La Camera dei Deputati ha approvato il 18 dicembre 2025 il disegno di legge di conversione del Decreto-Legge 159/2025, noto come “Decreto Sicurezza sul Lavoro”. Il provvedimento, ora in attesa di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, introduce un pacchetto di misure pensate per rafforzare la prevenzione degli infortuni nei luoghi di lavoro, con un focus particolare sul settore dell’edilizia e sulle figure tecniche che operano nei cantieri.
Il decreto si muove lungo due direttrici principali: da un lato, incentiva le imprese che investono in sicurezza, premiando i datori di lavoro virtuosi con agevolazioni e accesso preferenziale a bandi pubblici; dall’altro, potenzia l’apparato ispettivo e sanzionatorio, prevedendo controlli più serrati e sanzioni più severe per chi non rispetta le normative. Tra le novità, anche l’introduzione di badge digitali per il tracciamento delle presenze in cantiere, obblighi formativi più stringenti e aggiornamenti sui rischi legati allo stress lavoro-correlato.
L’urgenza di un intervento normativo è confermata dai numeri: secondo i dati Inail, nel 2025 sono stati denunciati 497.341 infortuni sul lavoro, in aumento dell’1,2% rispetto all’anno precedente. Ancora più preoccupante è il dato sulle morti: 896 decessi nei primi dieci mesi dell’anno, con un incremento dello 0,7% rispetto al 2024. Le malattie professionali, inoltre, sono cresciute del 10,2%, raggiungendo quota 81.494 casi.
Le reazioni delle associazioni di categoria non si sono fatte attendere. L’ANMIL (Associazione Nazionale fra Lavoratori Mutilati e Invalidi del Lavoro) ha definito il 2025 “l’anno delle occasioni perse”, sottolineando come le misure approvate siano un passo avanti, ma non ancora sufficienti a invertire la tendenza. I sindacati, pur apprezzando l’impianto del decreto, chiedono maggiori risorse per gli ispettorati del lavoro e un piano straordinario di assunzioni per garantire controlli efficaci e capillari.
Il Decreto Sicurezza sul Lavoro si inserisce in un contesto complesso, in cui la sicurezza continua a essere una delle grandi emergenze del mondo produttivo italiano. La sua efficacia dipenderà non solo dalla qualità delle norme, ma dalla loro concreta applicazione. Perché la sicurezza non può restare sulla carta: deve diventare cultura diffusa, responsabilità condivisa e priorità politica.