Rogo in appartamento
Si sfiora la tragedia
Se l’è cavata con qualche ustione sul corpo e tanto spavento. Una donna di 49 anni in provincia di Palermo è stata tratta in salvo dai vigili del fuoco insieme alla figlia di 28 e al nipote di appena un anno, dopo che nella sua abitazione si era sviluppato un incendio. Coinvolti nelle operazioni di spegnimento anche una ventina di appartamenti adiacenti alla casa della donna, che sono stati sgomberati per precauzione.
Si risveglia dal coma
bimbo caduto in garage
Ha riaperto gli occhi e ha riconosciuto i famigliari. Dopo un mese di coma si è risvegliato il bimbo di 4 anni che lo scorso maggio era precipitato da una grata di un parcheggio coperto in provincia di L’Aquila, mentre stava giocando sotto gli occhi della madre. Trasportato in un primo momento all’ospedale di Pescara, era stato trasferito in elisoccorso al Bambin Gesù di Roma.
Esplode bombola di gas
Una donna rimane ferita
Una donna è rimasta gravemente ustionata a causa dello scoppio di una bombola di metano nella sua abitazione in provincia di Cosenza. Lievemente feriti anche il marito e il figlio, presenti in casa durante la deflagrazione. Dal sopralluogo dei vigili del fuoco sono emersi ingenti danni alla parete frontale dell’abitazione e al tetto. In seguito alle ferite riportate su tutto il corpo, la donna è stata trasportata al centro grandi ustionati di Bari.
Picchia la moglie incinta
Arrestato un 24enne
Un giovane di 24 anni è stato arrestato dagli agenti del nucleo Prevenzione Generale di Napoli con l’accusa di aggressione aggravata nei confronti della moglie, all’ottavo mese di gravidanza. Durante un giro di pattuglia, i poliziotti avevano notato una donna incinta chiedere aiuto per la strada e si erano fermati. Una volta soccorsa è cominciata la ricerca del marito che poco prima l’aveva malmenata, minacciando di morte anche la prima figlia, di appena due anni. La caccia all’uomo si è conclusa in serata quando il 24enne è stato rintracciato nell’appartamento di un parente in provincia di Salerno.
Abitazione svaligiata
Bottino da 40 mila euro
I ladri sono entrati in azione approfittando dell’assenza del padrone di casa – un imprenditore friulano fuori per il week end – portando via oggetti in oro e gioielli per un valore complessivo di 40 mila euro. A dare l’allarme, al rientro, è stato lo stesso imprenditore, dopo aver notato l’infisso della porta del suo appartamento perforato, sembra da un piccolo trapano. Sulla vicenda stanno indagando i carabinieri del nucleo di Udine.
[A cura di: avv. Enrico Morello – resp. centro studi AGIAI]
Per quanto riguarda le cose comuni, che si tratti di maggior utilizzo da parte di un condomino o di innovazione, il criterio è sempre quello di rispettare il pari diritto degli altri condòmini a utilizzarle a propria volta nonché di salvaguardare il decoro architettonico e la stabilità dell’innovazione.
Il caso: intervenendo in merito a diverse questioni riguardanti i rapporti fra un condomino ed il condominio di appartenenza, la Corte di Cassazione ha avuto modo di ribadire, nel “correggere” le sentenze emesse da Tribunale e Corte di Appello, i seguenti condivisibili principi di diritto (e prima ancora di buon senso):
AMPLIAMENTO
Ogni condomino può ampliare una preesistente apertura sul muro condominiale purché non venga alterata la destinazione del muro stesso e non venga impedito agli altri condòmini di farne parimenti uso.
La prima questione sottoposta al vaglio della Corte riguardava un ampliamento della apertura che permette alla condomina di attraversare il muro condominiale per accedere alla propria parte esclusiva di immobile: ampliamento (ovviamente) ritenuto lecito dalla condomina che lo aveva praticato, e (altrettanto ovviamente) ritenuta nefasta dal condominio in quanto ne risultava “ alterato il decoro architettonico e reso impossibile il pari uso agli altri condòmini.
