Fonte: Comunicato Stampa Enea

Bonus TV e decoder: nuovi fondi dal MISE

antenna tv

Il Ministero dello sviluppo informa della conclusione in tutta Italia delle operazioni di riorganizzazione delle frequenze televisive per la liberazione della banda 700 MHZ, che ha comportato per i cittadini la risintonizzazione dei canali tv e del termine della prima fase del passaggio alla Nuova Tv digitale.
Per ridurre al minimo i disagi, il Ministero ha stanziato 319 milioni di euro per incentivare l’acquisto di decoder o di una nuova tv con la rottamazione di televisori non abilitati alle nuove tecnologie.
I cittadini di età pari o superiore ai 70 anni, con un trattamento pensionistico annuale non superiore a 20.000 euro, possono richiedere un decoder gratuito che riceveranno direttamente a casa attraverso la convenzione tra Mise e Poste Italiane.
E’ stata inoltre promossa una capillare campagna di comunicazione e informazione istituzionale sui media, accompagnata da una continua collaborazione sia con gli operatori e gli stakeholder del settore sia con le regioni e i comuni coinvolti dalla riorganizzazione delle frequenze.
L’ultima fase del percorso verso la Nuova Tv digitale è prevista a partire da gennaio 2023, quando verrà adottato lo standard di trasmissione digitale terrestre di seconda generazione DVB-T2 con codifica HEVC Main 10.
Pertanto, i cittadini che avranno necessità di cambiare il televisore o di acquistare il decoder potranno continuare a richiedere, entro il 31 dicembre 2022 (o fino all’esaurimento delle risorse), i bonus messi a disposizione dal Ministero.

Piemonte: comprare casa in un albergo

Un po’ casa un po’ albergo ma con i comfort degli hotel e la possibilità di guadagnare: prende il via in Piemonte la rivoluzione del condhotel, la formula che consente agli albergatori di trasformare alcune camere in abitazioni residenziali fisse e di metterle a reddito dividendo i profitti con altri privati.
«Mettiamo a disposizione delle aziende un altro strumento che va nella direzione della libertà di impresa per rafforzare la competitività del settore della ricezione che ha bisogno di diversificare il mercato favorendo anche gli scambi immobiliari» hanno sottolineato il Presidente della Regione Alberto Cirio e l’assessore alla Cultura, Turismo e Commercio, Vittoria Poggio.
Con la riforma introdotta dalla Regione, alcune porzioni dei complessi alberghieri potranno essere acquistate dai privati con i quali il proprietario potrà dividere l’incasso degli affitti in caso di utilizzo a fini ricettivi, o essere cedute per uso residenziale.
«Uno strumento importante per le imprese del settore che consente di rispondere alle richieste dei consumatori – dichiarano il presidente di Federalberghi Piemonte Alessandro Comoletti e di Federalberghi Torino Fabio Borio – Più scelta per i clienti, più opportunità per chi vuole investire, senza rinunciare ai vantaggi ed ai servizi tipici del pernottamento in albergo».
«Un ottimo strumento per la categoria che rilancia il settore anche grazie a investimenti privati – ha dichiarato il Coordinatore Assohotel Confesercenti Piemonte Luca Amato –. Con questa misura, inoltre, anche gli alberghi potranno offrire nuove opportunità ricettive, andando in contro alle esigenze dei turisti».
La formula del Condhotel che in questi anni ha preso piede soprattutto nei centri a forte vocazione turistica, è un ibrido fra la camera d’albergo e una propria abitazione. Il privato potrà, infatti, comprare un appartamento che fisicamente si trova all’interno di un complesso ricettivo con il vantaggio di poterlo utilizzare come casa anche solo in determinati periodi, o in alternativa essere gestita come se fosse una qualunque delle sue stanze di hotel per poi divide gli incassi con il nuovo proprietario.
Quest’ultimo sarà sgravato di ogni incombenza perché delegherà all’amministratore della proprietà tutto quanto concerne la gestione, i costi condominiali e la manutenzione. Le strutture alienabili dovranno avere un minimo di tre stelle e non potrà essere ceduto più del 40% della superfice dell’hotel.

