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Ristrutturare la ristrutturazione: dalla gestione dei lavori al benessere abitativo

  • Redazione
  • 21 maggio 2026

Il patrimonio immobiliare italiano è tra i più datati d’Europa. Oggi circa il 70% delle abitazioni si colloca ancora nelle classi energetiche più basse, F o G, mentre meno del 15% rientra nelle categorie più efficienti. Questo dato spiega bene perché nei prossimi anni la grande trasformazione del mercato immobiliare passerà soprattutto dalla riqualificazione delle case esistenti.

Negli ultimi anni gli incentivi fiscali hanno accelerato questo processo. Tra Ecobonus e Superbonus sono stati realizzati oltre un milione di interventi di efficientamento energetico, contribuendo a diffondere una maggiore consapevolezza sul valore della riqualificazione del patrimonio edilizio. Oggi però, con la fine dei maxi-incentivi pubblici il mercato delle ristrutturazioni sta entrando in una nuova fase.

Secondo i dati dell’Osservatorio di Findomestic, il 40% delle famiglie italiane prevede di avviare lavori nella propria abitazione entro il 2029. Più della metà degli interventi programmati riguarda il miglioramento dell’efficienza energetica e tra i lavori più diffusi figurano la sostituzione degli infissi, nuovi impianti di climatizzazione e opere sull’involucro degli edifici, come cappotti termici o rifacimento delle coperture. Accanto a queste operazioni più strutturali restano molto frequenti anche lavori più tradizionali, dalla tinteggiatura degli ambienti alla ristrutturazione del bagno o di singole stanze. Ma se la domanda di ristrutturazioni cresce, resta ancora irrisolto un nodo strutturale: il modo in cui questi lavori vengono gestiti.

Chi ha affrontato una ristrutturazione lo sa bene. Preventivi che cambiano nel corso del cantiere, tempi che si allungano, responsabilità distribuite tra diversi interlocutori. Più che episodi isolati, si tratta spesso della conseguenza di un settore storicamente frammentato, in cui il processo di ristrutturazione è rimasto a lungo privo di standard organizzativi chiari. Per questo oggi il tema centrale non è soltanto ristrutturare le case, piuttosto ristrutturare il modo stesso in cui ristrutturiamo.

Da una parte i consumatori chiedono maggiore prevedibilità: tempi certi, costi chiari e progettisti, imprese e fornitori affidabili. Dall’altra sta cambiando anche il modo in cui ci si relaziona alla casa. Non è più soltanto un bene patrimoniale o un insieme di impianti da aggiornare, ma uno spazio che incide direttamente sulla qualità della vita quotidiana.

Illuminazione naturale, distribuzione degli ambienti, materiali e rapporto tra spazi interni ed esterni stanno diventando elementi sempre più centrali nei progetti di ristrutturazione. In altre parole, non cambia solo il modo in cui si gestiscono i lavori, ma anche il modo in cui si concepisce l’abitare.

Negli ultimi anni questo cambiamento ha iniziato a introdurre anche un nuovo concetto nel dibattito sul futuro delle case: il benessere abitativo. Gran parte del patrimonio residenziale italiano è stato costruito prima degli anni Novanta: secondo l’ISTAT, circa il 73% degli edifici abitativi risale a un’epoca in cui i criteri progettuali erano profondamente diversi da quelli attuali. Le abitazioni devono oggi rispondere a esigenze nuove: più tempo trascorso in casa, modalità di lavoro cambiate e modelli familiari in continua evoluzione. In questo contesto cresce l’attenzione verso la qualità degli spazi domestici. La casa non è più soltanto un contenitore funzionale o un bene patrimoniale, ma l’ambiente in cui le persone trascorrono la maggior parte del proprio tempo, uno spazio che contribuisce in modo diretto al comfort e al benessere quotidiano.

È proprio dall’incontro tra queste due esigenze – qualità dell’abitare e maggiore affidabilità del processo – che stanno emergendo nuovi modelli nel settore delle ristrutturazioni. Il nostro progetto Casâbito nasce in questa direzione per rispondere a un’esigenza concreta del mercato: integrare una gestione realmente strutturata del processo di ristrutturazione con un approccio progettuale orientato al benessere abitativo. L’idea è di Italsoft. Dalla collaborazione con Apple negli anni ’80 fino alla gestione di oltre 1 miliardo di euro di interventi, il gruppo oggi ha un ecosistema di 10 società e 2 partecipate e allo storico oltre 6.000 cantieri e condomìni che ha efficientato in tutta Italia, 73 milioni i kWh risparmiati e oltre 16.000 tonnellate di CO₂ evitate tra il 2020 e il 2025 grazie a interventi di riqualificazione.

Il modello Casâbito combina la governance dei lavori – tempi e costi realmente certi perché contrattualizzati e responsabilità centralizzata su un unico interlocutore – con un metodo progettuale innovativo che si ispira ai principi della psicologia dell’abitare, disciplina che studia come progettare e realizzare abitazioni capaci di influenzare positivamente il rapporto tra le persone e gli spazi domestici. Il progetto prende avvio da business plan con un investimento di 14,5 milioni di euro, destinato principalmente allo sviluppo del sistema tecnologico per la governance dell’intero processo, al potenziamento dei sistemi di qualità, all’espansione della rete di store, all’evoluzione del metodo e al supporto delle attività di comunicazione del marchio.

Tutto il processo – dall’analisi del progetto fino all’esecuzione – è stato codificato all’interno di un metodo ideato da Casâbito che parte con un’intervista psico-abitativa approfondita e strutturata ai committenti, pensata per comprendere non solo cosa vogliono cambiare nell’abitazione, ma soprattutto come desiderano vivere quegli spazi. Abitudini quotidiane, esigenze della famiglia, momenti della giornata, sensazioni, emozioni e modalità di utilizzo degli ambienti diventano così elementi progettuali concreti.

L’obiettivo non è soltanto ristrutturare un immobile dal punto di vista tecnico, ma progettare case che possano contribuire al benessere abitativo, che rispondano davvero alle esigenze di chi le abita attraverso un modello sviluppato tramite una rete di store distribuita su territorio nazionale. I primi store sono già stati inaugurati a Pescara e Torino e rappresentano il primo passo di un progetto che punta a portare nel mercato italiano delle ristrutturazioni un approccio strutturato e certo, capace di integrare affidabilità, qualità progettuale e benessere abitativo.

A cura di Andrea Piva, AD Casâbito

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  • Andrea Piva
  • Casâbito
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