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CASA: SECONDO I DATI EUROSTAT IL MATTONE ITALIANO NON PUÒ (ANCORA) CANTAR VITTORIA

  • Redazione
  • 12 maggio 2015

Il – seppur già moderato – trionfalismo con il quale in molti stanno accogliendo i piccoli segnali di ripresa dell’immobiliare nostrano, andrebbe ulteriormente stemperato parametrando i dati italiani con quelli del resto del Vecchio Continente. Come rimarca il portale Immobiliare.it, infatti, se ripresa e fiducia sembrano, almeno apparentemente, aver rimpiazzato la negatività della crisi economica, le conferme che arrivano dall’Eurozona sono più positive per altri Paesi che non per l’Italia. 

Lo dimostra, tra gli altri, lo Hpi, ossia l’House Price Index diffuso dall’Eurostat. Si tratta di un indice che tiene monitorati i prezzi degli immobili residenziali acquistati dalle famiglie europee, sia che si tratti di nuovo che di vecchio, in maniera che l’Unione Europea possa riuscire ad avere un quadro sempre aggiornato e chiaro su quello che generalmente è lo specchio dell’economia in generale, vale a dire il mercato immobiliare residenziale.

Secondo quanto specifica Immobiliare.it, quando in una nazione i cittadini godono di condizioni economiche buone e soddisfacenti, allora il mercato immobiliare è attivo: quanto, cioè, sta accadendo in tutta l’Eurozona, eccezion fatta per Italia e Francia. Stando all’Hpi, infatti, i prezzi, nell’ultimo trimestre del 2014, sono saliti dell’1,1% rispetto allo stesso periodo del 2013; guardando all’intera Unione Europea, poi, quindi estendendo l’analisi anche ai Paesi che non hanno adottato l’euro, la percentuale di crescita sale al 2,6%. I Paesi che hanno visto crescere maggiormente i prezzi degli immobili residenziali sono stati l’Irlanda, con un +16,3%, Malta, dove l’aumento è stato dell’11%, e la Svezia (+10,4%). Seguono, con un balzo dei prezzi che si attesta intorno al 10%, anche l’Estonia e il Regno Unito. Nell’Eurozona, però, ci sono due Paesi in sofferenza: non a caso il primo fra questi è proprio l’Italia, che ha perso il 2,9%, seguita dalla Francia che si è fermata al -2%.

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