Andrea Costa – Ufficio di comunicazione Assessore alla Cultura Turismo Commercio Vittoria Poggio

Transizione ecologica, lanciato il “Patto del Nord Ovest”

Un patto tra Piemonte, Valle d’Aosta e Liguria per lavorare in sinergia su alcuni temi fondamentali, pilastri della transizione ecologica, come rifiuti, fonti di energia rinnovabile, siccità e idrogeno. Quattro componenti fondamentali non solo per affrontare le criticità del presente ma anche, e soprattutto, quelle del futuro.
È quanto è stato lanciato nel corso dei lavori del convegno “Servizi pubblici locali e politiche interregionali di sviluppo” organizzato da Confservizi Piemonte e Valle d’Aosta, sulla base della constatazione che le tre Regioni hanno la necessità di creare un ecosistema tale per cui il nord ovest possa diventare un territorio autonomo e virtuoso sia sotto il profilo dell’economia circolare sia sotto quello della promozione delle fonti di energia rinnovabile. E che dunque lavorino in collaborazione per mettere a frutto accordi e strategie comuni.
Il patto di collaborazione si tradurrà in un protocollo che sarà sottoscritto, oltre che dalle tre Regioni, anche da importanti centri di ricerca.
«In un momento storico particolare, contraddistinto da confusione e litigiosità – commenta l’assessore all’Ambiente di Regione Piemonte, Matteo Marnati – credo sia fondamentale stringere alleanze per rispondere a problematiche importanti con un gioco di squadra».
«Le sfide che viviamo e che dovremo vincere nei prossimi anni – ha sottolineato Erik Lavévaz, presidente della Regione Valle d’Aosta – richiedono sforzi comuni e sinergie più ampie. Le 3 Regioni devono saper lavorare insieme, e meglio, anche in questi settori così importanti per il nostro futuro prossimo».
«Questo accordo – spiega l’assessore all’Ambiente della Regione Liguria Giacomo Giampedrone –amplia e rafforza la già ampia collaborazione tra le regioni del Nord ovest: temi di straordinaria importanza come cambiamento climatico, sostenibilità ambientale e della transizione ecologica richiedono strategie comuni di ampio respiro, come pure il tema della gestione dei rifiuti, su cui stiamo lavorando per dare risposte in tempi rapidi ai territori».

Fonte: Comunicato Stampa Regione Piemonte

Un italiano su quattro guadagna meno del reddito di cittadinanza

Il presidente dell’INPS, Pasquale Tridico, ha presentato alla Camera il XXI rapporto annuale sulle prestazioni erogate dall’Istituto. Lo scenario che ne è emerso è sconcertante. Un lavoratore su quattro, ovvero il 23 per cento dei lavoratori, ha una retribuzione inferiore a quella prevista dal reddito di cittadinanza. Riceve infatti meno di 780 euro al mese. Una retribuzione che non permette di vivere dignitosamente. L’eccessiva flessibilità, inoltre, spesso diventa precarietà o insufficienza di ore lavorate per mese.
Come si legge nella relazione, un riordino della disciplina contrattuale al fianco dell’introduzione di un minimo salariale legale produrrebbe una limitazione delle disuguaglianze evidenziate. Inoltre, sarebbe più facile per l’Istituto effettuare i controlli sul rispetto dei minimi contributivi.
La direttiva dell’Unione Europea sul salario minimo si muove proprio in questa direzione e promuove l’ampliamento della copertura della contrattazione collettiva.
Una eventuale implementazione della legge introdurrebbe un minimo salariale di 9 euro lordi orari, buona parte dei lavoratori poveri guadagna un cifra inferiore.
Dall’analisi emerge che, dopo le forme contrattuali, il fattore che maggiormente spiega i differenziali nel rischio di bassa retribuzione è il settore produttivo. Ad esempio, se si osservano le retribuzioni annuali si considera come lavoratori poveri il 64 per cento del personale di alberghi e ristoranti e solamente il 5 per cento dei lavoratori del settore finanziario.
Sarebbe opportuno intervenire a sostegno dei redditi, soprattutto quelli medio bassi. Sostanzialmente, per riprendere la conclusione del presidente INPS, c’è bisogno di più lavoro e che questo sia meglio retribuito.

