La legge di Bilancio 2026 mette nero su bianco la proroga dei bonus casa e, tra questi, conferma uno degli incentivi più utilizzati dalle famiglie italiane: il bonus mobili.
Anche per quest’anno resta infatti attiva la detrazione Irpef del 50% per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici destinati ad arredare immobili oggetto di interventi di recupero del patrimonio edilizio.
Il beneficio, inserito nuovamente tra le agevolazioni previste dall’articolo 16, comma 2, del DL 63/2013, consente di detrarre il 50% delle spese sostenute fino a un massimo di 5.000 euro, ripartiti in dieci quote annuali di pari importo.
Chi può accedere al bonus
Per ottenere l’agevolazione è necessario che i lavori di recupero edilizio siano iniziati a partire dal 1° gennaio dell’anno precedente all’acquisto dei beni.
La data di avvio dei lavori deve essere anteriore a quella dell’acquisto degli arredi, ma non è obbligatorio che le spese di ristrutturazione siano state sostenute prima di quelle per i mobili.
La prova dell’inizio lavori può essere fornita tramite:
– abilitazioni amministrative richieste per l’intervento;
– comunicazione preventiva all’Asl, se prevista;
– dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà, per gli interventi che non richiedono titoli abilitativi.
A differenza di altri incentivi, come il bonus ristrutturazione o l’ecobonus, il bonus mobili non distingue tra prima e seconda casa: ciò che conta è la presenza di un intervento di recupero edilizio sull’immobile.
I lavori che danno diritto alla detrazione
L’agevolazione è riconosciuta sia per interventi su singole unità immobiliari residenziali sia su parti comuni di edifici, sempre a destinazione abitativa. Tra i lavori ammessi rientrano:
– manutenzione straordinaria, restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia su singoli appartamenti (sono esclusi gli interventi di manutenzione ordinaria, come tinteggiature o sostituzione di pavimenti);
– ricostruzione o ripristino di immobili danneggiati da eventi calamitosi, se è stato dichiarato lo stato di emergenza;
– interventi di restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione su interi fabbricati eseguiti da imprese o cooperative che vendono o assegnano gli immobili entro 18 mesi dal termine dei lavori;
– manutenzione ordinaria e straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia su parti comuni di edifici residenziali.