Secondo le analisi dell’Ufficio Studi Tecnocasa, nella prima parte del 2025 i prezzi in città hanno registrato una flessione contenuta dello 0,5%, un dato che però nasconde dinamiche molto diverse tra quartiere e quartiere. La città si muove, si trasforma, e il mattone segue — tra investitori che tornano a guardare al capoluogo ligure e residenti che cercano soluzioni più accessibili rispetto al centro.
A trainare verso l’alto la media cittadina è soprattutto la macroarea Principe–Oregina, che mette a segno un aumento del 3,1%. Nel centro storico i prezzi restano stabili, anche se le abitazioni ristrutturate — spesso proposte a valori troppo ambiziosi — iniziano a perdere terreno. Qui si concentra gran parte degli acquisti per investimento: case vacanza, B&B, piccoli tagli che attirano capitali da 120-130 mila euro, anche da Milano, complici la riqualificazione del molo e la prospettiva della nuova linea ferroviaria Genova–Milano. Gli immobili, spesso risalenti al Quattro-Cinquecento, oscillano tra 1400-1500 euro al metro quadro da ristrutturare e 2500-3000 euro per le soluzioni rinnovate.
Diverso il clima a San Vincenzo e lungo via XX Settembre, dove la scarsità di offerta spinge i prezzi fino a 3000 euro al metro quadro, con punte di 3500 per gli appartamenti con vista mare. Qui domina la domanda di prima casa, segno di un quartiere che resta tra i più ambiti.
Oregina, invece, cresce grazie alle tipologie ristrutturate e alla vicinanza strategica con la stazione di Genova Principe, un’area su cui molti investitori — compresi numerosi acquirenti dell’Est Europa — stanno scommettendo in vista del Terzo Valico. I prezzi restano accessibili, tra 1600 e 1700 euro al metro quadro, con punte di 2200 per gli affacci sul mare. La zona si prepara anche a una possibile funivia che collegherà il mare ai forti, mentre il mercato degli affitti resta frenato dalla paura della morosità: un bilocale si aggira sui 350 euro al mese.
Sul fronte opposto della città, la macroarea Voltri–Pegli–Sestri registra un calo dell’1,8%. A pesare è soprattutto Prà, dove il patrimonio immobiliare è datato e richiede interventi importanti. Le case dei pescatori del centro storico scendono a 1000 euro al metro quadro, mentre le soluzioni da ristrutturare possono arrivare a 700-900 euro. Nonostante ciò, la zona continua ad attirare investitori e acquirenti dell’Est Europa, complice la presenza del porto turistico, della nuova passeggiata e del futuro parco acquatico previsto per il 2026.
In flessione anche la macroarea Castelletto–Foce–San Martino (-1,7%). A Borgoratti i prezzi scendono soprattutto per gli immobili da ristrutturare, spesso privi di ascensore e balconi, con valori intorno ai 1000 euro al metro quadro. La vicinanza all’Università e all’ospedale San Martino alimenta però una solida domanda a uso investimento, con stanze affittate a 300-350 euro. Sulle alture, Apparizione continua a piacere agli stranieri dell’Est, attratti dalla vista mare e da prezzi tra 1400 e 1500 euro.
Sturla resta stabile, mentre Boccadasse conferma il suo status di “gioiello” del mercato: le tipiche case dei pescatori toccano i 4000 euro al metro quadro. A Sturla si scende a 1600, mentre le nuove costruzioni possono arrivare a 5000 euro. La domanda di prima casa si concentra soprattutto in via Isonzo, dove terrazzi e giardini fanno la differenza.
La macroarea Marassi–Molassana–San Fruttuoso segna un calo dell’1,5%, ma con dinamiche interne contrastanti. A San Fruttuoso crescono i prezzi delle soluzioni in ottimo stato, mentre il resto del quartiere risente della vetustà del patrimonio edilizio. I giovani che non riescono ad acquistare in centro si spostano qui, dove un buon usato costa 1800-2000 euro al metro quadro. L’area di corso Sardegna, rivitalizzata dal nuovo centro commerciale a cielo aperto, continua a essere tra le più richieste. Gli affitti restano vivaci: una stanza si affitta a 250 euro, un bilocale a 400, spesso con contratti a canone concordato. In futuro potrebbe arrivare anche una fermata della metropolitana in piazza Terralba.
Chiudono il quadro le macroaree Cornigliano–Sampierdarena e Quarto–Quinto, dove i prezzi restano stabili. A Quinto, le abitazioni degli anni ’60-’70 e le case dei pescatori in ottime condizioni raggiungono i 3000 euro al metro quadro, con punte di 4000 per gli affacci sul mare. Gli interventi di riqualificazione delle facciate, spinti dal Superbonus, hanno contribuito a mantenere alto l’interesse. Sul fronte locazioni, un bilocale si aggira sui 600 euro al mese.
Genova, insomma, non vive un mercato uniforme: è un mosaico di quartieri che cambiano ritmo, tra nuove infrastrutture, investimenti mirati e una domanda che si sposta alla ricerca di equilibrio tra qualità e prezzo. Un mercato che rallenta, sì, ma che continua a raccontare una città in movimento.