Dal 26 settembre 2026 la manutenzione dei sistemi antincendio in condominio cambierà radicalmente. Non basterà più affidarsi a imprese “di fiducia”: ogni intervento su estintori, impianti di rivelazione, porte tagliafuoco, evacuatori di fumo e calore e sugli altri presidi di sicurezza dovrà essere eseguito da un tecnico manutentore qualificato, figura introdotta dal Decreto Controlli del 2021 e destinata a diventare obbligatoria dopo la proroga concessa nel 2025. Una misura che punta a elevare gli standard di sicurezza e che impone agli amministratori un nuovo livello di responsabilità nella scelta dei professionisti incaricati.
Il Decreto Controlli e la riforma della prevenzione incendi
Il Decreto del Ministero dell’Interno del 1° settembre 2021, noto come Decreto Controlli, è uno dei tasselli fondamentali della riforma avviata con il Codice di prevenzione incendi del 2015. Il provvedimento stabilisce come devono essere eseguite le attività di controllo, sorveglianza, verifica periodica e manutenzione dei presidi antincendio, imponendo il rispetto della regola dell’arte, delle norme tecniche e delle istruzioni dei produttori. La vera novità è però la creazione del tecnico manutentore qualificato, un professionista che deve dimostrare competenze teoriche e pratiche attraverso un percorso formativo e un esame finale davanti alle commissioni dei Vigili del Fuoco. Una certificazione che diventa requisito indispensabile per operare.
Perché l’obbligo scatta nel 2026
La qualifica obbligatoria sarebbe dovuta entrare in vigore il 25 settembre 2025. Il Ministero dell’Interno, con il Decreto del 15 luglio 2025, ha però concesso una proroga di dodici mesi per completare l’organizzazione del sistema di qualificazione: dalle procedure d’esame alla costituzione delle commissioni, fino alla formazione di un numero adeguato di manutentori specializzati. Il nuovo termine è quindi fissato al 25 settembre 2026. Dal giorno successivo, ogni intervento di manutenzione antincendio dovrà essere eseguito esclusivamente da personale qualificato.
Quali impianti rientrano nell’obbligo
La norma non riguarda solo gli estintori, ma l’intero sistema di protezione antincendio presente negli edifici. Dalle reti idranti agli impianti automatici di spegnimento, dai sistemi EVAC alle porte e serrande tagliafuoco, fino agli evacuatori di fumo e calore e ai dispositivi di controllo delle vie di esodo. Ogni categoria di impianto richiede una qualificazione specifica, perché ogni sistema ha logiche di funzionamento, criticità e modalità di verifica differenti. Il manutentore qualificato dovrà quindi possedere competenze mirate per ciascun presidio su cui interviene.
Gli impianti di rivelazione incendi e la necessità di controlli specialistici
Tra i sistemi che richiedono maggiore attenzione ci sono gli impianti di rivelazione automatica degli incendi, sempre più diffusi nei condomini complessi e negli edifici soggetti alla normativa antincendio. La loro funzione è individuare tempestivamente i principi di incendio tramite rivelatori di fumo, calore o fiamma, inviando il segnale alla centrale che attiva allarmi e protezioni automatiche. Per garantire affidabilità nel tempo servono verifiche periodiche, prove funzionali, controlli sull’alimentazione elettrica e sulla comunicazione tra i componenti. Una manutenzione non conforme può ritardare la rilevazione o generare falsi allarmi, con impatti significativi sulla sicurezza e sulla gestione condominiale.
Gli adempimenti per gli amministratori
Per gli amministratori di condominio cambia l’approccio alla manutenzione antincendio. Non basta più programmare gli interventi: occorre verificare che l’impresa incaricata impieghi tecnici qualificati e che ogni attività sia registrata correttamente nella documentazione di manutenzione. Una tracciabilità accurata diventa elemento essenziale di diligenza professionale e può costituire un’importante esimente in caso di sinistri o controlli da parte delle autorità. La gestione documentale, spesso sottovalutata, diventa parte integrante della sicurezza.
Più competenze, più sicurezza
L’introduzione della qualifica obbligatoria segna una delle trasformazioni più rilevanti degli ultimi anni nel settore della manutenzione antincendio. L’obiettivo non è aumentare la burocrazia, ma garantire che i controlli siano eseguiti da professionisti realmente in grado di valutare l’efficienza dei sistemi. Per i condomini significa manutenzioni più affidabili, impianti più sicuri e un livello di protezione più elevato per residenti, visitatori e operatori. Una misura che, nel concreto, può fare la differenza quando ogni secondo conta.