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Gas, l’Italia alla prova dell’inverno: ENEA indica la rotta del risparmio

  • Redazione
  • 29 settembre 2026

L’Italia entra nella stagione fredda con un nuovo bivio energetico. Le tensioni nello Stretto di Hormuz e l’instabilità mediorientale hanno riacceso l’allerta su forniture e prezzi, riportando al centro del dibattito la fragilità di un sistema che dipende ancora in larga parte dalle importazioni di combustibili fossili. In questo scenario, lo studio ENEA appena pubblicato offre una bussola preziosa: il Paese potrebbe risparmiare fino a 1,2 miliardi di metri cubi di gas nel prossimo inverno, una quantità sufficiente a riscaldare circa un milione di abitazioni.

Secondo l’Agenzia, il potenziale di risparmio deriva da una combinazione di interventi strutturali e misure comportamentali, molte delle quali già sperimentate nel 2022 con il Piano nazionale di contenimento dei consumi. Un pacchetto che, nel pieno della crisi energetica innescata dal conflitto russo ucraino, aveva permesso al settore residenziale di ridurre i consumi di circa 7 miliardi di Smc rispetto al 2021, complice anche un inverno mite e l’accelerazione degli interventi di efficientamento.

«Le tensioni internazionali mostrano quanto sia urgente ridurre la dipendenza dal gas», osserva Nicolandrea Calabrese, responsabile del Laboratorio ENEA di Efficienza energetica negli edifici e sviluppo urbano. «I risparmi ottenuti negli anni scorsi si sono però assottigliati: la revoca di alcune misure e il calo dei prezzi hanno compensato i benefici dell’efficienza energetica». Da qui la necessità di tornare a un mix di strategie che unisca comportamenti virtuosi e investimenti strutturali.

Lo studio quantifica con precisione il potenziale risparmio: 0,9 miliardi di Smc nel residenziale, di cui 0,8 derivanti dalla reintroduzione delle limitazioni del 2022 e 0,1 dagli interventi incentivati da Ecobonus e Bonus Casa. Nel terziario, la riduzione stimata è di 0,3 miliardi di Smc, grazie a misure di contenimento e alla sostituzione dei vecchi generatori a gas con pompe di calore di nuova generazione.

A spingere ulteriormente la transizione potrebbe essere l’arrivo dell’ETS2, il nuovo sistema europeo che dal 2027 estenderà il mercato delle emissioni anche agli edifici. «Chi continuerà a usare combustibili fossili dovrà fare i conti con costi aggiuntivi fino a 230 euro l’anno per famiglia», spiega Francesca Caffari, ricercatrice ENEA. «Chi invece investirà in edifici a zero emissioni non subirà alcun impatto economico». Una prospettiva che potrebbe accelerare la corsa verso impianti più efficienti e abitazioni meglio isolate.

Il cuore del messaggio ENEA è chiaro: le misure di contenimento offrono risparmi immediati, ma sono gli interventi strutturali a garantire stabilità nel tempo. «Sostituire impianti obsoleti e migliorare l’isolamento degli edifici significa ridurre i consumi in modo progressivo e indipendente dalle abitudini quotidiane», sottolinea Calabrese. «È la strada che protegge davvero il Paese dalle oscillazioni del mercato energetico».

Tra il 2021 e il 2025, gli interventi di efficientamento hanno già generato un risparmio cumulato di 2,1 miliardi di Smc: 1,2 miliardi grazie al Superbonus, 0,6 all’Ecobonus e 0,3 al Bonus Casa. Nel terziario, la valutazione è più complessa perché la ripresa post pandemica ha modificato i profili di consumo, ma ENEA rileva comunque una riduzione strutturale della domanda rispetto agli anni pre Covid, trainata soprattutto dalla diffusione delle pompe di calore elettriche.

Per il mondo condominiale, dove gli impianti centralizzati amplificano ogni oscillazione dei prezzi, il messaggio è particolarmente rilevante. La combinazione di misure comportamentali, interventi sulle parti comuni e scelte tecnologiche più efficienti può trasformare i condomìni in veri laboratori di risparmio energetico, capaci di incidere in modo significativo sulla spesa collettiva e sulla sicurezza energetica nazionale.

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