Con l’arrivo della stagione più fredda, l’Italia si prepara a fronteggiare l’inverno con un vero e proprio assalto ai servizi di riscaldamento domestico.
Secondo i dati di ProntoPro, tra settembre e ottobre 2025 le richieste di installazione, manutenzione e pulizia degli impianti termici sono aumentate del 66 per cento, con picchi impressionanti per stufe a pellet (+72 per cento) e caminetti (+107 per cento).
Un trend che racconta molto più di una semplice reazione al calo delle temperature: è il segnale di un cambiamento culturale, energetico ed economico.
Impianti sotto stress: l’Italia corre ai ripari
Dal 15 ottobre, in molte zone climatiche italiane è possibile accendere il riscaldamento. Questo ha innescato una corsa alla revisione e all’installazione di impianti nuovi. Le caldaie, ancora largamente diffuse, registrano un aumento del 56 per cento nelle installazioni e del 66 per cento nelle manutenzioni. Il costo medio per una revisione si aggira sui 94 euro, ma può variare in base alla città e alla tipologia di impianto.
Le stufe a pellet, invece, si confermano protagoniste della transizione energetica domestica: +72 per cento di installazioni rispetto al mese precedente e +26 per cento rispetto al 2024. La manutenzione, obbligatoria per legge, ha visto un’impennata del 115 per cento, con un costo medio di 145 euro. Il pellet, combustibile a biomassa, è apprezzato per la sua efficienza e il minor impatto ambientale.
Il ritorno del camino: romanticismo e sostenibilità
Ma il vero protagonista dell’inverno 2025 è il camino.
Le richieste di installazione sono cresciute del 107 per cento rispetto a settembre e del 103 per cento rispetto al 2024. Non si tratta solo di una scelta funzionale: il camino rappresenta un ritorno al calore autentico, alla convivialità, alla tradizione. A Roma e Napoli, oltre il 92 per cento dei camini e delle stufe è alimentato a legna, mentre a Milano si affermano i camini a gas (8 per cento) e le stufe a pellet (11 per cento).
Spazzacamini in prima linea: sicurezza e prevenzione
Con l’aumento dei camini e delle stufe, cresce anche la domanda di spazzacamini: +65 per cento tra settembre e ottobre, +72 per cento rispetto al 2024. La pulizia della canna fumaria è fondamentale per evitare incendi e garantire l’efficienza dell’impianto. Il costo medio nazionale è di 155 euro, ma Venezia guida la classifica con 178€ a intervento, mentre Bari e Napoli sono le più economiche (120 euro e 122 euro).
Il servizio è richiesto soprattutto per impianti a legna (86 per cento), seguiti da quelli a pellet (13 per cento). La figura dello spazzacamino, un tempo quasi folkloristica, oggi è sinonimo di sicurezza domestica e rispetto delle normative.
Manutenzione obbligatoria: tra legge e buon senso
Secondo il D.P.R. 74/2013, ogni impianto termico deve essere sottoposto a controlli periodici. La frequenza varia in base al tipo di combustibile e alla potenza dell’impianto. La mancata revisione può comportare sanzioni fino a 500 euro, oltre a rischi per la sicurezza e sprechi energetici.
Le motivazioni principali per richiedere interventi sono:
• Revisione annuale (42 per cento);
• Controllo dei fumi (19 per cento);
• Manutenzione ordinaria (18 per cento).
Una manutenzione tempestiva consente di evitare guasti, ridurre i consumi e limitare l’impatto ambientale.
Riscaldarsi in modo sostenibile: consigli pratici
Secondo Consumerismo, adottare buone abitudini può ridurre i consumi fino al 30 per cento:
• Impostare la temperatura tra 19°C e 21°C;
• Usare termostati programmabili;
• Isolare porte e finestre;
• Effettuare controlli prima dell’accensione.
Inoltre, scegliere impianti a biomassa o pompe di calore può contribuire alla decarbonizzazione del settore domestico, in linea con gli obiettivi europei.
Italia divisa: le città e le loro preferenze
Le abitudini variano notevolmente da città a città:
• Milano: predilige pellet e gas;
• Roma e Napoli: fedeli alla legna;
• Venezia: la più cara per la pulizia delle canne fumarie;
• Bari e Napoli: le più convenienti.
Queste differenze riflettono non solo il clima, ma anche la cultura, l’urbanistica e la disponibilità di risorse locali.
Un mercato in espansione
Il settore del riscaldamento domestico si conferma in forte espansione. Secondo gli esperti, la crescita continuerà nei prossimi anni, spinta da:
• Incentivi per la riqualificazione energetica;
• Aumento dei costi dell’energia;
• Maggiore consapevolezza ambientale.
Le aziende del settore stanno investendo in tecnologie più efficienti, come caldaie ibride, sistemi domotici e impianti integrati.
Il calore come scelta consapevole
Il freddo non è solo una condizione climatica, ma un’occasione per riflettere su come ci riscaldiamo. Le scelte degli italiani raccontano un Paese che riscopre il valore del comfort, della sicurezza e della sostenibilità. Che si tratti di un camino acceso o di una caldaia revisionata, ogni gesto è un passo verso un inverno più caldo, sicuro e responsabile.