Ultima chiamata per i contribuenti in ritardo con la dichiarazione IMU. Entro lunedì 29 settembre sarà ancora possibile sanare le omissioni relative al 2024 beneficiando del ravvedimento operoso, che consente una riduzione significativa delle sanzioni. Ma dopo questa data, il conto sarà più salato.
La novità normativa: addio sconti oltre i 90 giorni
Il decreto Sanzioni (DL 87/2024) ha modificato l’articolo 13 del DLgs 472/1997, introducendo una stretta sui tempi per il ravvedimento. Per le violazioni commesse dal 1° settembre 2024, lo “sconto” sulla sanzione sarà valido solo se la dichiarazione viene presentata entro 90 giorni dalla scadenza originaria. Superato questo termine, la sanzione sarà piena.
Scadenza cruciale: il 29 settembre
Poiché il termine dei 90 giorni dal 30 giugno cade di domenica, la scadenza slitta a lunedì 29 settembre. Dopo questa data, la dichiarazione sarà ancora valida, ma il contribuente dovrà pagare l’intera sanzione, archiviando la precedente interpretazione più flessibile che permetteva il ravvedimento fino all’accertamento.
Dichiarazione valida, ma più costosa
La nuova norma non invalida le dichiarazioni presentate in ritardo. Nei tributi locali, infatti, non esiste una distinzione netta tra “tardiva” e “omessa”. Tuttavia, l’aspetto economico cambia radicalmente: dopo il 90esimo giorno, si perde il diritto alla riduzione della sanzione.
Chi deve presentare la dichiarazione IMU
L’obbligo non riguarda tutti, ma si attiva in caso di variazioni che danno diritto a riduzioni o esenzioni non note al Comune, come nel caso di immobili invenduti o alloggi sociali. Se l’agevolazione azzera l’imposta, la sanzione è fissa (50 euro), ma anche questa non sarà più riducibile dopo il 29 settembre.
Verso una riforma strutturale
All’orizzonte si profila una trasformazione più profonda. Il decreto legislativo di attuazione della delega fiscale sui tributi locali prevede:
– l’obbligo di invio telematico della dichiarazione;
– l’efficacia “costitutiva” della dichiarazione per ottenere agevolazioni.
Se confermato, ciò significherà che la mancata presentazione comporterà la decadenza automatica dal beneficio, rendendo l’adempimento non più solo formale, ma sostanziale.
Il messaggio del Fisco: niente più ritardi
La stretta sui 90 giorni è solo l’inizio. Il nuovo approccio punta a semplificare i controlli dei Comuni, ma impone ai contribuenti maggiore precisione e tempestività. Dimenticare la dichiarazione IMU non sarà più una svista sanabile: potrebbe costare caro, anche in termini di agevolazioni perse.