La sicurezza in quota compie un passo avanti con l’introduzione della UNI 11996:2025, la norma che dal 27 novembre 2025 diventerà il riferimento ufficiale per la progettazione, la produzione e l’utilizzo dei parapetti anticaduta permanenti. Il documento, elaborato dalle Commissioni “Sicurezza” e “Attrezzature provvisionali”, stabilisce criteri tecnici e operativi per quei dispositivi di protezione collettiva destinati a impedire le cadute dall’alto su edifici, infrastrutture e coperture.
La norma si applica a tutte le situazioni in cui esiste un rischio di caduta, comprese le aree classificate come A, B1, B2, C1 e le coperture H secondo il Decreto del 17 gennaio 2018. Restano esclusi i parapetti provvisori e quelli propri di balconi o terrazzi, così come le protezioni veicolari o i materiali antiscivolo. Il testo si rivolge a un pubblico ampio: fabbricanti, progettisti, installatori e utilizzatori, che trovano nella UNI EN 13374 il principale riferimento tecnico di supporto.
La classificazione dei parapetti è uno degli aspetti centrali della norma. Vengono individuate due categorie: la classe A, pensata per resistere a carichi statici e a situazioni di semplice appoggio o cadute orizzontali, e la classe B, progettata per sopportare anche sollecitazioni dinamiche moderate, come quelle generate da scivolamenti su superfici inclinate. Ogni prodotto deve riportare la designazione completa, ad esempio “UNI 11996:2025 B”, per indicare chiaramente la classe di appartenenza.
Dal punto di vista costruttivo, un parapetto permanente deve essere composto da un corrente principale, un elemento intermedio e un fermapiede, tutti progettati per evitare rimozioni accidentali e ridurre il rischio di lesioni. I materiali impiegati devono garantire resistenza alla corrosione, con una durabilità minima compresa tra i 15 e i 25 anni per le verniciature, e devono impedire il ristagno dell’acqua per preservare l’impermeabilità delle coperture. Le indicazioni tecniche rimandano alle norme UNI EN 12811-2 e EN 13374, che regolano le caratteristiche di acciaio, alluminio e acciaio inox.
La verifica delle prestazioni è un altro capitolo fondamentale. La norma prevede controlli che includono esami visivi, misurazioni, calcoli o prove sperimentali, con carichi applicati al corrente principale e limiti precisi di deformazione. Le prove devono essere condotte su almeno quattro campioni rappresentativi, distinguendo tra sistemi continui e moduli, e seguendo i criteri di sicurezza previsti per gli stati limite di esercizio e ultimo.
La manutenzione gioca un ruolo decisivo nella vita utile del parapetto. La UNI 11996 stabilisce quattro livelli di ispezione: quella preliminare, eseguita prima del montaggio; quella d’uso, da effettuare ogni volta che il parapetto viene impiegato; quella periodica, obbligatoria almeno ogni 48 mesi; e quella straordinaria, necessaria dopo qualsiasi evento che possa aver compromesso la sicurezza, come la caduta di persone o materiali. Durante i controlli si devono verificare usura, corrosione, integrità delle saldature e serraggio degli elementi di fissaggio. Tutte le attività devono essere registrate in un apposito documento, mentre interventi di manutenzione e riparazione devono essere affidati al fabbricante o a un tecnico qualificato.
La documentazione accompagna ogni fase del ciclo di vita del parapetto. Il manuale di istruzioni deve riportare informazioni essenziali come la designazione del prodotto, i carichi trasmessi alla struttura, le limitazioni d’uso in presenza di vento, neve o ghiaccio, i criteri per scartare componenti danneggiati e le procedure di salvataggio previste dall’Appendice C. Ogni componente principale deve essere marcato in modo chiaro e permanente con il riferimento alla norma, il nome del fabbricante e il lotto di produzione. A completare il quadro, un cartello informativo deve indicare la classe del parapetto, le date di installazione e delle ispezioni, oltre al richiamo obbligatorio alla lettura del manuale. La valutazione di conformità può essere effettuata dal fabbricante, dall’utilizzatore o da un organismo indipendente.
Con la UNI 11996:2025, il settore della sicurezza in quota si dota di uno strumento aggiornato e rigoroso, pensato per garantire standard elevati e uniformi in un ambito dove la prevenzione resta l’unica vera arma contro gli incidenti.