Dopo anni di rincari ininterrotti, il mercato degli affitti per studenti e giovani professionisti in Europa tira finalmente il fiato. Secondo l’International Rent Index by City di HousingAnywhere, relativo all’ultimo trimestre del 2025, i canoni di locazione mostrano un calo generalizzato: le stanze singole, da sempre la soluzione più gettonata dagli studenti, segnano un –3,1% su base annua, mentre i monolocali scendono del 4,4% e gli appartamenti dell’1,3%. È il primo vero segnale di inversione di tendenza da quando, nel post-pandemia, la domanda internazionale aveva spinto i prezzi verso l’alto.
Il raffreddamento dei canoni è particolarmente evidente in Germania, dove città come Amburgo, Berlino e Francoforte registrano cali a doppia cifra. Un ridimensionamento che riflette un mercato in fase di riequilibrio, dopo anni di crescita sostenuta. Anche in Italia si respira un’aria diversa: Milano e Bologna, pur restando le città universitarie più care del Paese, vedono i prezzi delle stanze scendere rispetto al 2024, con medie mensili che si attestano rispettivamente a 664 e 655 euro. Roma, invece, fa eccezione: nella Capitale i canoni continuano a salire, con un +4,8% che segnala una domanda ancora vivace e un’offerta poco flessibile.
Torino si conferma come uno dei mercati più stabili e accessibili, con affitti compresi tra 520 e 530 euro per una stanza. Ma è proprio il capoluogo piemontese a sorprendere nel segmento degli appartamenti arredati, dove si registra un’impennata dei prezzi del 21,2%, pur restando lontano dai livelli delle grandi capitali europee. In cima alla classifica delle città più care per una stanza singola svetta Amsterdam, con una media di 990 euro al mese, seguita da Rotterdam, Monaco di Baviera e Parigi, che si confermano tra le piazze più esclusive.
La mappa degli affitti europei continua però a raccontare una frattura geografica profonda. Se il Nord resta costoso, il Sud e l’Est del continente offrono ancora soluzioni molto più accessibili. Città come Budapest, Atene, Valencia e Porto propongono canoni che possono arrivare a costare meno della metà rispetto ai centri del Nord, mantenendo un forte appeal per chi cerca un equilibrio tra qualità della vita e sostenibilità economica.
Il 2026 potrebbe dunque segnare l’inizio di una nuova fase per il mercato degli affitti studenteschi: meno tensioni sui prezzi, maggiore stabilità e una geografia che continua a premiare chi è disposto a guardare oltre i soliti confini.