Ogni anno il canone Rai torna a far discutere, soprattutto tra chi vive con redditi limitati o condizioni di fragilità. Nel 2026 l’importo resta fissato a 90 euro, addebitati direttamente nella bolletta elettrica, e la domanda ricorrente è sempre la stessa: le persone invalide o con disabilità possono essere esonerate dal pagamento? La risposta, per quanto possa sorprendere, è no. La normativa non prevede alcuna esenzione specifica legata alla condizione di invalidità, neppure quando riconosciuta ai sensi della Legge 104.
Il canone è dovuto da chiunque possieda un televisore o un dispositivo capace di ricevere il segnale televisivo. Le uniche esenzioni ammesse riguardano casi ben circoscritti: chi non possiede alcun apparecchio, gli anziani over 75 con un reddito familiare inferiore a 8.000 euro, alcune categorie di militari e il personale diplomatico. Per tutti gli altri, inclusi gli invalidi civili, l’obbligo resta invariato.
Questo significa che una persona con disabilità può ottenere l’esonero solo se rientra in una delle categorie già previste dalla legge. Ad esempio, se non possiede una televisione o se ha più di 75 anni e un reddito molto basso. In questi casi è necessario presentare all’Agenzia delle Entrate l’apposita dichiarazione sostitutiva, seguendo le modalità indicate per la richiesta di esonero.
Esiste però un’eccezione particolare: le persone con invalidità ricoverate stabilmente in case di riposo o strutture analoghe possono essere esentate dal pagamento, ma solo dichiarando formalmente di non possedere un apparecchio televisivo nella propria abitazione. Anche in questo caso, dunque, l’esonero non deriva dalla condizione di invalidità in sé, ma dall’assenza del presupposto che genera l’obbligo del canone.
Il quadro normativo, in definitiva, non lascia spazio a interpretazioni. La disabilità non comporta automaticamente alcuna agevolazione sul canone Rai. Solo chi rientra nelle categorie espressamente previste dalla legge può ottenere l’esonero, indipendentemente dalla propria condizione sanitaria. Una precisazione importante, che evita false aspettative e aiuta a orientarsi tra regole spesso percepite come più complesse di quanto siano davvero.