L’Italia si prepara a navigare una delle fasi più delicate degli ultimi anni sul fronte energetico, mentre le tensioni in Iran e la chiusura dello stretto di Hormuz agitano i mercati globali.
Davanti alla Camera, il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin ha tracciato una linea netta: il Paese non corre rischi immediati e dispone di strumenti solidi per proteggere famiglie e imprese da eventuali scossoni. Le scorte nazionali sono già al 46,8%, ben oltre la media europea, e la diversificazione delle rotte di approvvigionamento continua a rappresentare un vantaggio competitivo.
Il Governo, ha spiegato il Ministro, ha attivato un sistema di vigilanza serrato per evitare che la crisi internazionale si trasformi in un’occasione di speculazione. Mister Prezzi è stato potenziato lungo tutta la filiera, mentre la Guardia di Finanza è pronta a intervenire con un piano operativo dedicato. A questo si aggiunge la nuova unità di vigilanza energetica istituita da Arera, incaricata di monitorare in tempo reale l’andamento dei prezzi di gas ed elettricità. Sul fronte fiscale, intanto, Mef e Mimit stanno valutando l’attivazione delle accise mobili, rese più flessibili dalle norme del 2023, mentre a Bruxelles l’Italia chiede una revisione temporanea del sistema ETS per attenuare la volatilità del mercato del carbonio.
Il 2025 ha segnato un punto di svolta per le rinnovabili, che hanno coperto il 41% della domanda nazionale grazie a un incremento record di 7.200 MW. La potenza installata ha superato gli 83.500 MW, con un fotovoltaico in continua ascesa e un eolico in crescita costante. Pichetto ha rivendicato il superamento del target quinquennale e ha annunciato un’accelerazione sulle semplificazioni amministrative: i decreti 190/2024 e 178/2025 esenteranno molte tipologie di impianti dalle valutazioni ambientali, mentre la “saturazione virtuale” renderà più fluida la gestione delle richieste di connessione alla rete. Un passaggio cruciale, considerando i 1.756 progetti attualmente in istruttoria.
Accanto alla spinta sulle rinnovabili, il Governo punta anche a rafforzare la produzione nazionale di gas. L’efficientamento delle concessioni e la riorganizzazione normativa seguita all’annullamento del PITESAI hanno riportato l’estrazione a 3,3 miliardi di metri cubi nel 2025. Con il nuovo meccanismo di gas release, si prevede un ulteriore incremento di 600 milioni di metri cubi l’anno, destinati alle imprese a prezzi calmierati grazie all’obbligo per gli aggregatori di trasferire integralmente i benefici economici ai clienti finali. Restano in vigore, tuttavia, i limiti per i nuovi idrocarburi liquidi e la fascia di rispetto marina a 9 miglia.
Sul fronte del GNL, Pichetto ha ridimensionato i timori legati al Qatar, che pesa per meno del 10% sulla domanda italiana. L’Energy Union Task Force ha confermato l’assenza di rischi immediati, mentre il 13 marzo si riunirà il Comitato Tecnico di Emergenza e Monitoraggio per pianificare la nuova stagione di riempimento degli stoccaggi. Guardando più lontano, il Ministro ha ribadito l’adesione dell’Italia all’impegno globale per triplicare la capacità nucleare entro il 2050, puntando su tecnologie di nuova generazione e Small Modular Reactors. Un tassello che, nelle intenzioni del Governo, dovrà contribuire a un mix energetico più sicuro, competitivo e pienamente decarbonizzato.