La Suprema Corte, intervenendo sul punto, dava ragione alla condomina osservando come l’errore del giudice di secondo grado fosse stato quello di ritenere tale opera semplicemente illegittima in quanto, trattandosi di innovazione, “non era stata sottoposta a delibera condominiale per l’approvazione”.
Il giudice di Appello, viceversa, osserva opportunamente la Corte di Cassazione, avrebbe dovuto limitarsi ad accertare se l’opera in questione (che trattandosi semplicemente di un “uso più intenso di una cosa comune” e non di innovazione non necessitava di alcuna decisione assembleare) ledeva o meno in qualche modo i diritti degli altri condòmini.
La distinzione, in effetti piuttosto evidente, in altre parole è fra utilizzo di una cosa comune in modo da trarne un maggior vantaggio da parte di un singolo condomino, e la modifica stessa della destinazione della parte comune: nel primo caso andranno rispettati i presupposti già detti in precedenza (e cioè il pari diritto degli altri condòmini), mentre nel secondo sarà l’assemblea a doversi pronunciare.
Quale ulteriore (forse persino superflua a questo punto) specificazione, la Corte Suprema ricorda anche alcune sue precedenti decisioni, con le quali si era ritenuto che non dovessero essere sottoposte al vaglio dell’assemblea decisioni inerenti: la trasformazione da parte di un condomino di luci in vedute su un cortile comune; il taglio parziale del tetto per ricavarne un terrazzo; l’apertura nell’androne condominiale di un nuovo ingresso a favore dell’immobile di un condominio.
In tutti questi casi, si ripete, il limite da rispettare è quello del diritto degli altri condòmini a farne parimenti uso, e non quello previsto per la validità delle delibere assembleari in materia di innovazioni.
IL DECORO
Collegamento fra la previsione dell’art. 1120 cod. civ. relativo alle innovazioni e l’art. 1102 relativo all’utilizzo da parte del singolo delle parti comuni: la lesione del decoro architettonico.
La Corte, infine, dedica una ultima (utile) annotazione ad un punto di contatto esistente fra le due norme citate del codice civile: che seppure riferite a fattispecie diverse, comporta che il principio espresso dall’art. 1120 relativo al divieto di innovazioni illecite (o perché ledono il decoro architettonico del fabbricato, o perché addirittura ne mettono a repentaglio la sua stessa stabilità) trovi applicazione anche nelle fattispecie inerenti all’articolo 1102.
In altre parole, è del tutto ovvio che non è che quello che non si può fare con le innovazioni (tipo per utilizzare un esempio assurdo deliberare di togliere tutti i muri maestri a rischio di far crollare il palazzo) possa essere consentito al singolo condomino che voglia trarre un migliore utilizzo della cosa comune.
Quale conclusione di questa premessa, la Corte di Cassazione ha pertanto concluso che i giudici di merito hanno errato nel non accertare se di fatto l’opera (famoso ampliamento della apertura sul muro condominiale) posta in essere dalla condomina fosse o meno opera tale da mettere a repentaglio la sicurezza del fabbricato o comunque da alterarne il decoro architettonico.
Da qui la decisione della Suprema Corte di rinviare la causa (ritenuta evidentemente e per i motivi detti non sufficientemente istruita) ad altro giudice, al quale viene espressamente dato mandato di attenersi al seguente principio di diritto: ogni condomino, nel caso in cui il cortile esclusivo o comune sia munito di recinzione confinante con area pubblica o altra area dello stesso condominio, può apportare a tale recinzione, se di proprietà condominiale, senza bisogno del consenso degli altri partecipanti alla comunione, tutte le modifiche che gli consentono di trarre dal bene comune una particolare utilità aggiuntiva rispetto a quella goduta dagli altri condòmini e, quindi, procedere anche all’apertura o all’ampliamento di un varco di accesso al cortile condominiale o alla sua proprietà esclusiva, purché tale varco non alteri la destinazione del muro e delle altre cose comuni, non comprometta il diritto al pari uso e non arrechi pregiudizio alla stabilità, alla sicurezza e decoro architettonico del fabbricato.
