• Home
  • Chi siamo
  • Collegamenti
  • Abbonamento
  • Registrati
  • Accedi
  • Contatti
Quotidiano del Condominio
.
  • Attualità
  • FAQ Coronavirus
  • Giurisprudenza in condominio
    • Dottrina condominiale
    • Leggi e sentenze
  • Condominio
  • Fiscalità condominiale
  • Mercato Immobiliare
  • Quesiti
    • Quesiti fiscali
    • Quesiti legali
  • Risparmio energetico
  • Ristrutturazione
Cerca
  • Attualità
  • Comunicati Stampa
  • Risparmio energetico

Geotermia, il “gigante dormiente” dell’energia: ENEA accende a Roma l’impianto che può cambiare la climatizzazione degli edifici

  • Redazione
  • 16 settembre 2026

Un impianto che pesca energia dal sottosuolo, la combina con una pompa di calore di ultima generazione e promette di rivoluzionare la climatizzazione degli edifici. È il nuovo sistema geotermico realizzato da ENEA presso il Centro Ricerche Casaccia, alle porte di Roma, un laboratorio sperimentale che punta a dimostrare come la geotermia possa diventare una delle colonne portanti della transizione energetica italiana.

L’infrastruttura nasce nell’ambito della Ricerca di Sistema Elettrico promossa dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e sfrutta il calore naturalmente presente nel sottosuolo – una risorsa stabile, continua, non soggetta alle oscillazioni meteorologiche – attraverso quattro pozzi a profondità differenziate, equipaggiati con sonde geotermiche e sensori in fibra ottica per monitorare in tempo reale il comportamento termico del terreno.

«A differenza di altre fonti rinnovabili che dipendono da condizioni meteorologiche variabili, la geotermia garantisce una continuità ideale per una fornitura stabile di energia», spiega Anna Carmela Violante, ricercatrice ENEA del dipartimento TERIN. Una caratteristica che, sottolinea, permette anche di ridurre la dipendenza dalle importazioni di energia e materiali, rendendo il sistema energetico più resiliente alle crisi geopolitiche.

La stabilità della sorgente geotermica è infatti cruciale: «Nei periodi di riscaldamento o raffrescamento, la costanza termica del pozzo di calore è fondamentale per garantire efficienze elevate delle pompe di calore», aggiunge Raniero Trinchieri, ricercatore ENEA-TERIN.

Un potenziale enorme, ma quasi fermo da dieci anni
L’Italia è storicamente una potenza geotermica: ottavo Paese al mondo per capacità geotermoelettrica installata (circa 916 MW) e con una produzione annua di 5,7 TWh, concentrata soprattutto in Toscana. Anche negli usi diretti del calore – riscaldamento civile, termalismo, agricoltura – il Paese è tra i leader europei, con una capacità stimata di 1.316 MW termici.

Eppure, nonostante questi numeri, la crescita del settore è rimasta quasi stagnante nell’ultimo decennio. «La geotermia è considerata da molti un gigante dormiente, specialmente in Italia, dove abbiamo il maggiore potenziale dell’Europa continentale», osserva Simona De Iuliis, responsabile della Sezione supporto strategico ENEA-TERIN.

Il dato che colpisce è questo: sfruttando appena il 2% del potenziale geotermico disponibile nei primi 5 km di profondità, l’Italia potrebbe coprire fino al 10% della produzione elettrica prevista per il 2050 e circa il 25% dei consumi termici finali.

Secondo le stime ENEA, le risorse geotermiche disponibili nel Paese potrebbero coprire oltre quattro volte il fabbisogno energetico nazionale in termini di elettricità e calore, riducendo del 40% i consumi di gas naturale. (Dati riportati nel comunicato ENEA e ripresi dalle agenzie stampa).

