L’Italia continua a muoversi nella fascia alta della classifica globale dell’energia, e questa volta a certificarlo è l’ultima analisi di Segugio.it, che colloca il nostro Paese tra quelli con l’elettricità più cara al mondo. Nel secondo trimestre del 2026, il prezzo medio per le famiglie italiane si attesta a 34,5 centesimi di euro per kilowattora, un valore che ci proietta al quinto posto su 144 Paesi analizzati. Una posizione che racconta molto più di un semplice dato: racconta un mercato che, nonostante oscillazioni e interventi, continua a gravare in modo significativo sui bilanci domestici.
Davanti all’Italia si collocano Irlanda, Bermuda, Belgio e Germania, con quest’ultima che guida la classifica europea e il gruppo del G20. E proprio nel G20 l’Italia si conferma seconda per prezzo nominale, superata soltanto dai tedeschi, che pagano 35,6 cent/kWh contro i nostri 34,5. Il divario con le altre grandi economie è netto: Francia a 23,3 cent, Stati Uniti a 18,3, Canada a 10,6, mentre Cina, Turchia e India scendono sotto i 7 cent/kWh. In termini nominali, il prezzo italiano è quasi il 50% più alto di quello francese, l’89% più alto di quello statunitense e oltre cinque volte quello cinese.
Il dato più impressionante, però, è il rapporto con la media globale: l’Italia paga 2,29 volte il prezzo medio mondiale, fissato a 15,1 cent/kWh. Una forbice che diventa ancora più evidente se si guarda ai Paesi in fondo alla classifica, dove il costo dell’energia assume proporzioni quasi simboliche: Cuba a 0,51 cent/kWh, Etiopia a 0,64. Un altro pianeta.
Paolo Benazzi, Managing Director Utilities di Segugio.it, sottolinea come il costo dell’elettricità resti «una voce particolarmente onerosa per le famiglie italiane», ricordando che oltre l’80% delle bollette analizzate risulta non ottimizzato. Un dato che apre un fronte cruciale: la necessità di confrontare periodicamente le offerte, perché la tariffa scelta può fare la differenza tra una spesa sostenibile e una bolletta che continua a lievitare. È un tema che tocca da vicino anche il mondo condominiale, dove la gestione delle forniture centralizzate e la scelta dei contratti incide in modo diretto sulla ripartizione dei costi e sulle strategie di risparmio.
Il quadro cambia solo parzialmente quando si correggono i prezzi per il potere d’acquisto. In questo caso l’Italia scende al sedicesimo posto mondiale, con un valore di 56,5 centesimi di International Dollar per kWh. Una discesa che attenua il peso dei prezzi nominali, ma non ribalta la prospettiva: nel G20 restiamo comunque secondi, superati soltanto dal Sudafrica. Anche con questa lente, l’Italia rimane dunque tra i mercati più costosi, segno che il problema non è solo il prezzo dell’energia, ma il rapporto tra quel prezzo e la capacità delle famiglie di sostenerlo.
L’analisi di Segugio.it, basata sui dati di Global Petrol Prices e corretta con i fattori di parità di potere d’acquisto della Banca Mondiale, offre una fotografia nitida: il nostro Paese continua a pagare l’elettricità più della maggior parte del mondo, e il divario con le altre grandi economie resta ampio. Una fotografia che chiama in causa politiche energetiche, efficienza degli edifici, scelte tariffarie e, soprattutto, la capacità dei consumatori — singoli e condominiali — di orientarsi in un mercato complesso, dove informazione e confronto diventano strumenti essenziali.