Il mercato immobiliare italiano continua a muoversi, ma con una dinamica sempre più selettiva. Secondo le ultime rilevazioni dell’Ufficio Studi del Gruppo Tecnocasa, nella prima parte del 2025 lo sconto medio applicato in fase di trattativa si è fermato al 7,6%, un valore leggermente inferiore rispetto all’8% registrato un anno prima. Un segnale che racconta un mercato più maturo, in cui i margini di contrattazione si assottigliano soprattutto quando l’offerta è scarsa e la qualità dell’immobile è elevata.
Il fenomeno è particolarmente evidente nelle grandi città, dove la scontistica media scende al 7,9% contro l’8,3% del 2024. Qui la domanda si concentra su abitazioni già ristrutturate o in buono stato, mentre l’offerta resta limitata. Non sorprende quindi che Bologna guidi la classifica delle città con gli sconti più contenuti, appena il 5,8%, seguita da Verona (6,1%) e Milano (6,3%).
La vetustà dell’immobile continua invece a fare la differenza. Le abitazioni usate, spesso bisognose di interventi di riqualificazione, registrano ribassi più marcati, pari al 7,8%. Le ristrutturate si fermano al 7%, mentre le nuove costruzioni scendono addirittura al 5%, confermando il crescente appeal del “chiavi in mano”.
Un altro elemento che incide sulla trattativa è la classe energetica. Gli immobili più efficienti, in classe A, perdono in media solo il 5,1% del prezzo richiesto, mentre quelli in classe G arrivano a sfiorare l’8,4%. Un divario che riflette l’attenzione crescente verso i consumi e i costi di gestione, soprattutto in un contesto di maggiore sensibilità ambientale.
Gli sconti più consistenti riguardano però gli immobili acquistati per investimento, dove la capacità negoziale degli acquirenti è più forte: qui il ribasso medio tocca il 10,4%. Anche alcune tipologie specifiche mostrano margini più ampi, come i monolocali (9,5%) e le soluzioni popolari (10%). Ancora più marcati i ribassi per i seminterrati, che arrivano all’11,6%, mentre le abitazioni su più livelli si attestano al 9% e quelle al piano terra all’8,3%. Se però il piano terra dispone di un giardino, lo sconto si riduce sensibilmente, scendendo al 6,8%.
All’estremo opposto si collocano i piani alti e gli ultimi piani, da sempre tra i più richiesti e meno disponibili sul mercato: qui i ribassi restano contenuti, rispettivamente al 7,2% e al 7,1%.
Nonostante le differenze tra tipologie e città, gli esperti ricordano che i prezzi di partenza sono oggi più accurati rispetto al passato. Le valutazioni iniziali vengono infatti calibrate con attenzione, tenendo conto della reale capacità di spesa della zona e delle caratteristiche dell’immobile. Un approccio che contribuisce a ridurre gli scostamenti tra prezzo richiesto e prezzo finale, rendendo il mercato più trasparente e prevedibile.