Nel cuore del Centro Ricerche ENEA di Portici, alle porte di Napoli, è nato un cervello digitale che replica in tutto e per tutto uno dei sistemi di calcolo più potenti d’Italia. Si chiama “gemello digitale” ed è la nuova frontiera dell’innovazione tecnologica applicata all’High Performance Computing (HPC). ENEA ha infatti sviluppato una copia virtuale dell’intera infrastruttura del proprio data center, incluso il supercalcolatore CRESCO, capace di eseguire milioni di miliardi di operazioni al secondo. L’obiettivo? Monitorare in tempo reale la macchina fisica, prevedere anomalie, simulare scenari di guasto e, soprattutto, ridurre drasticamente i consumi energetici.
Il progetto, presentato in conferenze internazionali e pubblicato sulla rivista dell’Association for Computing Machinery, è parte del più ampio programma PNRR “Rome Technopole”. Ma la sua portata va ben oltre i confini accademici: si tratta di un modello che potrebbe rivoluzionare la gestione dei data center, oggi responsabili del 3% del consumo energetico globale, con previsioni che parlano di un balzo fino al 21% entro il 2030.
Il sistema sviluppato da ENEA, in collaborazione con la start-up Trakti, integra quattro tecnologie d’avanguardia: il digital twin, che consente di simulare e ottimizzare in tempo reale parametri come raffreddamento, carichi di lavoro e consumi; la blockchain, per garantire tracciabilità e sicurezza dei dati; i token, che rappresentano le risorse digitali del centro (potenza di calcolo, memoria, energia) e ne permettono una gestione dinamica; e infine gli smart legal contract, contratti digitali registrati su blockchain che regolano automaticamente l’uso delle risorse.
“Il nostro gemello digitale è in grado di prevedere guasti, ottimizzare le risorse e ridurre i consumi, registrando ogni operazione su blockchain per garantire trasparenza e affidabilità”, spiega Marta Chinnici, matematica del Laboratorio ENEA di Infrastrutture per il calcolo scientifico. “Abbiamo già ottenuto un incremento del 40% nella visibilità dei costi legati alle risorse condivise, un risultato che apre la strada a una gestione più consapevole e sostenibile”.
Il supercalcolatore CRESCO è al centro di ricerche cruciali: dalle previsioni sul cambiamento climatico alla simulazione di materiali innovativi, dall’ottimizzazione delle reti elettriche alla fusione nucleare. E ora, grazie al suo alter ego digitale, potrà operare in modo ancora più efficiente, resiliente e rispettoso dell’ambiente.
In un mondo sempre più affamato di potenza di calcolo, la sfida non è solo tecnologica, ma anche ambientale. E il gemello digitale di ENEA potrebbe diventare il modello da seguire per un futuro in cui l’intelligenza artificiale non solo pensa, ma risparmia.