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SALE LA DOMANDA, SCENDE L’OFFERTA, E I CANONI DI LOCAZIONE DECOLLANO

  • Redazione
  • 20 luglio 2016

[A cura di: Idealista]

I canoni delle case in affitto hanno registrato un incremento del 3,1% nel corso del secondo trimestre del 2016, attestandosi a 8,8 euro/mq mensili. In termini annuali, la variazione è stata più 3,2%. In soldoni significa un esborso medio di 572 euro/mese a famiglia per un’abitazione di 65 mq – la metratura standard secondo i dati del portale -, dai 1.014 euro di Milano, ai 260 di Caltanissetta. Sul fronte delle locazioni la domanda è sempre piuttosto vivace, ma l’offerta è in calo del 4,8% rispetto a 3 mesi fa. Per Vincenzo De Tommaso, responsabile dell’ufficio studi di Idealista, “Il mercato degli affitti sembra godere di buona salute, con rendimenti in crescita a partire dalle grandi città del centro-nord, come Milano, Bologna e Torino, poli di attrazione per il lavoro. La crescita è generalizzata per appartamenti ben tenuti, situati in quartieri cittadini che offrono servizi e buona qualità della vita”.

LE REGIONI

Segnano progressi 12 macroaree su 18 (Trentino Alto Adige e Val d’Aosta non sono rilevabili). Gli incrementi maggiori si sono verificati in Sicilia, dove i prezzi sono aumentati del 5,3% rispetto al trimestre anteriore, Calabria (3,8%) e Veneto (3,4%). All’opposto della tendenza, i cali maggiori si registrano nelle Marche (-2%), in Sardegna (-2,1%) e in Abruzzo (-3,3%), 

Il Lazio rimane stabilmente al primo posto della graduatoria dei prezzi con 11,6 euro/mq, seguito da Lombardia (10,7 euro/ euro/mq) e Toscana (9,6 euro/mq). Le richieste più basse riguardano il Molise (4,7 euro/mq), la Calabria (5 euro/mq) e la Basilicata (5,5 euro/mq).

LE PROVINCE

Nel secondo trimestre i prezzi hanno accelerato in 45 aree su 81 rilevabili al momento. Le variazioni positive maggiori si sono avute a Rimini (10,3%), Parma (9,9%) e Padova (9,6%); altre 10 province, oltre a quelle menzionate, segnano rimbalzi oltre il 5%. Dalla parte opposta, con i ribassi maggiori, troviamo Olbia-Tempio (-8%), Genova e Como (-7,2%). Milano (13,8 euro/mq) precede Roma (12,6 euro/mq) e Firenze (11,5 euro/mq) nel ranking delle province più care. Tutte nel sud Italia le aree provinciali con i prezzi più bassi della graduatoria, dove troviamo Caserta (-4,6 euro/mq), Reggio Calabria (4,4 euro/mq) e il fanalino di coda Caltanissetta (3,9 euro/mq).

I CAPOLUOGHI

Sale a 45 il numero di città capoluogo in terreno positivo dopo i mesi primaverili (erano 39 lo scorso trimestre), contro i 33 in negativo. In un centro su 4 le richieste dei proprietari superano la media del periodo; Vicenza (8,7%), Padova (8,3%) e Massa (7,8%) guidano gli aumenti dei canoni di locazione. Treviso (-11,2%) Caltanissetta (-6,3%) e Siena (-6,2%) sono i mercati più penalizzati.

Milano, con una media di 15,6 euro/mq mensili è sempre più regina dei rendimenti, seguita da Venezia (14,4 euro/mq) e Roma (13,9 euro/mq). Nella parte bassa del ranking, Caltanissetta (4 euro/mq) è il capoluogo italiano dove andare in affitto costa meno. Il centro siciliano precede in graduatoria Reggio Calabria (4,3%) e Agrigento con i suoi 4,4 euro al metro quadro mensili.

 

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