Nel 2024 le frodi sui contributi pubblici hanno raggiunto livelli senza precedenti, con 277,2 milioni di euro contestati per indebite percezioni, in gran parte legate ai bonus per le ristrutturazioni edilizie. Secondo un report del Centro studi di Unimpresa, questa impennata riflette un rafforzamento delle indagini da parte delle procure contabili, che hanno avviato 271 giudizi di responsabilità, il numero più alto dal 2010.
Guardando al periodo 2010-2024, l’ammontare complessivo delle somme contestate ha superato 1,75 miliardi di euro, con ben 2.566 procedimenti aperti. L’incremento delle contestazioni registrato nell’ultimo anno è strettamente legato alle frodi nei bonus edilizi, in particolare a crediti fiscali fittizi e indebite compensazioni negli incentivi per la riqualificazione energetica e la ristrutturazione immobiliare.
Le indagini hanno rivelato schemi fraudolenti su larga scala, con aziende e privati che hanno ottenuto crediti fiscali non spettanti, spesso attraverso fatture gonfiate o lavori mai realmente eseguiti. Questo fenomeno ha portato le autorità a intensificare i controlli e a rafforzare le misure di contrasto alle frodi sui fondi pubblici, per evitare ulteriori abusi nel sistema degli incentivi.