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Riscaldamenti verso lo stop: quando si spegneranno i termosifoni nel 2026

  • Redazione
  • 13 marzo 2026

Con l’arrivo della primavera, puntuale come ogni anno, torna la domanda che milioni di famiglie si pongono: quando si spegne il riscaldamento. Nel 2026 il calendario non riserva sorprese, ma conoscere le scadenze è fondamentale per evitare sprechi, rispettare le regole comunali e gestire al meglio i consumi domestici. Le date, infatti, non sono uguali per tutti: dipendono dalla zona climatica in cui si vive, un sistema nazionale che divide l’Italia in sei fasce, dalla A alla F, in base ai “gradi-giorno”, l’indice che misura quanto freddo fa in un territorio durante l’anno.

Nelle aree più miti, come le isole e il Sud costiero, i termosifoni si spengono già a metà marzo. A Lampedusa, Porto Empedocle e in diversi comuni della Sicilia meridionale, lo stop è fissato al 15 marzo 2026. Poco dopo, il 31 marzo, tocca alle città della zona B, come Palermo, Reggio Calabria, Crotone e Agrigento, e alla zona C, che comprende centri come Napoli, Bari, Cagliari, Lecce e Salerno.

Il cuore della Penisola entra in scena a metà aprile. Roma, Firenze, Genova, Ancona, Viterbo e Pescara – tutte in zona D – dovranno chiudere le valvole entro il 15 aprile, anche se non mancano eccezioni: la Capitale, ad esempio, ha anticipato lo spegnimento al 7 aprile 2026. Stessa scadenza per la zona E, che abbraccia gran parte del Centro-Nord, da Milano a Torino, da Bologna a Verona, passando per Padova, Bergamo, Bolzano, Parma, Venezia, Perugia e L’Aquila.

Poi ci sono i territori dove il freddo non concede tregua. Le zone F – Trento, Cuneo, Belluno e le aree alpine – non hanno limiti: qui il riscaldamento può essere acceso e spento liberamente, senza vincoli di calendario.

Il sistema delle zone climatiche nasce proprio per bilanciare comfort e risparmio energetico, adattando i periodi di accensione alle reali esigenze del territorio. Le fasce A e B coprono le aree più miti del Sud, le C e D quelle dal clima temperato, mentre la E raccoglie la maggior parte delle città del Nord e del Centro. La F, infine, è riservata ai comuni montani più freddi.

Per chi vive in un condominio con impianto centralizzato, la data di spegnimento segue il calendario della zona climatica, ma la decisione finale spetta all’amministratore o all’assemblea. In genere si rispettano le scadenze di legge, salvo ondate di freddo che possono giustificare una proroga. Gli orari giornalieri di accensione possono essere modulati, purché restino entro i limiti previsti. Nei condomìni con contabilizzazione del calore, ogni inquilino può regolare i propri consumi, ma non anticipare la chiusura dell’impianto comune.

Chi invece dispone di un riscaldamento autonomo ha maggiore libertà: può spegnere quando preferisce, pur restando entro il periodo generale di accensione stabilito dalla normativa.

In un Paese che attraversa climi diversissimi nel giro di poche centinaia di chilometri, il calendario dello spegnimento dei termosifoni è un piccolo ma significativo rito collettivo. Un passaggio che segna l’arrivo della bella stagione e ricorda quanto sia importante gestire l’energia con attenzione, senza rinunciare al comfort.

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  • condominio
  • riscaldamento
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