Autunno caldo sul fronte dell’energia per oltre tre milioni di famiglie italiane. Tra settembre e novembre i gestori invieranno le notifiche ufficiali che segnano il conto alla rovescia verso la fine del Servizio a Tutele Graduali, fissata per il 31 marzo 2027.
Un passaggio che rischia di trasformarsi in una vera e propria stangata. La platea dei consumatori “non vulnerabili” — rimasta finora ancorata a questo sistema di salvaguardia — rischia di veder sfumare da un giorno all’altro un risparmio stimato tra i 350 e i 400 euro all’anno rispetto alle tariffe medie del mercato libero.
I numeri dello shock: mercato libero fino al 60% più caro
A mettere nero su bianco l’entità del rischio è la stessa Arera (l’Autorità per l’energia). Monitoraggi alla mano, oggi chi migra verso il mercato concorrenziale subisce rincari pesantissimi:
• +60% in media sulle offerte a prezzo variabile;
• +36% sulle formule a prezzo fisso.
Un quadro reso ancora più critico dall’inflazione energetica (+18,6% l’elettricità e +11,3% il gas ad agosto secondo l’Istat) e dalle continue tensioni geopolitiche in Medio Oriente che spingono al rialzo i prezzi delle materie prime. Non a caso le associazioni dei consumatori, guidate da Assoutenti, sono già salite sulle barricate chiedendo un intervento d’urgenza al governo per prorogare la scadenza.
La trappola del “Silenzio-Assenso”
I gestori accreditati saranno tenuti a presentare entro dicembre 2026 una nuova offerta per il mercato libero (dalla durata garantita di almeno 12 mesi). Il passaggio formale avverrà il 1° aprile 2027 senza interruzioni di corrente, senza burocrazia e senza cambio di contatore.
Tuttavia, c’è un’insidia fondamentale: l’automatismo. Chi non esprimerà una scelta chiara o non cercherà un’alternativa sul mercato, verrà trasferito d’ufficio all’offerta di mercato libero predisposta dal proprio operatore abituale. Con condizioni economiche che si preannunciano drasticamente più onerose.
Lo “scudo” della Maggior Tutela: chi può rientrare
Non tutti, però, sono condannati al mercato libero. Esiste una porta di servizio per rientrare nel perimetro della Maggior Tutela (a prezzi calmierati), riservata a chi possiede o ha maturato nel tempo i requisiti di vulnerabilità:
1 – Età: Aver compiuto 75 anni;
2 – Reddito: Essere titolari del Bonus Sociale per disagio economico;
3 – Salute: Uso di apparecchiature elettromedicali salvavita (disagio fisico) o disabilità accertata dalla legge 104;
4 – Condizioni logistiche: Residenza in strutture di emergenza post-calamità o abitazione in un’isola minore non interconnessa.
Chiunque rientri in queste categorie ha il diritto di fare richiesta e ritornare sotto l’ombrello protettivo del regime tutelato, anche se attualmente si trova già nel mercato libero.
Vademecum anti-stangata: a cosa stare attenti
Per chi dovrà inevitabilmente navigare nel mercato libero, gli esperti suggeriscono di muoversi con cautela ed evitare le trappole commerciali:
• Fisso vs Variabile: Il prezzo fisso protegge dai picchi improvvisi dei mercati, ma se si opta per il variabile occorre monitorare attentamente lo spread (il margine del venditore sopra il prezzo all’ingrosso, solitamente intorno ai 3 centesimi/kWh).
• Clausola di conversione: Prima di firmare, verificare che sia prevista la possibilità di passare da fisso a variabile (e viceversa) in caso di turbolenze di mercato, senza costi o vincoli penalizzanti.