L’Unione Piccoli Proprietari Immobiliari (UPPI) interviene sull’avvio dell’esame parlamentare del disegno di legge delega AC 2826 per il nuovo Codice dell’edilizia e delle costruzioni, una riforma destinata a ridisegnare i rapporti tra pubblica amministrazione, pianificazione urbanistica e proprietà privata.
Secondo l’associazione, il riordino può rappresentare un passaggio decisivo, ma la sua reale efficacia dipenderà dalla capacità dei decreti attuativi di ristabilire certezza giuridica in un settore oggi paralizzato da norme sovrapposte e interpretazioni divergenti tra territori.
Il nodo più critico riguarda la definizione dello stato legittimo degli immobili. Negli ultimi anni – denuncia UPPI – ai proprietari è stato di fatto imposto l’onere di ricostruire l’intera storia amministrativa degli edifici, anche quando gli archivi pubblici risultano incompleti o inesistenti. La delega sembra voler rafforzare il principio di tutela dell’affidamento del proprietario e del terzo acquirente, ma la sfida sarà trasformare questo orientamento in criteri operativi chiari e applicabili, soprattutto per il patrimonio edilizio più datato.
Altro capitolo delicato è quello delle difformità edilizie. Per UPPI, la distinzione tra irregolarità minori e abusi sostanziali dovrà basarsi su parametri oggettivi e proporzionati, evitando che mere irregolarità formali blocchino la circolazione degli immobili o ostacolino la regolarizzazione del costruito esistente.
Resta poi aperta la questione delle pratiche di condono ancora pendenti e della semplificazione dei cambi di destinazione d’uso: interventi che potrebbero restituire ordine al sistema, a patto che siano accompagnati da procedure realmente praticabili e tempi certi.
“Il vero problema dell’edilizia italiana non è la quantità delle norme, ma l’incertezza delle regole nel tempo”, dichiarano il presidente nazionale Fabio Pucci e il segretario generale Jean-Claude Mochet. “Una riforma sarà utile solo se ristabilirà un principio semplice: chi agisce sulla base di titoli amministrativi non può essere esposto, decenni dopo, a contestazioni imprevedibili. La certezza del diritto è la condizione primaria per far funzionare il mercato immobiliare”.
UPPI seguirà l’iter parlamentare del provvedimento, offrendo il proprio contributo tecnico affinché il nuovo Codice dell’edilizia possa davvero semplificare il quadro normativo e valorizzare il patrimonio immobiliare esistente.