Le sfide: autorizzazioni, investimenti, mappatura del potenziale
Per trasformare questo “gigante dormiente” in una leva reale della transizione energetica, servono politiche mirate. «Occorre superare le sfide tecniche e finanziarie che ancora limitano la diffusione su larga scala e creare meccanismi di incentivazione che riducano il rischio tecnologico», afferma Giulia Monteleone, direttrice del dipartimento ENEA-TERIN.
Tra le priorità indicate da ENEA:
• semplificazione delle procedure autorizzative, oggi spesso lunghe e frammentate;
• mappatura del potenziale geotermico nazionale;
• individuazione delle aree idonee allo sviluppo di impianti;
• integrazione con altre tecnologie rinnovabili, come il solare termico.

Il prossimo passo: un sistema ibrido geotermia–solare
Il nuovo impianto della Casaccia è solo l’inizio. ENEA sta già lavorando alla realizzazione di un sistema sperimentale ibrido che combinerà geotermia a bassa entalpia e solare termico, con l’obiettivo di studiare l’accumulo di calore in terreni impermeabili – soprattutto argillosi – a profondità superiori ai 100 metri.
Un tassello ulteriore verso un modello energetico che non guarda solo alla produzione, ma alla gestione intelligente del calore, alla resilienza dei sistemi e alla riduzione dei consumi.

Perché questo impianto riguarda anche i condomìni
La climatizzazione degli edifici è uno dei capitoli più energivori del settore civile. Sistemi geotermici come quello della Casaccia – se opportunamente scalati e incentivati – possono diventare una soluzione concreta per:
• ridurre i consumi energetici dei condomìni;
• abbattere le bollette;
• aumentare l’efficienza degli impianti di riscaldamento e raffrescamento;
• contribuire alla decarbonizzazione del patrimonio edilizio.
In un Paese dove oltre il 70% degli edifici è stato costruito prima del 1980, la geotermia potrebbe diventare una delle tecnologie chiave per la riqualificazione energetica profonda.

Tags
  • Enea
  • geotermia
  • Condividi questo articolo
  • twitter
  • facebook
  • google+
  • email
  • rss
Meno intermediari, più possibilità: Armony Floor porta il parquet vicino a chi lo sceglie
Occupazioni abusive negli alloggi ERP: quadro normativo, orientamenti della Cassazione e ricadute operative

Related Posts

  • Attualità
  • Comunicati Stampa
  • Risparmio energetico
  • Redazione
  • Set 16, 2026
Transizione energetica in stallo: l’Europa rallenta mentre aumentano costi e divari
  • Attualità
  • Comunicati Stampa
  • Risparmio energetico
  • Redazione
  • Set 16, 2026
Pompe di calore geotermiche: costi, ostacoli e nuove prospettive
  • Attualità
  • Comunicati Stampa
  • Risparmio energetico
  • Redazione
  • Set 16, 2026
ENEA crea il gemello digitale del supercalcolatore: così l’HPC diventa più verde e intelligente

Lascia un commento Annulla risposta

Devi essere connesso per inviare un commento.

Servizio riservato
agli abbonati alla rivista
“Italia Casa e Condominio”

Clicca qui per accedere all’ultima edizione

Ultimi articoli
  • Occupazioni abusive negli alloggi ERP: quadro normativo, orientamenti della Cassazione e ricadute operative 16 settembre 2026
  • Geotermia, il “gigante dormiente” dell’energia: ENEA accende a Roma l’impianto che può cambiare la climatizzazione degli edifici 16 settembre 2026
  • Meno intermediari, più possibilità: Armony Floor porta il parquet vicino a chi lo sceglie 15 settembre 2026
Quotidiano del Condominio

Quotidiano del condominio

  • Homepage
  • Chi siamo
  • Registrati
  • Abbonamento
  • Accedi
  • Contatti
Privacy Policy Cookie Policy
Dalla A alla Zeta Srl – Piazza Martiri della Libertà 3/5 – 10098 Rivoli (TO) | Per informazioni Tel. 333-6278929 – E-Mail: italiacasacondominio@libero.it | P. IVA 12640180019 - Cod. fiscale Registro Imprese 12640180019 - N. REA TO-1305154 - Capitale sociale € 2.000,00 i.v.
Intersezione realizzazione siti web Modena