Il mercato immobiliare non residenziale archivia il secondo trimestre del 2026 con un segnale chiaro: la crescita continua, anche se a velocità diverse. Le compravendite superano quota 66mila, un aumento del 2,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, trainate dal dinamismo del comparto terziario commerciale e dalla ripresa del segmento produttivo. A frenare il passo è invece il settore agricolo, che interrompe la fase espansiva dei trimestri precedenti e registra una flessione superiore all’8%, un dato che segna una netta inversione di tendenza.
Secondo le Statistiche trimestrali dell’Osservatorio del mercato immobiliare, pubblicate dall’Agenzia delle Entrate, il terziario commerciale resta il vero motore del comparto: oltre il 60% degli scambi complessivi si concentra qui. Negozi e depositi commerciali mostrano una vitalità evidente, con compravendite in aumento di oltre il 5%, mentre le altre tipologie del settore mantengono un andamento positivo. L’unica eccezione è rappresentata dagli uffici, che segnano una lieve contrazione dei volumi e confermano una debolezza strutturale già emersa nei mesi precedenti.
Nelle principali città italiane il quadro si fa più sfaccettato. Il mercato dei negozi continua a correre: Milano consolida il proprio dinamismo, mentre Genova, Palermo e Bologna mettono a segno le performance più brillanti. Roma, Torino e Napoli mostrano invece variazioni negative, seppur contenute. Gli uffici, al contrario, evidenziano una fragilità diffusa, con cali particolarmente marcati nei centri urbani di Roma e Milano, dove le compravendite scendono rispettivamente del 18 e del 24%. Su scala nazionale la flessione è più contenuta, appena lo 0,6%, ma sufficiente a confermare un segmento che fatica a ritrovare slancio.
Il mercato dei negozi supera le 12mila unità scambiate e cresce del 5,7% su base annua, con una ripresa che interessa l’intero territorio nazionale e risulta più intensa nei comuni non capoluogo, dove gli scambi aumentano di oltre il 7%. Anche le superfici trasferite sono in aumento, +7,7%, segno di un mercato che non solo scambia di più, ma scambia anche spazi più ampi.
Dopo la frenata del primo trimestre, il segmento dei capannoni torna a crescere. Le compravendite salgono del 2,8%, quasi 4.300 unità, e in larga parte nei comuni non capoluogo. Il Nord Ovest guida la ripresa con un incremento superiore al 10%, seguito dal Sud con +6%. Nelle dodici province con la maggiore presenza di immobili produttivi, nove registrano aumenti significativi: Treviso, Padova, Bari, Bergamo e Torino mostrano le accelerazioni più robuste, mentre Modena segna una contrazione netta.
Il quadro complessivo del secondo trimestre racconta un mercato non residenziale che continua a muoversi in territorio positivo, sostenuto dalla vivacità del comparto commerciale e dalla ritrovata energia del settore produttivo. Gli uffici restano il segmento più fragile, con andamenti molto eterogenei tra le diverse aree del Paese, mentre negozi e capannoni confermano una dinamica più uniforme e diffusamente favorevole. Una fotografia che restituisce un mercato in trasformazione, dove la domanda si orienta verso spazi funzionali, flessibili e legati alle nuove esigenze della distribuzione, della logistica e delle attività produttive.