Le forme aggregative per la produzione e l’autoconsumo dell’energia da fonti rinnovabili rappresentano un’opportunità unica per affrontare alcune delle sfide più urgenti del nostro tempo.
Consentono infatti di sostenere i redditi più deboli, ridurre i costi energetici e contribuire alla transizione ecologica, offrendo un supporto tangibile per il raggiungimento dell’obiettivo “immissioni zero” entro le scadenze fissate dalle politiche europee sul clima.
Per incentivare il più possibile la loro costituzione, la scadenza per i Comuni con meno di 5mila abitanti di presentare richieste di contributi per le Comunità Energetiche Rinnovabili (CER), le Configurazioni di Autoconsumo per la Condivisione dell’Energia Rinnovabile (CACER) e gli impianti alimentati da fonti rinnovabili è stata prorogata dal 31 marzo 2025 al 30 novembre 2025.
Questa proroga, stabilita dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) con il DM 59/2025, nasce dall’esigenza di incentivare un maggiore numero di domande, dato che le risorse disponibili non sono state completamente utilizzate.
Parallelamente, il MASE ha avviato colloqui con la Commissione Europea per valutare ulteriori potenziamenti delle misure, di cui questa proroga rappresenta solo il primo passo.
Invio delle richieste e incentivi disponibili
Dall’8 aprile 2024 i piccoli Comuni hanno potuto presentare, attraverso il portale del Gestore dei Servizi Energetici (GSE), richieste per accedere agli incentivi destinati alle CER e alle configurazioni di autoconsumo. Questi incentivi sono disciplinati dal DM 414 del 7 dicembre 2023 e dal Testo Integrato delle disposizioni per la regolazione dell’Autoconsumo Diffuso (TIAD) emanato dall’ARERA (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente).
Le richieste possono riguardare impianti fotovoltaici già in funzione o a progetto.
Per questi ultimi, è possibile richiedere una verifica preliminare per accertarne l’idoneità al meccanismo di autoconsumo diffuso. Gli strumenti di supporto del GSE, come la “Guida all’applicazione SPC” e le Guide Interattive, semplificano la compilazione e l’invio delle richieste.
Contributi a fondo perduto: investimenti e PNRR
Per gli impianti a fonti rinnovabili e i relativi potenziamenti inseriti in configurazioni CER o CACER nei piccoli Comuni, il MASE ha pubblicato ad aprile 2024 un Avviso per i contributi in conto capitale, finanziato con 2,2 miliardi di euro dal PNRR nell’ambito della Missione 2, Componente 2, Investimento 1.2.
Questi contributi coprono fino al 40 per cento dei costi iniziali, con particolare attenzione ai Comuni sotto i 5mila abitanti.
Le richieste devono essere presentate tramite il Portale del GSE, seguendo le regole operative allegate al DM 22 del 23 febbraio 2024. La finestra di candidatura, inizialmente fissata al 31 marzo 2025, è stata prorogata al 30 novembre 2025, consentendo una maggiore partecipazione per accedere ai fondi rimanenti.
Supporto per consumatori e simulatore del GSE
Il GSE ha lanciato un simulatore online per aiutare piccole e medie imprese, pubblica amministrazione, gruppi di autoconsumatori e singoli cittadini interessati a installare impianti fotovoltaici a stimare i benefici economici e ambientali dell’autoconsumo.
Questo strumento, disponibile sul Portale autoconsumo fotovoltaico, consente simulazioni tecnico-economiche dettagliate.
Il supporto si estende anche agli impianti alimentati da fonti rinnovabili diverse dal fotovoltaico, ampliando le opzioni per i consumatori.
Verso una transizione energetica partecipata
Secondo il Ministro dell’Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin, “le CER rappresentano una svolta epocale: persone e territori diventano protagonisti delle scelte energetiche, affrontando anche problemi come lo spopolamento dei piccoli Comuni”.
Vinicio Vigilante, Amministratore delegato del GSE, ha sottolineato che le CER portano a un nuovo modello di condivisione dell’energia, trasformando il consumatore in un partecipante attivo del sistema energetico.
Paolo Arrigoni, Presidente del GSE, ha aggiunto che la configurazione delle CER e dell’autoconsumo diffuso stimola famiglie, imprese e pubblica amministrazione a utilizzare l’energia in modo più consapevole ed efficiente, consolidando i pilastri di una transizione energetica inclusiva e sostenibile
Autoconsumo collettivo e comunità energetiche
Tra le soluzioni emergenti, spiccano i gruppi di autoconsumo collettivo (AUC) e le comunità energetiche rinnovabili (CER).
Sebbene entrambi i modelli mirino a ottimizzare l’uso dell’energia rinnovabile locale, si differenziano per configurazione e ambito applicativo:
• Gli AUC si limitano a un singolo edificio o complesso con più utenze, come condomini o strutture aziendali;
• Le CER, invece, aggregano utenti distribuiti su un’area geografica più ampia e necessitano della creazione di una struttura giuridica specifica per coordinare la produzione e la condivisione di energia.
Grazie agli impianti fotovoltaici e ad altre soluzioni basate su fonti rinnovabili, gli AUC e le CER permettono di:
• Ridurre la dipendenza energetica dalla rete nazionale.
• Aumentare l’autonomia energetica e garantire maggiore stabilità nei costi.
• Promuovere un consumo più sostenibile e efficiente, diminuendo lo spreco di risorse e migliorando la resilienza locale alle fluttuazioni dei prezzi dell’energia.
Il ruolo del “prosumer” e dell’autonomia energetica
Elemento chiave di entrambi i modelli è la figura del “prosumer” (producer + consumer), ovvero un soggetto che produce e consuma energia. Questo nuovo ruolo segna una rivoluzione nel settore energetico, trasformando i consumatori in attori attivi e consapevoli, capaci di gestire l’energia prodotta autonomamente e contribuire direttamente alla sostenibilità ambientale.
Oltre la sostenibilità: vantaggi economici e sociali
La realizzazione di AUC e CER non comporta solo benefici ambientali, ma offre un valore aggiunto economico e sociale.
Tra i principali vantaggi si possono citare:
• Riduzione delle bollette energetiche, un aspetto particolarmente rilevante in un contesto di povertà energetica che colpisce fasce sempre più ampie della popolazione;
• Maggiore coesione sociale, con la creazione di reti collaborative tra famiglie, imprese e istituzioni locali;
• Sostegno all’economia locale, grazie all’utilizzo di energia prodotta “a chilometro zero” e agli investimenti in tecnologie innovative.
Un futuro energetico decentralizzato
L’adozione di queste soluzioni rappresenta un passo importante verso un modello energetico decentralizzato, dove la produzione di energia avviene vicino al punto di consumo.
Questo approccio riduce le perdite di trasmissione, minimizza l’impatto ambientale e migliora la resilienza complessiva del sistema energetico.
Inoltre, grazie a incentivi governativi e programmi di supporto come quelli previsti dal PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza), la transizione verso AUC e CER è sempre più accessibile e sostenibile.
Promuovere e diffondere questi modelli non solo significa abbattere le emissioni di CO2, ma anche costruire comunità più solide, inclusive e orientate al futuro.
Gli AUC e le CER incarnano il passaggio da un consumo individualista a un sistema basato su responsabilità condivisa e collaborazione per il bene comune.