La domanda è semplice, ma la risposta tutt’altro che scontata: “Sostenibilità, una priorità che possiamo permetterci?” È attorno a questo interrogativo che ruota il Klimahouse Congress 2026, in programma il 30 e 31 gennaio al MEC – Meeting & Event Center di Bolzano. Un appuntamento che, anno dopo anno, si conferma uno dei principali osservatori europei sull’evoluzione dell’edilizia sostenibile e della progettazione responsabile.
In un momento storico in cui la transizione ecologica non è più un’opzione ma una necessità, il congresso punta a capire se le soluzioni più virtuose siano davvero accessibili o se rischino di diventare un privilegio per pochi. Il cuore del dibattito, organizzato da Klimahouse insieme all’Agenzia CasaClima, è la ricerca di modelli scalabili, inclusivi e capaci di coniugare qualità dell’abitare, giustizia sociale e sostenibilità economica. Un tema cruciale, soprattutto nelle città, che restano i principali poli di consumo energetico e le prime a confrontarsi con le sfide della decarbonizzazione.
A guidare il confronto sarà l’architetto e docente Chiara Tonelli, che coordinerà un panel di otto esperti internazionali chiamati a intrecciare visioni, strategie e casi studio. La prima giornata, venerdì 30 gennaio, sarà dedicata alla dimensione economica della sostenibilità. Tra gli interventi più attesi, quello del professor Stefan Brunnhuber, che illustrerà strumenti finanziari non convenzionali come il “green quantitative easing”, pensati per sostenere i beni comuni planetari oltre i limiti delle politiche tradizionali. Il professor Thomas Auer porterà invece l’esperienza del progetto “Einfach Bauen”, che punta a ridurre la complessità tecnologica degli edifici per ottenere comfort attraverso l’architettura stessa. Diana Schaffrannek, dello studio David Chipperfield Architects, approfondirà il ruolo civico dell’architettura tra riuso e durabilità, mentre Milena Karanesheva-Witzmann presenterà esempi internazionali che dimostrano come efficienza e valore possano procedere di pari passo.
Sabato 31 gennaio il focus si sposterà sulla dimensione sociale dell’abitare. Oskar Norelius, di White Arkitekter, racconterà il progetto “Stockholm Wood City”, il più grande sviluppo urbano in legno al mondo, simbolo di un’architettura che usa la sostenibilità come motore di innovazione.
Filippo Taidelli affronterà il tema dell’inclusione negli spazi urbani, mentre Thomas Schuster porterà l’esperienza di “Wiener Wohnen”, il più grande patrimonio di edilizia residenziale pubblica d’Europa, mostrando come il modello viennese riesca a coniugare responsabilità sociale e neutralità climatica. A chiudere il programma sarà Paolo Cresci di ARUP Italia, con un intervento dedicato alla rigenerazione sostenibile come strumento per migliorare il benessere abitativo collettivo.
Anche quest’anno, il Klimahouse Congress si conferma un laboratorio di idee e un punto di riferimento per professionisti, istituzioni e aziende. Un luogo in cui leggere le complessità del presente e immaginare un’edilizia più democratica, resiliente e capace di rispondere alle esigenze delle comunità che abiteranno il futuro.