Il mercato degli attici in Italia resta una nicchia, ma con segnali interessanti di evoluzione. Secondo l’analisi condotta dall’Ufficio Studi del Gruppo Tecnocasa, nel 2024 questa tipologia abitativa ha rappresentato appena lo 0,7% delle compravendite totali, confermando una presenza costante ma limitata sul mercato.
Tagli più ampi in crescita
La tendenza più evidente riguarda l’aumento delle transazioni per attici di grandi dimensioni. Le metrature comprese tra 151 e 200 mq sono passate dal 17,1% al 22%, mentre quelle tra 201 e 250 mq sono salite dal 2,7% al 4,4%. Al contrario, gli attici più piccoli (51-100 mq) hanno visto una flessione, scendendo dal 37,4% al 32,4%.
Efficienza energetica: attici più virtuosi
Il 17,5% degli attici venduti è in classe energetica A o B, una quota più che doppia rispetto alla media nazionale (7,8%). Questo dato riflette una maggiore incidenza di immobili nuovi o ristrutturati tra gli attici, anche se la maggioranza resta in classi energetiche basse (F e G, 62,5%).
Casa principale, non investimento
L’attico si conferma scelta residenziale: l’86,3% degli acquisti è destinato ad abitazione principale. Gli investimenti immobiliari su questa tipologia sono in calo, scesi all’8,1% rispetto al 15,7% del 2023. Le case vacanza rappresentano il 5,6% delle transazioni.
Famiglie protagoniste, mutui in aumento
Il profilo dell’acquirente tipo è quello di una famiglia (74,4%), con età compresa tra 35 e 44 anni. I single sono in calo (25,6%). Cresce l’uso del mutuo, che finanzia il 51,1% delle compravendite, in aumento rispetto al 43,8% dell’anno precedente.
Stranieri in crescita
Pur restando una minoranza, gli acquirenti stranieri superano per la prima volta la soglia del 5%, segno di un interesse crescente verso questa tipologia abitativa esclusiva.