“Rent to buy, titolo esecutivo per il rilascio dell’immobile ed effettività della tutela giurisdizionale”. Questo il titolo dello studio n. 283-2015/C Approvato lo scorso 28 maggio dal Consiglio Nazionale del Notariato.
Nella relazione, l’autore analizza la nuova disciplina, introdotta dal legislatore del 2014, dei “contratti di godimento in funzione della successiva alienazione di immobili” (cd. rent to buy) sotto il profilo della effettività della tutela giurisdizionale e con particolare riferimento ad una delle maggiori criticità della stessa – cui sono legate le sorti stesse del nuovo istituto – che attiene alla restituzione dell’immobile in ipotesi di inadempimento del conduttore.
In tale prospettiva, una volta esclusa la possibilità di ricorrere alla tutela sommaria (e segnatamente al procedimento di convalida di sfratto), l’autore si sofferma diffusamente sulla disciplina del titolo esecutivo e, più in particolare, sui requisiti che il diritto ivi consacrato deve possedere (certezza, liquidità ed esigibilità).
All’esito di questa indagine, l’autore conclude nel senso di ritenere che, in ipotesi di inadempimento del conduttore, se il contratto di rent to buy ha la forma dell’atto pubblico e contiene una clausola risolutiva espressa, nel nostro sistema processuale esiste la possibilità per il proprietario/concedente dell’immobile di agire legittimamente in sede esecutiva per ottenere il rilascio dell’immobile sulla base di un titolo esecutivo stragiudiziale (se del caso, movendosi in una prospettiva di estremo rigore, ricorrendo anche ad un successivo atto pubblico, complementare rispetto al primo, contenente la dichiarazione del proprietario/concedente dell’immobile di volersi avvalere della clausola risolutiva espressa – cd. titolo esecutivo complesso) e, dunque, senza passare per un preventivo accertamento giurisdizionale (sia esso a cognizione piena o sommaria) del suo diritto.
In senso analogo, l’autore dello studio conclude anche con riferimento all’atto pubblico di rent to buy quale titolo esecutivo per il rilascio dell’immobile alla scadenza del contratto.
La versione completa dello studio del Notariato può essere consultata cliccando qui.
Picchia la ex e prova
a lanciarla dal balcone
Un uomo di 38 anni ha tentato di buttare giù dal balcone l’ex convivente, dopo averla picchiata. È accaduto in uno stabile di Reggio Calabria e la terribile sequenza ha visto come spettatore unico il figlio minorenne della coppia. Grazie all’intervento repentino dei carabinieri, si è evitata la tragedia. L’uomo è stato arrestato con l’accusa di tentato omicidio; il 38 enne già in passato era stato protagonista di altri episodi di violenza domestica e gli era stato notificato un provvedimento di divieto di avvicinamento alla convivente.
Rapina notturna in casa
Donna resta sotto choc
Un risveglio traumatico nel cuore della notte in un appartamento in provincia di Pescara, dove una donna, aprendo gli occhi, si è trovata davanti tre rapinatori dal volto coperto che, dopo averla minacciata per farle aprire la cassaforte, sono riusciti a fuggire con oggetti in oro per un valore dichiarato di circa 18mila euro. Dopo la rapina, la donna è stata portata in ospedale, a Pescara, in stato di choc. Secondo la ricostruzione degli investigatori, i malviventi, disarmati, sono entrati nell’abitazione, una villetta nell’entroterra a Sud di Silvi, forzando una finestra.
Ladri barricati in casa
con mobili dietro la porta
A Napoli, un uomo di 47 anni e suo figlio di 25, dopo aver messo a segno una rapina, si sono barricati in casa, mettendo mobili e suppellettili dietro la porta per impedire alla polizia di entrare. Quando l’irruzione è riuscita, anche grazie all’intervento dei vigili del fuoco, i due malviventi hanno aggredito le forze dell’ordine ferendone due agenti in maniera lieve. I due sono quindi stati arrestati con l’accusa di resistenza e lezioni a pubblico ufficiale, oltre che per rapina.
