Dal 1° gennaio 2026 arriva il bonus sociale TARI, una misura pensata per alleggerire la bolletta dei rifiuti alle famiglie con redditi più bassi.
Lo sconto sarà del 25 per cento e verrà applicato in automatico, senza bisogno di presentare alcuna domanda.
A beneficiarne saranno circa 4 milioni di nuclei familiari in tutta Italia.
La novità è stata ufficializzata dall’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (ARERA), che ha definito le modalità operative con una delibera pubblicata a luglio. Il meccanismo è semplice: chi ha presentato la Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) all’INPS nel 2025 e ha un ISEE sotto soglia, riceverà lo sconto direttamente in bolletta nel 2026. Il sistema incrocerà i dati tra INPS, Acquirente Unico, Comuni e gestori del servizio rifiuti, garantendo un’erogazione automatica e sicura.
Il bonus si affianca a quelli già attivi per luce, gas e acqua, e punta a rafforzare la protezione delle fasce più fragili della popolazione. Le famiglie con ISEE inferiore a 9.530 euro, o con almeno quattro figli a carico e ISEE fino a 20.000 euro, saranno le principali destinatarie della misura.
Secondo le stime, il risparmio sarà significativo. Nel 2023, la spesa media per la TARI si aggirava intorno ai 311 euro annui per una famiglia tipo, con punte fino a 600 euro in alcune città del Sud. Lo sconto del 25% potrebbe tradursi in un taglio tra i 50 e i 150 euro all’anno, a seconda del territorio.
ARERA ha anche garantito la piena tutela dei dati personali. Tutte le informazioni saranno trattate nel rispetto delle regole europee sulla privacy, con la supervisione del Garante e obblighi di trasparenza per i soggetti coinvolti.
Il bonus rifiuti rappresenta un passo importante verso una fiscalità più equa, che tiene conto delle difficoltà economiche e semplifica l’accesso ai benefici. Un aiuto concreto, che arriverà senza burocrazia e con un impatto diretto sulle tasche di chi ne ha più bisogno.