In Italia, dove oltre il 60% del patrimonio edilizio è stato costruito prima degli anni ’80, acquistare una casa in classe energetica G non è un’eccezione, ma una possibilità concreta per chi si affaccia al mercato. La classe G, la più bassa della scala energetica, indica edifici con consumi elevati, impianti datati e un isolamento spesso inesistente. Eppure, proprio questi limiti possono diventare un’opportunità per chi sa leggere il mercato con lungimiranza.
Il primo elemento che attira gli acquirenti è il prezzo. Gli immobili in classe G costano mediamente meno rispetto a quelli più efficienti, con differenze che in alcune città possono superare il 20–30%. Questo divario non è casuale: riflette la necessità di interventi spesso profondi, che vanno dal cappotto termico alla sostituzione degli infissi, fino alla revisione completa degli impianti di riscaldamento e produzione di acqua calda. Tuttavia, se affrontati con un progetto chiaro, questi lavori possono trasformare un immobile obsoleto in una casa moderna, confortevole e con consumi ridotti.
La convenienza, però, non è automatica. La riqualificazione energetica richiede una valutazione tecnica accurata, che parte dalla diagnosi energetica dell’edificio e prosegue con la scelta degli interventi più efficaci. In molti casi, l’isolamento dell’involucro è la leva principale per migliorare la classe energetica: cappotto termico, coibentazione del tetto e sostituzione degli infissi possono ridurre drasticamente le dispersioni. A questi si aggiungono gli interventi sugli impianti, come l’installazione di caldaie a condensazione, pompe di calore o sistemi ibridi, spesso abbinati a pannelli fotovoltaici e sistemi di accumulo.
Il contesto normativo italiano ed europeo spinge con decisione verso edifici più efficienti. Le direttive europee sull’efficientamento energetico, pur ancora in fase di definizione, indicano chiaramente la direzione: nei prossimi anni gli immobili con prestazioni scarse saranno sempre meno appetibili e potrebbero subire una svalutazione progressiva. Questo scenario rende ancora più importante valutare l’acquisto di una casa in classe G non come una soluzione immediata, ma come un investimento da pianificare con attenzione.
Sul fronte dei costi, la riqualificazione energetica può essere onerosa, ma il mercato italiano offre strumenti utili per alleggerire l’impatto economico. Anche se i grandi incentivi del passato, come il Superbonus 110%, sono stati ridimensionati, restano attivi bonus fiscali che permettono di recuperare una parte significativa delle spese. Inoltre, molte banche propongono mutui green o finanziamenti dedicati agli interventi di efficientamento, con condizioni più favorevoli rispetto ai prestiti tradizionali.
La vera domanda, dunque, non è se convenga acquistare una casa in classe G, ma a chi conviene. Per chi cerca un immobile pronto all’uso, senza intenzione di affrontare lavori, la classe G rappresenta un rischio concreto: bollette elevate, comfort ridotto e un valore destinato a diminuire. Per chi invece ha la possibilità e la volontà di investire in una riqualificazione mirata, l’acquisto può trasformarsi in un’occasione strategica, capace di generare risparmi nel lungo periodo e di aumentare sensibilmente il valore dell’immobile.
In un mercato immobiliare in evoluzione, dove l’efficienza energetica è sempre più un fattore determinante, la classe G non è necessariamente una condanna. Può essere un punto di partenza, purché si abbia la visione e la capacità di trasformarla in un’opportunità concreta.