Perquisizione per droga
Lui si getta dal balcone
Un uomo di 47 anni si è buttato giù dalla finestra, perdendo così la vita, a seguito di una perquisizione avvenuta nel suo appartamento di Bologna. Gli agenti stavano indagando su un caso di droga, e pare che l’uomo, prima di lanciarsi nel vuoto, abbia gettato via ovuli di cocaina per 16 grammi. Da quanto si apprende, due dei poliziotti avrebbero monitorato lo spacciatore nordafricano, mentre il terzo avrebbe controllato i due coinquilini, italiani, sentiti dagli inquirenti.
Truffava anziani in casa
con “acqua al mercurio”
Si faceva aprire le porte di casa degli anziani soli e parlando di “acqua al mercurio” li raggirava e derubava. Con questa pratica, per almeno cinque volte, era riuscito nei suoi intenti, intascando un bottino di oltre centomila euro fra contanti e gioielli. Alla fine, però, la polizia di Ferrara lo ha arrestato: si tratta di un giovane di 28 anni, originario di Chivasso (in provincia di Torino), già conosciuto alle forze dell’ordine. L’uomo è adesso ai domiciliari.
Notte di alcool: ubriaco
precipita dalla grondaia
A Lignano Sabbiadoro, in provincia di Udine, un giovane austriaco è caduto al suolo da un’altezza di circa tre metri cercando di rientrare nella propria stanza arrampicandosi sulla grondaia. All’alba del giorno prima, stessa scena. Protagonista, questa volta, un giovane inglese, il quale aveva tentato lo stesso pericoloso percorso, cadendo però dal terzo piano. Gli operatori del 118 sono stati costretti a un superlavoro notturno, con una ventina di interventi di soccorso per altrettanti giovani in coma etilico.
Si introduce in una casa
armato con un fucile
Violenta rapina in alloggio in provincia di Vibo Valentia, dove un uomo ha fatto irruzione nell’abitazione di una donna di 50 anni rompendo il vetro della sua finestra e, minacciandola con un fucile, la ha derubata, portandole via la borsa con circa 100 euro e i documenti personali. Quindi, il rapinatore si è precipitato in strada, dove c’era ad attenderlo in auto un complice, con il quale è riuscito a scappare facendo perdere le proprie tracce.
Aggredisce la madre,
lei chiama la polizia
Sferra alla madre un pugno dopo che questa gli aveva detto che sarebbe andata a dormire sul divano in quanto non riusciva a prendere sonno. È accaduto nel cuore della notte, a Milano. Autore dell’aggressione, un uomo di 38 anni con precedenti per droga. Questa volta, però, la mamma (una pensionata di 70 anni) ha deciso di dire basta. Così, stanca di subire le ripetute angherie del figlio, ha raccontato tutto alla polizia, che ha arrestato il giovane.
Incidente in casa: bimba
ustionata con l’acqua
Ancora un drammatico incidente tra le mura domestiche e ancora una volta la vittima è un bambino. Teatro della disgrazia, un appartamento di Savona, dove una bambina di due anni si è rovesciata accidentalmente dell’acqua bollente addosso, spostando una pentola dai fornelli. Immediato l’intervento dei soccorritori del 118, che dopo aver prestato le prime cure alla piccola, la hanno trasportata d’urgenza all’ospedale di Savona, dal quale la bambina è stata trasferita in elicottero al Gaslini di Genova.
Anziana sparita: trovata
senza vita in soggiorno
Ha chiamato la sua vicina di casa per una decina di giorni, senza ricevere alcuna risposta. Così, preoccupata, si è rivolta alla polizia. Quando le forze dell’ordine, con l’ausilio dei vigili del fuoco, sono entrati nell’appartamento della donna – un’anziana di 80 anni, residente in centro a Bologna – hanno fatto la triste scoperta: la hanno trovata accasciata sul pavimento del suo soggiorno senza vita. Probabilmente era deceduta da alcuni giorni, per cause naturali. Nella casa, infatti, non sono stati trovati segni di effrazione.
