Il dibattito sul caro energia resta acceso e il recente decreto bollette 2026 punta ad alleggerire la pressione su famiglie e imprese.
Ma, al di là degli interventi istituzionali, una parte del risparmio si gioca dentro le mura di casa.
L’Unione nazionale dei consumatori ricorda che un uso più consapevole degli elettrodomestici può incidere in modo concreto sulle bollette, soprattutto quando si parla di apparecchi che generano calore, da sempre i più energivori: scaldacqua, lavastoviglie, forno elettrico, ferro da stiro, stufe.
Lo scaldabagno elettrico, ancora molto diffuso, è il primo imputato. Ridurre la temperatura del termostato, posizionarlo vicino ai punti di utilizzo e liberarlo periodicamente dal calcare sono accorgimenti semplici che evitano sprechi.
Anche la lavatrice può diventare un alleato del risparmio: carichi completi, cicli a 40°C o 60°C, niente prelavaggio e una centrifuga meno intensa quando possibile permettono di tagliare consumi senza rinunciare alla pulizia.
La lavastoviglie segue la stessa logica: usarla a pieno carico, preferire i programmi Eco e rinunciare all’asciugatura automatica aprendo lo sportello a fine ciclo.
In cucina, il frigorifero merita attenzione costante: non va aperto inutilmente, non deve ospitare cibi ancora caldi e funziona meglio se tenuto lontano dai fornelli, con un termostato su valori intermedi e uno sbrinamento regolare. Le guarnizioni usurate, spesso trascurate, possono trasformarsi in una fonte silenziosa di spreco.
Il forno elettrico richiede parsimonia: preriscaldarlo solo quando necessario, evitare di aprirlo durante la cottura e preferire la modalità ventilata riduce i consumi. Il microonde, in molti casi, è un’alternativa più efficiente.
Con l’arrivo della stagione calda, anche i condizionatori vanno gestiti con criterio: bastano pochi gradi in meno rispetto all’esterno o, quando possibile, la sola funzione deumidificatore.
Infine, un dettaglio che pesa più di quanto sembri: le spie luminose e la modalità stand-by. Spegnere completamente gli apparecchi quando non servono elimina una dispersione costante e spesso sottovalutata.