• Home
  • Chi siamo
  • Collegamenti
  • Abbonamento
  • Registrati
  • Accedi
  • Contatti
Quotidiano del Condominio
.
  • Attualità
  • FAQ Coronavirus
  • Giurisprudenza in condominio
    • Dottrina condominiale
    • Leggi e sentenze
  • Condominio
  • Fiscalità condominiale
  • Mercato Immobiliare
  • Quesiti
    • Quesiti fiscali
    • Quesiti legali
  • Risparmio energetico
  • Ristrutturazione
Cerca
  • Attualità

APE: UNA PETIZIONE AL COMUNE DI TORINO PER ABBASSARE L’IMU

  • Redazione
  • 1 febbraio 2016
L’imposizione fiscale sulla proprietà immobiliare ha raggiunto livelli insostenibili. Lo dicono i numeri. I proprietari che danno in locazione un immobile non abitativo, cioè negozi, uffici, etc. hanno un’imposizione fiscale che raggiunge un livello tale da erodere fino all’80% del canone di affitto. Una percentuale che sfiora quasi il 100%, se si aggiungono alle tasse, le spese che incombono come la manutenzione, l’assicurazione e ricadono sul proprietario/locatore. Per dare un po’ di fiato a questa situazione, è arrivata una proposta da parte di Ape Confedilizia di Torino, che, a seguito di una raccolta firme, domani, martedì 2 febbraio, presenterà una petizione al Consiglio Comunale di Torino. 
Cosa viene chiesto nella petizione? “Al Comune si chiede innanzitutto di intervenire riducendo l’Imu ai proprietari di abitazione, che a loro volta riducono l’affitto agli inquilini – commenta Ape Confedilizia Torino -. Sarebbe un piccolo passo avanti, che aiuterebbe molte famiglie ad evitare lo sfratto e le chiusure di esercizi commerciali. La riduzione dell’entrata dell’Imu da parte del Comune sarà compensata dai minori costi che dovrà affrontare per l’emergenza abitativa delle famiglie sfrattate, e i negozi riusciranno a restare aperti”. 
Ma chi potrà fruire di questa riduzione? “I contratti abitativi 4 più 4 anni che comprendono affitti a canone libero, senza agevolazioni fiscali; i contratti 3 anni più 2, con canone che non può superare un massimo stabilito dalla contrattazione dei sindacati a livello comunale e che hanno per legge agevolazioni fiscali; i contratti ad uso diverso dall’abitativo di durata 6 anni più 6 di tipologia commerciale. La nostra proposta è, in definitiva, quella di ridurre l’aliquota proporzionalmente alla riduzione del canone. Chiaramente è importante poi comprendere quale possa essere, in tal senso, l’orientamento della Città di Torino. 
  • Condividi questo articolo
  • twitter
  • facebook
  • google+
  • email
  • rss
IL VERBALE ASSEMBLEARE: REQUISITI MINIMI E MODALITÀ DI CONSULTAZIONE
PENSIONATI DELL’ENEL: LO SCONTO SULLA BOLLETTA ELETTRICA VA TASSATO

Related Posts

  • Attualità
  • Redazione
  • Feb 1, 2016
Ecobonus 2026, la corsa al risparmio energetico: detrazioni fino al 50% anche per chi non è proprietario
  • Attualità
  • Redazione
  • Feb 1, 2016
UNI, ISO e GDPR: la nuova grammatica della governance condominiale
  • Attualità
  • Redazione
  • Feb 1, 2016
Condizionatori troppo ingombranti? La Corte d’Appello dice basta

Lascia un commento Annulla risposta

Devi essere connesso per inviare un commento.

Servizio riservato
agli abbonati alla rivista
“Italia Casa e Condominio”

Clicca qui per accedere all’ultima edizione

Ultimi articoli
  • Ecobonus 2026, la corsa al risparmio energetico: detrazioni fino al 50% anche per chi non è proprietario 8 maggio 2026
  • UNI, ISO e GDPR: la nuova grammatica della governance condominiale 8 maggio 2026
  • Condizionatori troppo ingombranti? La Corte d’Appello dice basta 8 maggio 2026
Quotidiano del Condominio

Quotidiano del condominio

  • Homepage
  • Chi siamo
  • Registrati
  • Abbonamento
  • Accedi
  • Contatti
Privacy Policy Cookie Policy
Dalla A alla Zeta Srl – Piazza Martiri della Libertà 3/5 – 10098 Rivoli (TO) | Per informazioni Tel. 333-6278929 – E-Mail: italiacasacondominio@libero.it | P. IVA 12640180019 - Cod. fiscale Registro Imprese 12640180019 - N. REA TO-1305154 - Capitale sociale € 2.000,00 i.v.
Intersezione realizzazione siti web Modena