Il gesto del mazzo di chiavi mostrato al Parlamento europeo e le parole pronunciate dall’eurodeputata Ilaria Salis sul diritto alla casa continuano a far discutere. Dopo l’intervento nel quale la parlamentare ha denunciato quella che ha definito una “rendita parassitaria”, arriva ora la replica dell’UPPI, l’Unione Piccoli Proprietari Immobiliari.
A prendere posizione è il presidente nazionale dell’associazione, l’avvocato Fabio Pucci, che in una lettera aperta rivolta all’eurodeputata invita a distinguere tra fenomeni speculativi e piccola proprietà immobiliare.
“Il reddito derivante da una locazione regolare non può essere considerato una rendita parassitaria”, afferma Pucci. “Per migliaia di persone rappresenta il risultato di una vita di lavoro, di sacrifici, di investimenti familiari e continua a convivere con tasse, manutenzioni, responsabilità e rischi”.
Secondo il presidente dell’UPPI, il dibattito sull’emergenza abitativa rischia infatti di trascurare il ruolo dei piccoli proprietari, una realtà composta da pensionati, famiglie e cittadini che possiedono uno o pochi immobili e che spesso integrano il reddito grazie agli affitti.
“Nelle chiavi che lei ha mostrato non ci sono soltanto i proprietari”, scrive Pucci rivolgendosi a Salis. “Ci sono vedove che vivono grazie al canone di un appartamento lasciato dal marito, famiglie che hanno ereditato una casa dai genitori e continuano a sostenerne i costi, persone che hanno acceso mutui e lavorato per decenni per acquistare un immobile”.
Nella lettera trova spazio anche il richiamo a un’altra categoria spesso invisibile nel dibattito pubblico: quella degli ex proprietari. “Ci sono persone che quelle chiavi non le hanno più”, osserva il presidente dell’associazione, riferendosi a chi ha perso la casa a seguito di difficoltà economiche, procedure esecutive o aste giudiziarie.
Da qui l’invito rivolto all’eurodeputata a partecipare a uno dei prossimi incontri organizzati dall’UPPI per confrontarsi direttamente con piccoli proprietari ed ex proprietari. “Venga a guardarli negli occhi”, scrive Pucci. “Ascolti chi una casa la affitta e chi una casa l’ha perduta. Ascolti chi ha investito i risparmi di una vita e oggi si sente indicare come un parassita”.
L’associazione ribadisce di condividere la necessità di affrontare con decisione l’emergenza abitativa e di garantire il diritto alla casa, ma sostiene che il peso delle carenze del sistema non possa ricadere sui singoli proprietari.
“Difendere chi non riesce a trovare un’abitazione dignitosa è un dovere sociale”, sottolinea l’UPPI. “Ma servono politiche pubbliche adeguate, un rafforzamento dell’edilizia sociale e condizioni che rendano più sicuro e sostenibile affittare regolarmente”.
Il messaggio finale è un invito al dialogo. “La casa è un diritto”, conclude Pucci. “Ma anche chi quella casa l’ha acquistata con il proprio lavoro ha diritti che meritano tutela. Il confronto può essere franco e anche critico, purché fondato sul rispetto reciproco”.