• Home
  • Chi siamo
  • Collegamenti
  • Abbonamento
  • Registrati
  • Accedi
  • Contatti
Quotidiano del Condominio
.
  • Attualità
  • FAQ Coronavirus
  • Giurisprudenza in condominio
    • Dottrina condominiale
    • Leggi e sentenze
  • Condominio
  • Fiscalità condominiale
  • Mercato Immobiliare
  • Quesiti
    • Quesiti fiscali
    • Quesiti legali
  • Risparmio energetico
  • Ristrutturazione
Cerca
  • Attualità
  • compravendita
  • Varie

Dichiarazione di rispondenza, il documento che “salva” gli impianti senza certificazione

  • Redazione
  • 26 marzo 2026

In un mercato immobiliare sempre più attento alla sicurezza e alla tracciabilità degli impianti, la dichiarazione di rispondenza – meglio nota come DiRi – è diventata un documento chiave. Si tratta di una certificazione tecnica che interviene quando manca la dichiarazione di conformità (DiCo), obbligatoria per gli impianti installati dopo il 2008 ma non sempre disponibile per quelli più datati. La DiRi colma proprio questo vuoto: viene rilasciata da un tecnico qualificato dopo verifiche, sopralluoghi e collaudi, e certifica che l’impianto rispetta le norme vigenti al momento della sua installazione. È applicabile solo agli impianti realizzati tra il 13 marzo 1990 e il 27 marzo 2008, un periodo in cui la documentazione non era sempre prodotta o conservata con rigore.

Negli immobili più vecchi non è raro imbattersi in impianti privi di certificazioni: documenti smarriti, lavori eseguiti senza rilascio della DiCo o semplicemente interventi mai formalizzati. Proprio per rispondere a questa realtà, il D.M. 37/2008 ha introdotto la dichiarazione di rispondenza, che non autorizza interventi correttivi ma fotografa lo stato dell’impianto rispetto alle norme dell’epoca. Per gli impianti anteriori al 1990, invece, la DiRi non è prevista: in questi casi si ricorre a dichiarazioni sostitutive o relazioni tecniche, utili per finalità private ma prive del valore certificativo della DiRi. Non va confusa, inoltre, con la cosiddetta “attestazione di rispondenza”, un termine informale che non identifica alcun documento distinto.

La dichiarazione può essere richiesta in molte situazioni pratiche: dall’attivazione o variazione delle utenze alla vendita dell’immobile, passando per richieste di mutuo, aggiornamenti della segnalazione certificata di agibilità, apertura di attività commerciali o interventi di ristrutturazione. È spesso indispensabile anche nelle locazioni e nelle successioni, per evitare contestazioni future. La DiRi può riguardare impianti elettrici, idrici, del gas o canne fumarie, e deve essere redatta da professionisti abilitati: ingegneri, architetti, geometri o periti con almeno cinque anni di esperienza nel settore, oppure responsabili tecnici di imprese abilitate da almeno cinque anni. Chi firma la dichiarazione si assume responsabilità civili e penali, motivo per cui la procedura richiede verifiche accurate e documentazione dettagliata.

La mancanza di una certificazione adeguata può esporre il proprietario a rischi significativi. Il D.M. 37/2008 prevede sanzioni amministrative che possono superare i mille euro, oltre alla possibile sospensione di attività commerciali e alla responsabilità per danni causati da incidenti come cortocircuiti, incendi o fughe di gas. Senza DiRi può diventare complicato ottenere polizze assicurative, mutui o finanziamenti, e vendere un immobile privo di documentazione impiantistica può aprire la strada a contestazioni da parte dell’acquirente. Anche i costi della certificazione variano sensibilmente: si va da qualche centinaio di euro per appartamenti di piccole dimensioni a cifre superiori ai mille euro per immobili più grandi o impianti complessi, con differenze legate alla tipologia dell’impianto e ai tariffari locali.

In un panorama edilizio che richiede sempre più trasparenza e sicurezza, la dichiarazione di rispondenza rappresenta dunque uno strumento essenziale per regolarizzare gli impianti datati e garantire la tranquillità di proprietari, acquirenti e inquilini. Una tutela che, pur non sostituendo gli standard moderni, permette di colmare un vuoto documentale e di riportare ordine in un settore dove la sicurezza non può essere lasciata al caso.

Tags
  • dichiarazione di rispondenza
  • DiRi
  • sicurezza impianti
  • Condividi questo articolo
  • twitter
  • facebook
  • google+
  • email
  • rss
Immobiliare, il rallentamento non ferma la crescita: nel II trimestre 2025 compravendite giù del 2,3%, ma su base annua +4,1%
Italia verso le case senza gas: nasce l’alleanza tra Casa Gas Free ETS e CEFTI

Related Posts

  • Attualità
  • compravendita
  • Varie
  • Redazione
  • Mar 26, 2026
La Casa SI Cura 2023, sicurezza e innovazione elettrica
  • Attualità
  • compravendita
  • Varie
  • Quotidiano Del Condominio
  • Mar 26, 2026
Sicurezza e Internet of Things: le nuove frontiere dell’ascensore intelligente
  • Attualità
  • compravendita
  • Varie
  • Quotidiano Del Condominio
  • Mar 26, 2026
Condominio: da maggio in vigore la nuova normativa antincendio

Lascia un commento Annulla risposta

Devi essere connesso per inviare un commento.

Servizio riservato
agli abbonati alla rivista
“Italia Casa e Condominio”

Clicca qui per accedere all’ultima edizione

Ultimi articoli
  • Italia verso le case senza gas: nasce l’alleanza tra Casa Gas Free ETS e CEFTI 26 marzo 2026
  • Dichiarazione di rispondenza, il documento che “salva” gli impianti senza certificazione 26 marzo 2026
  • Immobiliare, il rallentamento non ferma la crescita: nel II trimestre 2025 compravendite giù del 2,3%, ma su base annua +4,1% 26 marzo 2026
Quotidiano del Condominio

Quotidiano del condominio

  • Homepage
  • Chi siamo
  • Registrati
  • Abbonamento
  • Accedi
  • Contatti
Privacy Policy Cookie Policy
Dalla A alla Zeta Srl – Piazza Martiri della Libertà 3/5 – 10098 Rivoli (TO) | Per informazioni Tel. 333-6278929 – E-Mail: italiacasacondominio@libero.it | P. IVA 12640180019 - Cod. fiscale Registro Imprese 12640180019 - N. REA TO-1305154 - Capitale sociale € 2.000,00 i.v.
Intersezione realizzazione siti web Modena