L’obbligo di installare contatori idrici individuali non è una scelta discrezionale dei condomini, ma un preciso dettato normativo. A stabilirlo è l’articolo 146 del Codice dell’Ambiente, insieme al DPCM del 4 marzo 1996, che recepiscono il principio europeo del “chi consuma, paga” e puntano a un uso più responsabile della risorsa idrica. Una linea chiara, che la giurisprudenza ha più volte ribadito: i giudici milanesi, con le sentenze 1280/2018 e 4275/2019, hanno sottolineato che l’installazione dei misuratori non richiede alcuna autorizzazione assembleare, trattandosi di un obbligo che prevale sui regolamenti condominiali. In quest’ottica, la posa dei contatori e la ripartizione delle spese in base ai consumi effettivi non solo sono legittime, ma addirittura doverose.
Eppure, il quadro non è così lineare. Un diverso orientamento, espresso dalla Corte d’Appello di Milano nel 2025, rimette al centro il regolamento condominiale tutte le volte in cui i contatori non siano installati in ogni singola unità immobiliare. Se solo alcuni appartamenti dispongono dei misuratori, il criterio pattuito per la ripartizione dell’acqua – che sia basato sui millesimi o sul numero di occupanti – resta valido fino a quando l’intero edificio non sarà dotato di contabilizzazione individuale. Una posizione che, di fatto, congela il passaggio al sistema “a consumo” finché non si raggiunge la piena uniformità.
Nella realtà quotidiana, poi, la teoria si scontra con una serie di problemi pratici che rendono inevitabile il coinvolgimento dell’assemblea. Le differenze tra i consumi registrati dal contatore generale e quelli dei singoli misuratori, la gestione degli oneri di depurazione, la quota di acqua non attribuibile a nessuno e le ricadute sulle parti comuni sono questioni che non possono essere risolte dal singolo condomino. Anche quando l’installazione nelle proprietà private è un diritto, la gestione complessiva del sistema richiede una regia collettiva.
Per questo, se il regolamento non prevede criteri specifici per la ripartizione delle spese in presenza di contatori individuali, il passaggio assembleare diventa non solo opportuno, ma necessario. La legge indica la direzione, ma è il condominio – con tutte le sue dinamiche – a dover trovare il modo più efficace per percorrerla.