L’autunno si apre con una doccia fredda sull’economia italiana e un’ulteriore stretta sulle tasche dei cittadini. A settembre l’inflazione torna a ruggire, mettendo a segno un balzo al +4,2% su base annua e polverizzando le stime degli analisti che scommettevano su una frenata al 3,8%.
I dati preliminari diffusi dall’Istat mostrano un’accelerazione brutale rispetto al +3,3% di agosto, accompagnata da una crescita congiunturale dello 0,7% in sole quattro settimane. Una fiammata improvvisa che allontana l’ipotesi di una stabilizzazione nel breve periodo e conferma un travaso rapido e aggressivo delle tensioni sui mercati all’ingrosso direttamente sui listini al dettaglio.
Luce, gas e trasporti: la mappa dei rincari
A spingere l’indice verso l’alto è la nuova vertigine dei beni energetici. Nelle rilevazioni dell’istituto di statistica spiccano i rincari delle utenze domestiche:
• Gas di rete: +20,7%
• Elettricità: +19,3%
Una pressione che si scarica immediatamente anche sulla mobilità pubblica e privata. Il costo del gasolio sbalza del +34,9% su base annua, mentre la benzina segna un +21,8%. Un doppio colpo che azzera i margini d’azione per pendolari e autotrasporto, inviando un’onda d’urto a monte dell’intera catena logistica.
La stangata sulle famiglie: fino a 1.900 euro in più
Dure e immediate le reazioni delle associazioni dei consumatori, che parlano apertamente di una «batosta peggiore di ogni previsione».
Secondo i calcoli del Codacons, il tasso del 4,2% si traduce in una stangata media da 1.389 euro all’anno per un nucleo tipo, cifra che sfonda quota 1.918 euro per le famiglie con due figli. Analoga la diagnosi dell’Unione Nazionale Consumatori (UNC), il cui presidente Massimiliano Dona attacca le recenti misure fiscali del Governo, definendole del tutto insufficienti: «La batosta è oltre 10 volte superiore al risparmio ottenuto con il taglio del bollo auto. È la dimostrazione che i ‘pannicelli caldi’ contro il caro-vita non bastano più: la spirale inflazionistica è fuori controllo».
L’UNC evidenzia come solo la voce “Abitazione ed Energia” (+11,1%) pesi per 445 euro aggiuntivi a famiglia, a cui si sommano i 307 euro assorbiti dai trasporti con carburanti venduti ormai a “peso d’oro”.
Contagiato anche il carrello della spesa
A preoccupare maggiormente è il contagio dell’energia sul comparto alimentare. Assoutenti lancia l’allarme sul rialzo dei listini di cibo e bevande (+2%), guidati dal picco degli alimentari non lavorati (+5,5% annuo).
«Solo per mangiare e bere, una coppia con due figli dovrà mettere a budget 185 euro in più all’anno», denuncia il presidente Gabriele Melluso. Un aggravio complessivo per la collettività calcolato in circa 3,4 miliardi di euro.
L’incognita dell’industria e l’appello al Governo
Sullo sfondo resta l’incognita più pesante: l’onda di ritorno sui beni trasformati dall’industria. Fino ad oggi le imprese alimentari hanno in parte assorbito i rincari riducendo i propri margini, ma la tenuta del settore è al limite.
Se le filiere produttive saranno costrette a trasferire sui prezzi finali le bollette record e i costi di trasporto proibitivi, l’impatto sul carrello della spesa rischia di trasformarsi in una seconda stangata irreversibile. Per questo consumatori e analisti chiedono ora all’esecutivo un piano d’urto immediato sull’energia, prima che la morsa sui redditi porti a un definitivo blocco dei consumi.