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Edifici: dal 2026 cambia tutto per l’efficienza energetica

  • Redazione
  • 30 gennaio 2026

Il nuovo Decreto Requisiti Minimi, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 5 dicembre 2025 ed entrante in vigore dal 3 giugno 2026, segna una svolta decisiva per il settore immobiliare italiano.
Il provvedimento, atteso da anni, aggiorna le regole sulle prestazioni energetiche degli edifici, allineando l’Italia alle più recenti direttive europee e introducendo criteri più stringenti per chi costruisce, ristruttura o gestisce immobili.
Sostituisce il DM 26 giugno 2015 e recepisce le direttive europee sull’efficienza energetica (EPBD IV), con l’obiettivo di ridurre i consumi, aumentare l’uso di fonti rinnovabili e avvicinare il patrimonio edilizio italiano alla neutralità climatica entro il 2050.

Nuove regole per chi ristruttura o costruisce
Il decreto impone standard più elevati per la progettazione e la riqualificazione energetica degli edifici. In particolare:
• Nuovi limiti di trasmittanza termica per pareti, tetti, pavimenti e serramenti, con valori più bassi per ridurre le dispersioni di calore. Questo significa che per ottenere l’APE o accedere agli incentivi, i materiali isolanti dovranno essere più performanti.
• Maggiore attenzione ai ponti termici, con obbligo di correzione nei progetti di nuova costruzione e ristrutturazione importante.
• Obblighi di predisposizione per la mobilità elettrica, come l’installazione di infrastrutture per la ricarica dei veicoli nei parcheggi condominiali.
• Valorizzazione dell’energia prodotta in loco, ad esempio da impianti fotovoltaici, che potrà essere conteggiata nel bilancio energetico dell’edificio.
Le nuove regole si applicano su:
• Nuove costruzioni
• Ristrutturazioni importanti (interventi su oltre il 25% dell’involucro)
• Riqualificazioni energetiche
• Edifici pubblici e privati, residenziali e non residenziali
Per i proprietari che intendono ristrutturare, queste novità significano dover rispettare parametri più severi per accedere agli incentivi e ottenere l’Attestato di Prestazione Energetica (APE).
Per gli amministratori di condominio, sarà fondamentale aggiornare le pratiche e i capitolati tecnici in vista di lavori su parti comuni.

Impianti termici: nuovi standard
• I nuovi impianti dovranno rispettare limiti più severi di rendimento e di emissioni.
• È incentivata l’adozione di pompe di calore, sistemi ibridi e impianti a bassa temperatura.
• Le caldaie a gas potranno essere installate solo se rispettano i nuovi requisiti Ecodesign e se non sono disponibili alternative tecnicamente fattibili.

APE: cambia il calcolo, cambia la classe
Il nuovo decreto modifica anche i criteri di calcolo dell’APE, l’Attestato di Prestazione Energetica.
Le classi energetiche saranno ricalibrate per riflettere meglio le reali prestazioni degli edifici, con un focus maggiore sul fabbisogno energetico globale e sull’uso di fonti rinnovabili.
Questo significa che molti edifici potrebbero “scalare” verso il basso nella classificazione, anche senza peggioramenti strutturali.
Un aspetto cruciale per chi intende vendere o affittare, poiché la classe energetica incide direttamente sul valore di mercato e sulla possibilità di accesso a bonus e agevolazioni.

Impatti diretti su condomìni e gestori immobiliari
Per gli amministratori di condominio, il Decreto Requisiti Minimi 2025 introduce nuove responsabilità operative:
• Verificare che ogni intervento edilizio rispetti i nuovi standard.
• Coordinare la predisposizione di colonnine di ricarica elettrica nei parcheggi comuni.
• Aggiornare i regolamenti condominiali e i contratti con fornitori e tecnici.
Inoltre, per gli edifici soggetti a ristrutturazione importante (interventi su oltre il 25 per cento dell’involucro), sarà obbligatorio rispettare requisiti più stringenti anche per gli impianti termici e di ventilazione.

Un passo verso la neutralità climatica
Il decreto si inserisce nel più ampio quadro della Direttiva “Case Green” (EPBD IV), che punta a rendere tutti gli edifici residenziali a emissioni zero entro il 2050. L’Italia, con un parco edilizio tra i più vetusti d’Europa (oltre il 60% degli edifici è stato costruito prima del 1970), è chiamata a uno sforzo straordinario.
Secondo i dati ENEA, oltre 8 milioni di edifici residenziali italiani si trovano oggi in classe energetica F o G. Il nuovo decreto rappresenta quindi uno strumento fondamentale per guidare la riqualificazione e ridurre i consumi, che nel settore residenziale rappresentano circa il 30 per cento del totale nazionale.

In sintesi: cosa devono fare i soggetti coinvolti
• Proprietari immobiliari: verificare la classe energetica del proprio immobile e valutare interventi di riqualificazione per migliorarla.
• Amministratori di condominio: aggiornare le procedure tecniche e normative, informare i condomini e pianificare gli adeguamenti.
• Inquilini: informarsi sui nuovi standard per comprendere meglio i costi energetici e le opportunità di risparmio.
Il Decreto Requisiti Minimi 2025 non è solo un aggiornamento tecnico: è una chiamata all’azione per tutto il comparto immobiliare. Prepararsi ora significa evitare sorprese, valorizzare il proprio patrimonio e contribuire a un futuro più sostenibile.

Tags
  • Decreto Requisiti Minimi 2025
  • efficienza energetica edifici
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