Paperone sceglie la Liguria per comprare la casa di lusso

La Liguria è la seconda regione più amata dai “Paperoni” per comprare case di lusso. Un mercato che vede adesso l’arrivo di arabi, cinesi, giapponesi, australiani, canadesi e indiani che sostituiscono i russi, i cui acquisti sono crollati a partire dal settembre 2021 e si sono definitivamente bloccati a causa della guerra in Ucraina.
E’ quanto emerge dall’Osservatorio 2022 sugli immobili di lusso redatto da Luxforsale: portale che si occupa della promozione di immobili di pregio, fondato a Sanremo. L’indagine si basa su dati raccolti dal primo aprile 2021 al 31 marzo 2022: un periodo emblematico dal punto di vista dei cambiamenti sociali, dovuti alla pandemia da Covid-19 prima e alla guerra russo-ucraina dopo.
L’Osservatorio analizza 4.471 immobili il cui valore di vendita supera i 500 mila euro (ma in molti casi si parla di oltre 10 milioni), inseriti da operatori di tutto il mondo.
Sanremo, in particolare, è la città che richiama il maggior interesse da parte dei ‘Paperoni’, in particolare stranieri, seguita da Alassio. In Liguria sono 568 gli immobili di lusso, di cui 282 sulla costa. La città che ne conta di più, in tutto il territorio regionale, è Alassio (96). Seguono Sanremo (81) e Sarzana (72).
“Sono proprio le vicende politiche di Mosca a offrire il primo input interessante – afferma Claudio Citzia, ceo e head founder di Luxforsale -. I visitatori russi sono in netto calo rispetto al 2020, con una percentuale dello 0,44% rispetto al 3,29% dello scorso report. Questo dato evidenzia come gli oligarchi e i grandi imprenditori della nazione russa stiano soffrendo sia le sanzioni”.
“Da settembre 2021 – sottolinea Citzia – abbiamo notato un crollo nella richiesta di immobili di lusso da parte dei russi e, contemporaneamente, un’esplosione della domanda da parte di milionari ucraini”. Parallelamente al crollo dei russi, sono aumentati i visitatori e i potenziali acquirenti da altre regioni, in primis da Paesi arabi, Cina e Giappone. Ma anche da Australia, Canada e India: Paesi che costituiscono una novità nel mondo dell’immobiliare di lusso.

Fonte: Agenzia Ansa

L’inquinamento indoor costa 180 euro a famiglia

I costi sanitari legati all’inquinamento indoor costano a ogni famiglia italiana 180 euro ogni anno. È uno dei dati emersi nel corso del congresso nazionale Isde Medici per l’Ambiente, che si è svolto nei giorni scorsi a Sansepolcro (AR).
“Un recente studio dell’EPHA (European Public Health Alliance) ha cercato di stimare qual è il danno legato all’inquinamento dell’aria indoor, dovuto quindi al riscaldamento e alla cottura cibi con stufe e caldaie a petrolio e combustibili solidi come carbone o biomassa”, ha spiegato Maria Grazia Petronio, responsabile del Consiglio Nazionale delle Regioni di Isde Italia. “Tutto ciò costa a ogni famiglia italiana 180 euro all’anno di spesa sanitaria; nell’Unione Europea a 27, con il Regno Unito, i costi sono ammontati a 29 miliardi di euro, lo 0,2% del Pil. La maggior parte dei costi si riferisce alle emissioni dirette dentro l’abitazione. Per esempio, i bambini che vivono in casa con stufa una a gas hanno un 42% in più di avere l’asma”.