Esplosione in un alloggio
ferita donna di 84 anni
In un paesino della Liguria, una donna di 84 anni è rimasta ferita da una esplosione causata da una fuoriuscita di gas dalla cucina del suo alloggio. L’anziana ha riportato ustioni alle gambe. Si sono rilevati danni anche alla casa, ma l’alloggio è risultato abitabile. Dai primi accertamenti su quanto avvenuto, pare che la pensionata avesse lasciato aperto il gas, che avrebbe poi saturato l’ambiente: una stufa elettrica accesa avrebbe quindi causato l’esplosione.
I versamenti sia dell’Imu sia della Tasi si effettuano in due rate, che scadono la prima martedì 16 giugno e la seconda mercoledì 16 dicembre. Il versamento della prima rata (50%) va eseguito sulla base delle aliquote e delle detrazioni valide per il 2014; il versamento della rata a saldo dell’imposta dovuta per l’intero anno va eseguito, a conguaglio, sulla base delle delibere comunali pubblicate sul sito www.finanze.it alla data del 28 ottobre 2015.
A tal fine, il Comune deve effettuare l’invio delle delibere anzidette entro il 21 ottobre. In caso di mancata pubblicazione entro il 28 ottobre, si applicano aliquote e detrazioni valide per il 2014. È comunque consentito il pagamento dell’Imu e della Tasi in unica soluzione entro il 16 giugno (naturalmente, nel caso in cui a tale data sia già disponibile la delibera valida per il 2015).
Quanto si paga
IMU
Base imponibile
Rendita catastale, rivalutata del 5% e moltiplicata per:
* 160 per abitazioni, magazzini, autorimesse;
* 140 per laboratori e locali senza fine di lucro;
* 80 per uffici, banche, assicurazioni;
* 65 per opifici, alberghi;
55 per negozi e botteghe.
La base imponibile è ridotta del 50% per:
– fabbricati di interesse storico o artistico;
– fabbricati dichiarati inagibili o inabitabili e di fatto non utilizzati.
Le aliquote
Aliquota di base del 7,6 per mille, che i Comuni possono:
* aumentare fino al 10,6 per mille;
* diminuire sino al 4,6 per mille.
Per abitazione principale e relative pertinenze (categorie A/1, A/8 e A/9), l’aliquota è del 4 per mille, che i Comuni possono:
* aumentare fino al 6 per mille;
* diminuire fino al 2 per mille
È inoltre prevista una detrazione di 200 euro, che i Comuni possono aumentare fino a concorrenza dell’imposta dovuta.
In caso di immobili locati, c’è la possibilità di ridurre l’aliquota al 4 per mille.
TASI
Base imponibile
Rendita catastale, rivalutata del 5% e moltiplicata per:
* 160 per abitazioni, magazzini, autorimesse;
* 140 per laboratori e locali senza fine di lucro;
* 80 per uffici, banche, assicurazioni;
* 65 per opifici, alberghi;
* 55 per negozi e botteghe.
La base imponibile è ridotta del 50% per:
– fabbricati di interesse storico o artistico;
– fabbricati dichiarati inagibili o inabitabili e di fatto non utilizzati.
Aliquote
Aliquota di base dell’1 per mille, che i Comuni possono ridurre fino all’azzeramento. I Comuni possono differenziare le aliquote per categorie di immobili (es. abitazione principale).
Per il 2015 (con proroga del regime fissato per il 2014), l’aliquota massima non può superare il 2,5 per mille, ma i Comuni possono arrivare sino al 3,3 per mille (+ 0,8 per mille) a condizione che con tale aumento siano finanziate detrazioni per le abitazioni principali. L’occupante (es. inquilino) versa la Tasi nella misura, stabilita dal Comune, compresa fra il 10 e il 30% dell’ammontare complessivo (in assenza di decisione comunale sul punto, la percentuale è fissata al 10%).
LA SOMMA
La somma delle aliquote della TASI e dell’IMU per ciascuna tipologia di immobile non può essere superiore all’aliquota massima consentita dalla legge statale per l’IMU al 31 dicembre 2013, fissata al 10,6 per mille, e ad altre minori aliquote, in relazione alle diverse tipologie di immobile.
Per il 2015 (con proroga del regime fissato per il 2014), il limite del 10,6 per mille può essere superato dello 0,8 per mille (arrivando così all’11,4 per mille) alle condizioni di cui sopra.