Un condòmino ha chiesto la revisione delle tabelle millesimali, deliberate dal condominio moltissimi anni fa, sostenendo che le quote a lui attribuite non sono corrette. Qualora l’assemblea decida di analizzare la situazione e ricalcolare le quote, se il tecnico cui verrà dato l’incarico dovesse confermare che la tabella millesimale in vigore non è viziata da alcun errore, chi dovrà farsi carico del pagamento della sua parcella? Tutto il condominio oppure solamente il condòmino che ha chiesto la revisione?
La spesa per retribuire il tecnico nominato dall’assemblea di condominio, al fine di verificare la presenza, o meno, nelle tabelle millesimali vigenti, degli errori denunciati anche da un solo condòmino, dovrà essere ripartita per millesimi, indipendentemente dal contenuto del parere che sarà reso.
A fronte di infondate contestazioni da parte di singoli condòmini, infatti, l’assemblea non è tenuta a nominare alcun tecnico.
Può limitarsi ad attendere fiduciosa l’esito del giudizio che dovesse essere avviato sul punto.
Se, invece, ritiene opportuno munirsi del parere di un tecnico di propria fiducia, la decisione deve ritenersi adottata nell’interesse di tutti.
D’altra parte, anche nel caso in cui il tecnico dovesse pronunciarsi nel senso della correttezza delle tabelle vigenti, qualunque condòmino potrebbe ugualmente decidere di avviare un giudizio di revisione, previa mediazione obbligatoria.
Occorre, infine, precisare che, qualora il tecnico, rilevato l’errore, abbia proceduto a rivedere le tabelle, la modifica andrà approvata con la stessa maggioranza richiesta per l’approvazione delle tabelle millesimali: maggioranza degli intervenuti che rappresenti almeno la metà del valore dell’edificio (Cassazione, sezioni unite, 9 agosto 2010, n. 18477).