Il 2026 porta con sé un nuovo adeguamento salariale per colf, badanti e assistenti familiari. La Commissione nazionale prevista dal CCNL del lavoro domestico ha infatti definito i minimi retributivi aggiornati, recepiti dal Ministero del Lavoro e validi dal 1° gennaio 2026.
L’adeguamento annuale, come previsto dal contratto collettivo, si basa sulla variazione del costo della vita rilevata dall’ISTAT al 30 novembre dell’anno precedente. Per il 2026 l’indice registra un incremento dell’1 per cento, che viene applicato integralmente sia alle retribuzioni sia ai valori convenzionali di vitto e alloggio.
Si tratta di un aggiornamento atteso, che interessa un settore cruciale per il welfare familiare italiano: secondo le stime delle associazioni di categoria, il lavoro domestico coinvolge oltre 2 milioni di lavoratori, di cui circa il 70% impiegati nell’assistenza a persone anziane o non autosufficienti. Un comparto che continua a crescere, anche per effetto dell’invecchiamento della popolazione e della crescente domanda di assistenza continuativa.
Come cambiano le retribuzioni: livelli e tipologie di rapporto
I nuovi minimi seguono la tradizionale articolazione del CCNL, che distingue:
– livelli di inquadramento: dal livello A (collaboratori senza esperienza) al livello DS (assistenti altamente specializzati);
– tipologie di rapporto: conviventi, non conviventi, part‑time, assistenza notturna.
L’aumento, seppur contenuto, incide in modo diverso a seconda del profilo professionale e della modalità di lavoro.
Esempi di incremento
– Colf ad ore – livello B – L’aumento è pari a 0,13 euro l’ora, con la paga minima che passa da 6,88 a 7,01 euro.
– Badante convivente per persona non autosufficiente – livello CS – L’incremento mensile è di 55,98 euro, con la retribuzione minima che sale da 1.137,86 a 1.193,84 euro.
Anche i valori di vitto e alloggio, utilizzati per i rapporti di convivenza e per il calcolo di ferie e permessi, vengono adeguati dell’1 per cento.
Un settore in trasformazione
L’aggiornamento dei minimi retributivi si inserisce in un contesto di forte evoluzione del lavoro domestico. Negli ultimi anni:
– è aumentata la richiesta di assistenti familiari qualificati, soprattutto per l’assistenza a lungo termine;
– cresce il ricorso a contratti regolari, anche grazie agli incentivi fiscali e ai controlli più stringenti;
– si discute di una possibile riforma complessiva del settore, per garantire maggiore tutela sia alle famiglie sia ai lavoratori.
L’adeguamento 2026, pur modesto, rappresenta un segnale di continuità nella tutela del potere d’acquisto di una categoria spesso invisibile ma essenziale per l’equilibrio sociale del Paese.