Fonte: Agenzia Ansa

Oltre 50 anni di esperienza nel settore ascensoristico

Castagnoli Arnaldo & Figli, presente sul mercato del Piemonte da oltre cinquant’anni, si occupa di progettazione, produzione e installazione di ascensori, montacarichi e piattaforme di sollevamento, offrendo un’ampia gamma di prodotti e servizi a prezzi competitivi.
L’azienda propone soluzioni concepite e studiate su misura per rispondere a qualunque esigenza tecnica e stilistica e realizza progetti in perfetta sintonia sia con le esigenze tecniche, sia con l’estetica dell’ambiente.

Le soluzioni personalizzate e “chiavi in mano” della Castagnoli Arnaldo & Figli sono relative alla realizzazione di ascensori e montacarichi di qualsiasi tipo e portata: a funi e oleodinamici, installati in vani scala e in esterni, con incastellature metalliche o trasparenti, opere murarie e opere da fabbro; di mini ascensori per aziende e per privati; di piattaforme elevatrici per il sollevamento
di merci e persone e di impianti dedicati agli utenti diversamente abili, con relativo abbattimento delle barriere architettoniche.
Esperienza e personale qualificato e competente garantiscono inoltre un servizio accurato e affidabile di manutenzione, riparazione, assistenza, rifacimento e ammodernamento di impianti di sollevamento già esistenti, adeguandoli agli attuali standard di qualità e di sicurezza.

L’azienda si rivolge sia al settore dei privati, sia alle strutture industriali e commerciali, ed è all’altezza di effettuare l’installazione di ascensori e montacarichi anche in condizioni complesse e in spazi ridotti, sempre con un estremo riguardo alle finiture, nel rispetto dello stile e del contesto architettonico.

Caro-prezzi e paura Covid, niente ferie per 12 milioni di italiani

L’aumento dei prezzi potrebbe compromettere parte della stagione estiva 2022. Secondo l’indagine commissionata da Facile.it a EMG Different (su un campione di 1.000 risposte rappresentativo della popolazione italiana dai 18 ai 74 anni), il 10,7% dei rispondenti, pari a circa 4,7 milioni di italiani, ha detto che quest’anno non si concederà una vacanza proprio a causa del rincaro dei beni, mentre circa 3,7 milioni, pur di non rinunciare al viaggio, hanno scelto di ridimensionarlo. Oltre a coloro che non partiranno per il rincaro dei prezzi registrato negli ultimi mesi, quasi il 6,1% di coloro che rimarranno a casa ha detto che lo farà per paura di contrarre il Covid durante le ferie e il 2,8% per il timore di trovarsi bloccato da un nuovo lockdown. Sommando queste e le altre diverse ragioni indicate dal campione intervistato come motivo principale per non fare le valigie, saranno complessivamente, circa 11,9 milioni gli italiani che rinunceranno alle ferie. Anziché rinunciare a partire per, seppur legittime, paure, molti italiani (4,1 milioni) stanno valutando di sottoscrivere, o lo hanno già fatto, una polizza assicurativa. Tra questi, il 62,6% ha dichiarato di volersi tutelare in caso di cancellazione della vacanza per malattia, Covid incluso, o (30,6%) a causa di un nuovo lockdown (sebbene questa casistica rimanga attualmente scoperta dalle polizze viaggio). Guardando agli italiani che quest’anno si concederanno un viaggio (in totale 17,4 milioni di individui) emerge che, in media, le vacanze dureranno 14 giorni. I mesi preferiti per partire sono agosto (49%) e luglio (42,4%) anche se 1 rispondente su 4 godrà di almeno una parte delle ferie già a giugno (25,6%). Sebbene il Bel Paese resti la meta preferita dai nostri connazionali, con la fine delle restrizioni Covid molti torneranno a spostarsi all’estero; secondo l’indagine il 17,7% dei rispondenti, pari a circa 3,1 milioni di individui, quest’anno trascorrerà le ferie fuori dai confini nazionali.